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giulia_guizzardi

Nuove prospettive: cosa si prova a cambiare casa dopo vent'anni?

Dopo un lungo periodo passato all'interno di un'abitazione che abbiamo comprato o affittato, la sentiamo come una seconda pelle. È cresciuta con noi, è lì che abbiamo la maggior parte dei nostri ricordi, belli e brutti, ed è dove abbiamo fatto crescere i nostri figli, le nostre passioni e le relazioni.


I figli crescono, il mondo cambia e magari per un motivo o per l'altro ci ritroviamo a dover ricominciare da capo altrove, può essere dall'altro capo del mondo come dall'altro lato della strada, ma le sensazioni sono le stesse.


Chiediamo a voi, che avete avuto o state affrontando questa esperienza, com'è cambiare casa dopo vent'anni?

Quali sentimenti e quali paure vi hanno attraversato la mente o vi stanno attraversando proprio in questo momento?

Il sapore di una nuova sfida o la malinconia di un posto in cui riscrivere i propri ricordi e le proprie vite, da capo?



Condividete con noi le vostre esperienze, lasciando un commento e una foto delle vostre nuove e vecchie dimore!

Commenti (141)

  • 2 anni fa

    A proposito di affitti non ho capito perché i problemi del COVID siano tutti ricaduti sugli affittuari (dei negozi ) invece di essere spalmati anche sui proprietari (e banche nel caso di mutui attivi). Così come le utenze, rimaste ad es con l’IVA quanto almeno quella, a fronte di consumo zero, poteva almeno esser tolta …

  • 2 anni fa

    Grazie, sì, non e‘ facile nulla per nessuno. speriamo in tempi migliori. un abbraccio..

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    (9) commenti
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  • 2 anni fa

    Franco 2018 chi si è accordato con l affittuario come ho fatto io chi non si è messo d accordo.. La cosa è soggettiva ma non è solo l affitto è anche gli stipendi al personale e comunque hai delle spese di costi fissi. Anche questo apri e chiudi la merce la compri e resta lì poi ci sono esercizi che hanno merce deperibile.

  • 2 anni fa

    Stefania certe cose vanno fatte per legge, così come i ristori e tutto il resto.

  • 2 anni fa

    Fatte per legge mica all infinito. Ad un certo punto devi metterti a lavorare in Italia solo il 5% versa contributi tutti gli altri o per una storia o per l altra non versano niente. Tra l altro ora gli esercizi fanno pure fatica a trovare giovani italiani che lavorino dato che hanno il reddito di cittadinanza fanno prima a prendersi quello che andare a lavorare per cui chi ntinuabo i debiti

  • 2 anni fa

    Continuano i debiti

  • 2 anni fa

    Ad Asti e a San remo cercano camerieri..

  • 2 anni fa

    Stiamo uscendo fuori tema ma questa è la realtà

  • 2 anni fa

    Si, si … siam fuori tema. Grazie per il confronto.

  • 2 anni fa

    Salve, pur essendo di Roma decidemmo 15 anni fa di comprare in una zona residenziale nel verde a 15 km a Nord di Roma, casa grande e dal clima vacanziero. Ma il pendolarismo quotidiano per lavoro e scuola ci ha portati a cercare di tornare in città. Ricerca durata più di 5 anni, perchè una casa con le stesse caratteristiche di tranquillità e di spazi, nei quartieri individuati è stata senza risultato, almeno per il nostro budget. Abbiamo deciso di affittare la nostra casa, e andare in affitto in un palazzetto storico di quartiere Trieste, spazi più piccoli, piccolo balcone, ma molto affascinane, vicino a tutto. Ebbene ora che tutto è firmato sono "appanicata", la nuova casa così normale, aver lasciato la mia ad estranei, con tutte le comodità e rifiniture oltre ai ricordi, al vivere nel verde. E' una scelta di vita, almeno per 3 anni sarà cosi poi chissà. Mi viene già nostalgia, almeno per tutto il lockdown è stato comodissimo.

  • 2 anni fa

    Mi ha consolata per un attimo leggere i vostri post. Romana, trasferita a Milano, 10 anni fa ho acquistato una grande casa in provincia di monza

    Credevo che non sarei mai uscita dalla città, ma il mio compagno lavorava fuori Milano, il we lo trascorrevano tra le montagne lecchesi e mi sono fatta coraggio acquistando una casa grande con enormi terrazzi che a Milano non avrei nemmeno sognato. Ho preso due gatti ed abbiamo riempito una casa con la vita di ogni giorno ed il pensiero di quando avremmo preso una seconda casa più lontana, forse al mare o chissà.

    Tutto pronto nella mente.

    E un anno e mezzo fa mi sento dire, con uno zaino in spalla: devo andare non ce la faccio più.

    Era il mio compagno, che usciva di casa senza mai tornare. Qualche giorno prima di natale e qualche mese prima del covid. È iniziato un periodo buio. Ad un certo punto ho creduto di dover lasciare la casa in periferia dove non conosco nessuno ed avvicinarmi ai miei pochi amici a milano. Ho messo in vendita la casa e ricevuto una buona offerta, dopo 2 giorni. Era aprile. E da quel giorno é stata una lotta infinita, di giorno e soprattutto di notte. Una lotta, contro me stessa. Che per settimane non sapevo davvero se vendere casa mia mi avrebbe lasciato viva. È stata una tortura ogni passo, accettare la proposta, firmare il compromesso. Sono arrivata a piangere perché avrei fatto un torto ai miei gatti.

    Ma in fondo, restare in quella casa, lontana da qualsiasi affetto temevo mi facesse sentire di aspettare che tornare il mio ex, che invece non mi parla nemmeno per non essere turbato.

    Mi sono detta che avrei affittato a Milano, ho iniziato a guardare sia case in vendita che in affitto, avendo venduto senza sapere dove andare. E la notte ho dormito sempre meno. Come se mi avessero rubato la mia casa mentre ci stavo dormendo. Alla fine ho comprato, qualcosa di molto più piccolo. Ora ho due preliminari firmati. E la notte ancora mi sveglio chiedendomi come starò, quando libererò e come la vecchia casa, se dormirò nella nuova, se ci saranno rumori, se stando a Milano troverò più facilmente qualcuno con cui parlare uscendo di casa. E no, non lo so. So che questa storia ancora mi angoscia e angoscio tutti i miei conoscenti che continuano a dire che ho fatto bene a lasciare una casa troppo piena di ricordi in un paese in cui la vita che ho fatto mi ha reso un ospite.

    Nonostante la casa a volte ho ancora nostalgia del mio ex e mi sveglia anche quella. È un frullatore di emozioni di cui l ansia é la principale che la notte mi attorciglia le budella.

    Come ho letto sopra uno sforzo non solo emotivo ma anche economico.

    Mi auguro di arrivare ad un punto di serenità, che ho perso del tutto. E di non svegliarmi mai pensando che avrei dovuto restare a casa mia (penso ancora che lo avrei potuto fare, ma non dovuto). E queste riflessioni, leggendo un post per caso, sono quelle dell insonnia delle 3.15.

  • 2 anni fa

    Chiara ha fatto bene ha dato una svolta.. Poi amici o non amici è andata a stare in una casa nuova e in una città molto viva..

  • 2 anni fa

    @Chiara quanta dolcezza e quanta melanconia nelle tue parole. Io; arrivato ad una certa età, mi son fatto convinto che la vita non è fatta di futuro (beh si, un minimo di progettualità serve per dare una direzione) e neanche di passati, da guardare con nostalgia. Tutto ciò ci fa perdere di vista la cosa più bella che abbiamo: il presente. Chi si strugge nell’angoscia del futuro o nel rimpianto del passato finisce col non godete della bellezza del presente fatta di tutto ciò che ci circonda. Dove tutto vuol proprio dire TUTTO. Secondo me bisogna affacciarsi alla vita con gli occhi di un bambino e stupirsi nel guardare , nel vivere, tutto quello che ci circonda, che sia un fiorellino li da solo in mezzo alla strada, un edificio insolito/interessante, un tramonto, la voce gradevole di una persona incontrata per caso, la bellezza fisica di un’altra, la granita che ti rinfresca mentre fuori Lucifero ti fa arrosto, … tutto insomma. Ripeto tutto da osservare con lo sguardo meravigliato di un bambino. Tutto ci deve stupire, tutto deve essere interessante, di tutto dobbiamo godere. Viviamo con gioia e curiosità il presente senza angosce per il futuro e struggimenti per il passato. Sono sicuro che una persona sensibile come lei riuscirà a trovarsi bene nella nuova sistemazione e nella nuova vita che l’aspetta.

  • 2 anni fa

    Chiara ha tutta la mia comprensione, le posso dire solo questo, perché leggendo quello che ha scritto riesco solo a tacere. Chissà, ma mi piacerebbe diventare una sua amica. Un abbraccio fortissimo.

  • 2 anni fa

    Grazie Tiziana, di cuore. Sembra incredibile, ma ho quasi la sensazione di aver ricevuto un abbraccio!

  • 2 anni fa

    Certo @Franco2018

    Concordo che la vita é fatta delle emozioni di ogni minuto. Ma ogni tanto qualcosa su cosa é stato, su cosa sarà, inevitabilmente si piazza nello stomaco. Ed allora la sola cosa che riesco a fare é lasciare che piano passo, dallo stomaco alla testa e che esca. Non é un ossessione, é proprio come un indigestione a cui lasciare il tempo di abbandonarci per poi dimenticare di averla mai avuta. Ci saranno nuovi equilibri, ne sono certa. Occorre lasciare loro il tempo di formarsi senza decidere noi quando sia il momento di arrestare la tormenta. Probabilmente...

  • PRO
    2 anni fa

    Cambiare posizione porta novità che restare nella stessa posizione difficilmente aziona. Con la nuova casa inizia un'avventura, se posso consigliarti con la nuova vita cerca nuove attività da fare che ti diano la possibilità di stringere possibili nuove amicizie, iscriviti a qualche corso di cucina o yoga o altro che ti piaccia. Piano piano come dici tu tornerà la serenità.

    Ti auguro tanta buona novità ;)

  • 2 anni fa

    Chiara, capisco benissimo come ti deve sentire. In parte ci sono passata, con alcune varianti. Casa troppo grande comprata un po' di fretta alla nascita del secondo figlio. In quattro, più gatti e cane però l'abbiamo riempita in fretta e i bambini crescevano. Non mi aspettavo certo che mio marito dopo 24 anni di matrimonio se ne andasse con un'altra. Ecco che la casa è diventata improvvisamente gigantesca e dispendiosa: i miei molti incubi notturni (la notte è davvero terribile!) includevano mille dubbi su come me la sarei cavata in quella grande casa a 54 anni con due figli adolescenti e una dolorosa separazione che coinvolgeva purtroppo anche il mio lavoro . Proprio i ragazzi non ne hanno voluto sapere di cambiare casa e ridimensionarci in un appartamento più piccolo. Ho accettato la situazione per non turbarli oltre il dovuto, e tutto sommato me la sono cavata meglio del previsto. Ma ora la casa è sempre più grande in quanto loro si fanno vedere solo per qualche weekend, essendo lontani per studio e lavoro. Prima o poi affronterò anch'io il mio ridimensionamento, ma nel frattempo ho imparato ad apprezzare tante nuove cose.

    Secondo me hai fatto molto bene a dare una svolta, anche immobiliare, alla tua situazione. So che non ci crederai, perchè neppure io ci credevo, ma lì fuori c'è ancora tutto un mondo da scoprire. Buon futuro!

  • 2 anni fa

    @abril bruna

    Ah, se ci credo!!! Moltissimo!!! Abbiamo un età simile, mi mancano solo i figli!!!

  • 2 anni fa

    Ciao ragazze. Ho letto le vostre storie e mi sono immedesimata in tutte. La mia situazione è simile, anche se sono un po' più vecchia di voi. Il mio amato marito è morto improvvisamente all'inizio del 2017. Nel 2013 avevamo avverato il sogno della nostra vita, acquistando una villetta indipendente da ristrutturare con giardino, orto, bosco. Ci siamo goduti questa casa solo per poco tempo, avevamo ancora tanti lavori e progetti da realizzare. All'inizio non avrei mai pensato di lasciare casa, ma i ricordi e il rimpianto per quello che avrebbe potuto essere mi hanno portato a prendere la decisione. Da qualche mese vivo in un'altra casa, molto più piccola, sistemata ed arredata da sola, con l'aiuto di mio figlio. La passione per la casa, l'arredamento, il design, mi sono stati di aiuto, anche se andare a vivere da sola per la prima volta a 60 anni non è facile. Ma ce la faremo. In bocca al lupo a tutte.

  • 2 anni fa

    Caro utente 99 ecc (appena possibile metta un nome che le piace - il numero è troppo impersonale e fa confondere) adesso si incomincia a parlare di “silver cohousing”; la vecchia grande casa poteva tenerla e prepararla per future coabitazioni con altre persone di pari età ed autosufficienti . Personalmente credo sia il futuro di questa nostra Italia cresciuta durante il boom economico e con le nascite adesso ridotte al lumicino.

  • 2 anni fa

    Cohousing come convivenza senza altri interessi? Con la realtà virtuale dei social, tanto inflazionati, la gente è davvero capace di condividere gli spazi del quotidiano? E senza legami affettivi?

  • 2 anni fa

    Caro Franco2018, la "grande casa" l'ho lasciata a mio figlio, quindi il mio è stato un distacco più emotivo che sostanziale. Grazie del suggerimento, ma per rispondere anche a sandro_9133 ecc., dopo quasi 40 anni di matrimonio potrei pensare ad una convivenza solo nel caso in cui trovassi un fidanzato moooolto ricco con una casa moooolto grande, caso che reputo assai improbabile.

    P.S. sono una capra informatica, non so cambiare il nome utente :-(

    Grazie comunque del suggerimento

  • PRO
    2 anni fa
    Ultima modifica: 2 anni fa

    Cohousing non sigifica convivere ma avere una zona privata personale e altre in condivisione.

    Avete mai visto il film Marigold Hotel? Ecco per la mia prossima tenera età penso a qualcosa di simile, chissà....però mi piacerebbe molto

  • 2 anni fa

    Nella proposta di @Franco2018 ho inteso la convivenza in una casa fatta.


    La gestione di una convivenza anche solo di spazi comuni è per caratteri abili alla tolleranza. È difficile condividere il locale di raccolta differenziata dei rifiuti in un condominio....

  • 2 anni fa

    Eh eh … le problematiche sicuramente esistono … ma pensate ai vantaggi di una grande casa/Villa con giardino, dove ogni inquilino ha la propria stanza (magari anche con bagno), dove esistono delle zone di soggiorno/cucina/giardino comuni… dove le misere pensioni di tutte permettono di avere personale per pulizie, medico/infermiere che periodicamente passa per visite e/o trattamenti medici … ecc . Tutte cose che una singola pensione non si può permettere e che magari è integrata dall’affitto ricavato dalla vecchia casa non più utilizzata … Esistono già varie realtà del genere ma ovviamente in Italia siamo ancora agli albori.

    Tornando all’utente99 ha fatto benissimo a darla al figlio, così in fondo ne potrà godere indirettamente e direttamente anche lei.

  • 2 anni fa

    @Officine Colombo … tocca agli architetti darsi una mossa: questo è il vostro campo! 😉 Un mio figlio ci sta facendo la tesi ma dal punto di vista economico/sociale.

  • 2 anni fa

    Ma quanto descritto esiste già....sono le RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale).

    E Cocoon è un

  • 2 anni fa

    Film

  • PRO
    2 anni fa
    Ultima modifica: 2 anni fa

    Sandro le RSA da quanto conosco sono per persone che non sono più in grado di accudirsi da sole (o forse mi sbaglio)

    Il tipo di struttura che ho in mente è direttamente gestita da chi sceglie il cohousing,

    Modello abitativo nato in Scandinavia negli anni Sessanta del sec. XX e diffusosi successivamente nell'Europa del nord, in Australia, negli Stati Uniti e in Giappone, che combina l'autonomia dell'abitazione privata e la condivisione di spazi e servizi comuni da parte di un gruppo limitato di nuclei famigliari.

    In questo caso il nucleo famigliare non è composto da famiglie con figli ma da coppie o single anziani.

    In Italia ci sono esempi di cohousing sociale, praticamente è una sorta di cooperativa dove però oltre a costruire o ristrutturare ci sono anche spazi comuni da condividere (tipo lavanderia, area giochi, biblioteca, sala hobby, sala cinema, ecc...) tutto gestito da chi abita nel fabbricato. Certamente deve essere una scelta consapevole e condivisa.

    Se cerchi nel web trovi diverse realtà di questo tipo, anche nel centro città

  • 2 anni fa
    Ultima modifica: 2 anni fa

    La mia era una butade in risposta a @Franco2018 perché con quanto descritto si delinea il profilo di una sorta di hospice gerontologico, con livelli di supporto differenti, siano essi residenza assistenziale, casa di riposo o cura.

    Penso sia un progetto x caratteri abili alla integrazione inclusiva. È per un pubblico selezionato, secondo me, di utenti predisposti alla condivisione. Immaginandomi la realtà di un condominio, trovo già difficile la coesistenza di intenzioni comuni di azione, poiché il rispetto delle parti in comune spesso non è di casa.

    Non vedo prospettiva nella realtà mediterranea italiana, dove è radicato il senso di proprietà e la trascuratezza x la res publica

  • 2 anni fa

    Sandro hai pienamente ragione … ma i tempi stanno cambiando e le mezze età di oggi saranno gli anziani di domani, quindi con Twitter e selfie a gogo (a ‘sto punto me li aspetto 3D 😁) a 80 anni. Comunque si, persone autosufficienti in discreta salute.

  • 2 anni fa

    Io e il selfie non verremo in incontro neanche in asintoto.

    Non è una eredità lusinghiera quella che viene prefigurata, se il tempo che avanza x crescere è la seconda metà della vita.

  • 2 anni fa

    @OFFICINE VITTORIO COLOMBO SAS

    @Utente-994951618

    @Franco2018

    Io sono molto fiduciosa su quello che non sapevo nemmeno si chiamasse cohousing e che, con sorelle, cugini e amiche, da anni immaginiamo come un casale in cui ci siano dei servizi comuni e delle autonomie. Lo immaginiamo anche quando qualcuno di noi non sarà autosufficiente, con lo spazio per infermieri se necessario. E temo che non sia un compito che potranno assolvere gli architetti, non da soli. È un cambiamento sociale. La vita in città tende a non avvicinare quanto ci occorre, in molti si ritrovano loro malgrado soli, inventetemo, spero, una nuova socialità e società.

    In ogni caso non trovo carino commentare una donna che dice con quale dolore ha lascito la casa familiare con 'doveva tenerla per il cohousing'. @Utente-994951618 sia forte abbracci suo figlio ed abbia fiducia che potranno succedere ancora molte cose!!

  • 2 anni fa

    Non era mia intenzione offendere nessuno: nel caso ciò sia accaduto porgo le mie più profonde scuse.

  • PRO
    2 anni fa
    Ultima modifica: 2 anni fa

    Gentilissima Chiara, commento solo un pezzo del suo messaggio: Lei probabilmente non sa cosa può o non può fare un architetto e per tanto forse e sottolineo forse, dice cose senza conoscerle, oppure parla per esperiemza negativa vissuta con qualche architetto.

  • 2 anni fa

    A Milano il cohousing esiste già da un sacco di tempo

    http://www.cohousing.it/

  • 2 anni fa

    Fiorillo, il cohousing non è solo architettura. E' un cambiamento principalmente psicologico.

  • 2 anni fa

    Forse sarebbe meglio una discussione specifica sul tema “silver cohousing” se interessa qualcuno … questa verte su altro.

  • 2 anni fa

    Fatto ho aperto una discussione specifica sul “silver cohousing”

  • 2 anni fa

    Franco2018, tranquillo che non mi sono offesa! Buona giornata

  • 2 anni fa

    @Bartolomeo Fiorillo ha sicuramente ragione, concordo sul fatto che non so bene cosa faccia un architetto ed ho espresso un' opinione superficiale.

  • 2 anni fa

    Ha ragione Officine Colombo... Anche in Germania gli anziani si accordano affittano appartamenti e si riuniscono così hanno un solo affitto da pagare e nel frattempo si fanno compagnia e assistenza finché sono in grado.. L RSA è tutto altra cosa peraltro anche difficile da far capire ai familiari finché non firmano per fargli tirar fuori soldi dopo un certo periodo gratis poi dipende da regione a regione ma è un incrocio tra casa di riposo e reparto riabilitativo per ospitalità temporanea per lo più dopo ricovero in Ospedale ma molti pensano di lasciarci il parente per sempre e anche gratis...

  • 2 anni fa

    Io sto vivendo molto male l'imminente cambio di casa. È più grande, qui dove siamo in affitto ormai stiamo stretti eppure io qui ci sono nata e cresciuta e sotto casa conosco tutti come in un paese. L'altra non è lontana ma non è qui. Mi spaventa tantissimo..in più ho delle persone che abitano sotto che già lanciano intimidazioni sul non fare rumore e sembrano non sopportare i bambini e il loro normale "chiasso". Io reputo di avere una famiglia tranquilla ma non so davvero che pretese avranno. In più questo mutuo infinito che avremo sulle spalle e tutti i risparmi bruciati per l'acquisto. Ecco, per me è solo ansia e anche paura.non una cosa bella. Ma ormai..non ho scampo

  • PRO
    2 anni fa

    Utente 284302792 vedrai che il tuo nuovo spazio saprà regalarti sorprese inaspettate e i rapporti precedenti saranno l'appoggio sereno in questo traghettare. Buona fortuna ;)

  • 2 anni fa

    @Utente-284302792 coraggio! Mi sentivo morire per gli stessi motivi venendo a vivere nella casa comprata lasciando un affitto.

    E mi sento morire ora che dopo 10 anni la lascio.

    Significa che mettiamo nuove radici.

    Vedrà che starete benissimo

  • 2 anni fa

    Utente-284302792 come te ho cambiato casa, io però ho venduto la vecchia perché era anche quella di proprietà, la mia precedente casa era in un quartiere caotico, popolare e frenetico ora sono in una zona residenziale.

    La nuova casa è bella ma non la sento mia al momento, prima di venire ad abitare dopo il trasloco ho aspettato ben due mesi. In questi due mesi prima sono stata ospite per una settimana da una mia amica e poi sono andata a vivere in un altro appartamento di proprietà dei miei in altra regione, ho avuto un blocco psicologico e non riuscivo proprio a venirci a vivere, non lo so perché ma l'ambiente così diverso mi ha intimorito.

    Sono dovuta per forza rientrare perché mia figlia deve cominciare la scuola. Ma ieri notte non riuscivo nemmeno a dormire nella nuova casa.

    Mi manca moltissimo la mia vecchia casa anche se era imperfetta, anche se il vicinato era casinista ect, inoltre stare oltre un mese nella mia regione di origine ha acuito in me ancora di più il senso di smarrimento. Mi sento così strana non mi sento me stessa,le mie cose ancora non hanno una collocazione. Uff non so che fare.

  • PRO
    2 anni fa

    Ti capisco non è facile. Falla diventare la “ Tua” casa.

  • l'anno scorso

    Ti scrivo perchè mi ritrovo a vivere delle emozioni simili alle tue e provo un profondo senso di comprensione nei tuoi riguardi , ti sento veramente la mia immagine che in situazioni e circostanze diverse sei entrata in una desolazione e uno sconforto senza fine.

    Ho fatto anche io la follia di vendere la mia unica casa acquistata con il sudore della fronte dei miei primi 30 anni . Fu un acquisto straordinario che mi riempì di immensa gioia, chiamavo questa ,che ho ora venduto , la casa dei miei sogni , mi piaceva da morire, ero davvero al settimo cielo,.Una casa in un comune in provincia di Napoli dove dai balconi panoramici si ammira il Vesuvio in tutto il suo splendore.

    Certo aveva qualche neo , senza il posto auto e forse troppo centrale e caotica la strada in cui si trova , ma a me sembrava davvero una nota in più che rendeva la mia casa spettacolare per quel tran tran e quella vita pullulante a ogni ora.

    Fu una casa fortunata poichè subito dopo averla acquistata incontrai quello che poi diventò nel giro di 10 mesi mio marito.Ma la fortuna si interruppe lì.

    Lui non ebbe mai a cuore la mia casa ,anzi la detestava , iniziò a parlarne male e soprattutto per il fatto che si trovava in questo paese che a lui non andava per nulla spingeva a disprezzarla e a farmela scendere dal cuore .Sono stati anni terribili in cui ho vissuto l'inferno nel matrimonio a causa della mia casa e in particolare a causa del fatto che ad abitarla ci restarono i miei genitori mentre noi due andammo a vivere altrove . Un ventennio di sofferenze indicibili ,tutte causate dalla rabbia di mio marito per questa casa che non era in mio possesso nonostante fosse mia, i miei mi pagavano il fitto ma a lui non basava, lui pretendeva che la liberassero ,cosa che mio padre non lo avrebbe fatto mai Una guerra tra lui e l ia mia famiglia che mi ha umiliato e mi ha esasperato , una atrocità affettiva che ha avvelenato i periodi bellissimi della nascita e dell'infanzia dei miei tre figli .Tra me e lui sempre questa casa che lentamente nel mio cuore si copriva di vergogna di repulsione e che metteva una strana conflittualità nei miei sentimenti per i miei genitori che amavo e che detestavo contemporaneamente per il fatto di avermi messo in una situazione difficile con mio marito. Ero sempre nervosa con mio marito ma anche con i miei carissimi genitori che avrei voluto proteggere da lui e dalle sue arroganze ma ero a volte anche nervosa con loro che non capivano le mie difficoltà per cui forse avrebbero fatto meglio a lasciarmi la casa.

    Dopo la morte di mio padre che mi ha portato a 10 anni di attacchi di panico e di dolore infinito dopo tante sfuriate lascio mio marito e torno a vivere qui a casa mia dove finalmente sono tornata in possesso della mia casa, dove sta ancora mia madre 90 enne. Una vittoria per certi versi essere finalmente in casa mia in questa bellissima casa da ristrutturare ma per me piena di tutta la magica sacralità del suo rapporto con me. Invece no!!!!

    Appena mi sono sistemata in casa mia tanto amata e tanto desiderata entro in conflitto con mia madre , i miei figli iniziano a soffrire per la separazione tra me e il loro padre , mia madre con i suoi modi aggressivi rabbiosi e inconcludenti inizia una guerra contro di me perchè pretende che faccia la separazione giudiziale e parla a iosa contro mio marito e contro il mio matrimonio , mi esaspera e a un certo punto visto che mi sento oppressa da tutto e tutti , dalla rabbia del matrimonio finito e dalla rabbia di una madre fuori di testa, dai figli dispersi tra me e mio marito e dalla depressione che fa capolino in tutti noi , ho pensato di vendere casa e di eliminare il problema alla radice. Inizio una vendita esasperata , sotto la pressione di una volontà di scappare da mia madre ,di liberarmi di lei e della lunga storia dei conflitti che questa casa ha generato .

    Non riesco a contenermi: appena un probabile acquirente va via lo inseguo quasi per vendergli la casa , cerco di liberarmene a tutti i costi , impazzita davvero.L' Ho svenduta alla fine , una casa meravigliosa , che per me più bella non ne ho visto ,una casa completa e fantastica, ...svenduta. La persona che l'ha comprata ha fatto l'affare del secolo ma la cosa più assurda ancora è che si tratta della mia vicina di casa ,una donna che detestavo e che detesto ancora di più. Abbiamo sottoscritto nel contratto che avrebbe lasciato mia madre in affitto a buon prezzo,anche se nel mio cuore ritengo che abbia fatto una cosa di terribile nei confronti di mia madre , di cattivo ,di inconcepibile , allucinante.. Ho sentito la gente che mi parlava dietro per come mi sono buttata via svendendo questa casa, ho perso di stima , di rispetto di reputazione , fino a che sulla scorta della consapevolezza di aver venduto una casa per me tanto preziosa e sacra sono entrata nel labirinto di una depressione che mi ha tenuta sotto scacco per tre mesi.E' stato a quel punto che ho chiesto alla persona più colpevole di tutti ,cioè a mio marito ,di aiutarmi. Devo ricomprare casa con il ricavato della vendita ma non sono in grado di fare nulla ,sono tanto depressa che i miei figli sono sbigottiti e impauriti ,li vedo sbandati e abbandonati , non riesco a seguirli ,ho bisogno di un aiuto. Mio marito si attiva e inizia ad aiutarmi nella ricerca della nuova casa per me e i miei figli ,poi da quel momento il nostro rapporto lentamente riprende. Siamo tornati insieme. Sto cercando casa ma tutte quelle che vedo non mi piacciono ,soffro per la perdita di quella casa che acquistai 22 anni fa e vorrei riprendermela a tutti i cosi , la fine di questa storia ha tuttavia messo la pace tra me e mio marito , so che mio marito mia madre ed io abbiamo gestito molto male i nostri rapporti e che io sono stata danneggiata per aver dovuto sacrificare una casa a cui ero legata a causa di una incapacità a gestire la situazione con mio marito e la mia famiglia.Ho sperimentato un dolore enorme , un dolore incomunicabile perchè nessuno riesce a comprenderlo trattandosi di una cosa ,di un oggetto materiale, eppure un dolore destabilizzante . Non ho comprato ancora casa nuova sto scegliendo tra due opzioni e in questi giorni dovrei definire.Spero che davvero possa trovare una casa che mi faccia dimenticare la bellissima casa che avevo o almeno che si avvicini un poco a come era ,prega per me che questo avvenga , almeno in questo modo la mia vecchia casa sopravviverà nella nuova e la rimpiangerò di meno.Ti saluto e ti auguro di rasserenarti , ti auguro di apprezzare l tua nuova casa ....vedrai insieme troveremo la gioia di vivere dove ci piace.

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