Architetto o no?

Elisabetta Marrese
24 ottobre 2018

Buongiorno,tra qualche mese traslocherò in una casa nuova. La casa sarà più grande di quella attuale quindi dovrò arredare qualche stanza in più. La maggior parte del mio mobilio verrà riadattato nella nuova casa,ma vorrei un consiglio riguardo al salone. Il salone sarà di circa 70 mq e quindi vorrei che il risultato fosse molto soddisfacente dal punto di vista del mobilio( che sarà nuovo),luci,pareti e installazione di un climatizzatore. Secondo voi è meglio rivolgersi al singolo elettricista, imbianchino oppure l'architetto si occupa di seguire tutti i lavori ? Scusate ma sono un po' a digiuno in materia, in quanto per la mia prima casa ci siamo avvalsi solo dell'arredatore del negozio di mobili.

Commenti (60)
  • PRO
    giada mete architect

    Ciao ELISABETTA,

    in questo caso specifico la competenza di un architetto sarà sicuramente un valore aggiunto, perché parli di una casa in affitto, il che significa un pò di cose:

    - spese contenute

    - ipotesi di un nuovo trasloco

    - gestione di un budget (anche in prospettiva di piccoli interventi di adeguamento)

    Un progetto ben studiato ti permetterà anche di valutare in un futuro la gestione di questo arredo, se dovrai traslocarlo (andrà pensato in un modo), se vorrai disfartene (dovrai pensarlo in un altro) e questo influisce sul budget.

    Un professionista ti aiuterà a gestire queste scelte, anche semplicemente guidandoti e dandoti spunti ai quali non penseresti.

    Per il costo devi comunque parlarci e fargli capire di cosa hai bisogno, poi si definirà il compenso.

    Spero di esserti stata di aiuto.

    www.animarchitettura.com

  • PRO
    L’Opera Ristrutturazioni

    Ciao Elisabetta,

    Giusto chiedersi quanto costi un professionista oggi, vorrei tuttavia farti riflettere su quanto può costarti un non professionista domani!

    Non che idraulici ed elettricisti non lo siano, ma faresti mai eseguire un impianto idraulico ad un Architetto? Per cui cara Elisabetta, ad ognuno le sue competenze! Se il tuo fine è quello di rendere un ambiente armonioso con colori, decori, finiture ti consiglio decisamente un Architetto o eventualmente strutture che abbiano entrambe le figure al loro interno.

    Saluti

  • Agnese PCR

    Elisabetta, io non sono un architetto ma voglio integrare le risposte qui sopra con un parere da cliente di architetto. sarò un po' prolissa...


    nessuno ti risponderà con precisione sui costi dell'architetto, neanche l'architetto stesso, senza sapere COSA esattamente devi fare (un consiglio? magari anche gratis. un rilievo con progetto? prende tempo e costa in modo diverso a seconda delle dimensioni/complessità/luogo, e così via, puoi avere anche i rendering 3D che ti mostrano la stoffa del cuscino della poltroncina se ti va...).

    io ti faccio un esempio concreto: ho ristrutturato un appartamento di 60mq e l'architetto mi ha seguita nella pratica, nel progetto, nel computo metrico (una specie di listone con l'elenco di tutte le attività necessarie + materiali etc), nella parte di accatastamento, sicurezza, nel chiedere/valutare/modificare i preventivi e nel seguire i lavori in cantiere, nel documentare le spese e chiedere le detrazioni fiscali, nell'accompagnarmi in show room a capire quali materiali mi piacessero di più, come abbinarli etc.

    La sua fattura per queste attività (detraibile pure quella) ammontava a circa 2mila euro, che sul totale dei costi totali rappresentava un 4 o 5% ma il vantaggio più grande che ho avuto è stato 1) vedere la mia casa 'fatta' prima che si toccasse un muro 2) poter valutare ogni singolo componente e capire dove stavano i costi imprescindibili e dove si poteva risparmiare o rimandare 3) avere una voce che parlasse al mio posto il muratorese, il falegnamese, il palchettistese, il burocratese e gli innumerevoli altri linguaggi necessari 4) risparmiare un bel po' di soldi su alcune cose (per esempio riciclare il parquet avanzato per fare un tavolo, le piastrelle avanzate per la lavanderia etc) 5) coordinare le mille figure che si muovono sul tuo cantiere e controllare che non facciano casini se non veri e propri danni anche in buona fede solo perchè non sanno di preciso cosa fare e tu al telefono non glielo sai spiegare e 6) avere la mia casa pronta in tempi ragionevoli.

    Quindi per parte mia io ti consiglio di individuare due o tre architetti nella zona dove ti è comodo frequentarli, magari qui su houzz così vedi se il loro stile è nelle tue corde (cosa fondamentale, inutile andare da uno fissato con il contemporaneo se ti piacciono le case fru fru e viceversa), andarli a trovare, raccontare cosa vuoi fare, far vedere foto di cosa ti piace e cosa non ti piace, dire nel modo più chiaro possibile i tuoi requisiti (anche di costi! un architetto lavora quasi meglio se sa che deve stare dentro una certa cifra) e sentire la loro disponibilità a farti un preventivo del loro costo, tagliato ovviamente sulla base del tuo progetto!

    Come se andassi a ordinare una festa al ristorante: devi cominciare per tempo a ipotizzare se siamo in venti, vogliamo mangiare quattro portate di pesce e bere franciacorta con un budget sui 100 euro a testa oppure se siamo in 60, vogliamo fare la grigliata vegana con coca cola e gazzosa e non andare oltre i 20 a testa.

    al di là del risultato, solo a livello di arrabbiature risparmiate, il mio architetto me la porto in palmo di mano...

  • PRO
    lifting house

    BuongiornoBuongiorno Elisabetta. Agnese ha spiegatospiegato benissimo i motivi per cui rivolgersirivolgersi ad un professionista. Potrei anche aggiungereaggiungere che ci si puòpuò rivolgere anche a chi non é della tua zona ( a me capita spesso di lavorare per committenti lontani ).

    Ora non ti resta che provare a contattarci per capire con chi ti trovi più in sintonia.

    In bocca al lupo per la nuova casa

  • PRO
    Lorenzo Pasqualucci, designer | www.lop.it

    @Agnese PCR: STANDING OVATION: nei miei innumerevoli tentativi di far capire tutto questo non ho mai trovato una sintesi migliore: sono disposto a riconoscere il Copyright per poter inoltrare queste parole come premessa a chiunque chieda di quantificare un preventivo.

    Aggiungo quello su cui riflettevo rispondendo ad un messaggio che ho postato pochi giorni fa su un altro design dilemma:

    Non capisco se gli utenti in genere (e qui su Houzz in modo evidente per il semplice fatto che si trovano tutti insieme davanti agli occhi) cercano soluzioni "al ribasso" e "si accontentano" in modo consapevole secondo una logica del "la butto là e poi interpreto e gestisco io le risposte in base alla mia realtà che solo io conosco bene" oppure se realmente pensano che presentare una situazione, un dubbio, nel caratteristico modo veloce compulsivo da smartphone (scrivo e faccio la domanda della vita in 3 righe e 140 caratteri) gli permetta di ricevere una risposta "vera", la proposta di una soluzione "concreta".

    Personalmente trovo molto frustranti queste situazioni, perchè vorrei sinceramente rispondere al meglio alla domanda di un (potenziale) cliente in modo valido, non superficiale o banale.

    Mi chiedo se realmente si capisce che una risposta non superficiale o banale può scaturire solo da un'analisi completa della realtà, e quindi solo con un certo "corpo" di lavoro di acquisizione di elementi e di analisi.

    Mi chiedo se, al di là di "rispostine" ricevute a "domandine" sottoposte, la potenziale committenza è consapevole che esiste una quantità di "risposte di sostanza" che però, nel perdurare di una realtà sempre sulla superficie delle cose non riceveranno mai.

    E allora mi chiedo e chiedo: partendo dal presupposto che per inquadrare un problema e concepire una soluzione (concepire, non portarla a termine) bisogna acquisire ed analizzare una serie di fattori, quanto sarebbero disposti a spendere gli utenti di Houzz per lasciare al professionista il compito di questa analisi? Quale è il livello delle loro aspettative?

    Si tratta di affrontare la stessa domanda di "come organizzare il soggiorno?" soltanto strutturata attraverso un sopralluogo (o la fornitura di immagini e misure prese dal cliente secondo le indicazioni del professionista), la produzione di una pianta dimensionata, il concepimento di una soluzione e la sua illustrazione attraverso un paio di sketches e-o, se richiesto, portata a livello di rendering fotorealistico.

  • Cristina

    Avendo appena ristrutturato casa, non posso che appoggiare ogni singola parola detta da Agnese PCR.

    Anche io mi sono fatta seguire da un architetto, dai sopralluoghi delle case in fase di compravendita fino all'ultimo complemento d'arredo, che si è occupato quotidianamente di seguire tutte le maestranze del caso, comunicando capillarmente con ognuna e con me e devo dire che è stato un aiuto molto più che prezioso, oserei dire essenziale.

    Certo è una voce da inserire a budget che può avere anche il suo peso, a seconda dell'entità dei lavori richiesti ma non posso fare altro che consigliare di avere una figura professionale al proprio fianco, perchè non conto quanti malditesta e momenti di panico mi ha evitato (e credimi ce ne possono essere molti!)

    Quindi dire che sono soldi assolutamente ben spesi!

  • Franco2018

    Ho visto preventivi a 20 €/mq ma mancavano i dettagli sulle attività svolte. Direi in linea con i 2000 € indicati già qui.


    Puoi anche provare a farti un calcolo da sola con questi strumento on-line

    https://www.professionearchitetto.it/tools/parcella/

  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    :) Complimenti Agnese: hai capito benissimo a cosa serve un architetto. Lo spieghi davvero benissimo, decisamente meglio di noi stessi. Sai, se un cliente ti ha scelto o è li li per sceglierti, diventa difficile spiegargli così bene a cosa serviamo: si corre il rischio ovvio di sembrare di parte, di farsi pubblicità gratuita, futile e spesso considerata non veritiera. Beh! D'ora in poi so che posso fargli leggere la tua risposta in questo post :) Grazie davvero.

  • Elisabetta Marrese

    Grazie Agnese....

    non era mia intenzione Lorenzo Pasqualucci, suscitare polemiche o "offendere" la vostra professionalità. Ho ricevuto risposte che hanno chiarito i miei dubbi a riguardo.

  • PRO
    Arch. Claudia Baldi - MatStudio

    Ovviamente io voto architetto si.... credo che sul progetto, grande o piccolo che sia, un professionista faccia davvero la differenza.

    Oltre alle competenze progettuali un'architetto mette a tua disposizione la sua esperienza tecnica, i sui contatti, la sua capacità di relazionarsi con l'impresa e l'artigiano. Può consigliarti, se necessario tutelarti, e ottimizzare il tuo budget (che non deve necessariamente essere astronomico).

    Prova a curiosare un po' di profili, contatta qualche professionista e confrontati con lui sulle tue necessità ed esigenze. Non te ne pentirai!


  • PRO
    Lorenzo Pasqualucci, designer | www.lop.it

    @Elisabetta Marrese: ma ci mancherebbe che io mi sia offeso, Elisabetta: affatto!

    Sto solo analizzando uno strumento (Houzz) che permette nuovi e diversi rapporti (e anche una nuova comunicazione) tra professione e committenza, spingendo a ridefinirne i modi sotto diversi aspetti (in alcuni punti "amplificando possibilità", in altri "alleggerendone il peso specifico"); come questo pone interrogativi a me stesso, così trovo-scopro interessante comparteciparli alla comunità: tutto qui (spesso vedendo che certi temi vengono glissati).

    Per quanto riguarda il mio ruolo di professionista, invece, sono sempre positivo e propositivo rispetto alle questioni che vengono poste, ma non di rado vivo il conflitto tra l'istinto di abbracciare e approcciare il problema per fornire una buona risposta che non sia solo "di circostanza", e la consapevolezza di non poter sostenere come hobby il tempo necessario per farlo.

  • PRO
    CAFElab Studio

    MI sembra che sia stato spiegato molto bene,

    solo qualche appunto, il lavoro dell'architetto va molto al di là del rendering sbrelluccicoso.

    Una volta decisa la distribuzione interna, i colori, le marche ecc il lavoro è ancora tutto da fare.


    Poi c'è il cantiere è li che cominciano i guai!

    Tipicamente il committente inpreparato si troverà davanti a una o più categorie di questo tipo:


    1. il vecchio mastro col "sapere nelle mano"

    i disegni non li capisce, l'architetti non capiscono niente e lo sa lui come si fanno le cose.

    il cantiere diventerà un casino di sporcizia, dopo 3 mesi i lavori saranno ancora a metà, ma ogni volta che ti presenterai in cantiere a controllare i lavori ti accoglierà col caffè pronto.

    probabilmente il risultato finale avrà una vaga rassomiglianza col progetto


    2. l'artigiano espertone

    il più pericoloso di tutti, la cui conoscenza enciclopedica è seconda solo alla sua supponenza.

    Metterà il naso dappertutto, ti darà consigli, ti farà perdere ore per cercare di convincerti che la sua è migliore della tua anche se fa l'elettricista e ti parla della struttura del tetto di cui capisce nulla, modificherà, senza dirtelo, il progetto e farà litigare tutti con tutti.


    3. quello scorbutico

    sono quarant'anni che fa questo lavoro,

    Tu, non gli devi rompere le scatole, che sono qui per lavorare


    4. quello chiacchierone

    una bravissima persona, completamente inaffidabile,

    buca gli appuntamenti, se vai in cantiere a controllarlo si ferma, si appoggia sul lavoro che si suppone dovrebbe avere finito un mese fa e ti tiene li a chiacchierare per un'ora.


    5. l'onesto impresario

    si presenta col 911 cabrio, è organizzatissimo, ha la segretaria procace, ti fa acquistare anche tutte le forniture con lo sconto speciale, anzi se paghi tutto anticipato ti fa lo sconto di 10mila euro *senza neanche sapere quanto ti hanno chiesto gli altri* ti promette provvigioni e sconti

    Dopo 15 giorni di cantiere gli operai spariranno, non vedrai più nè lui nè le forniture pagate


    poi c'è quello che si offende, quello che non è proprio capace, quello che si è "organizzato per lavorare in nero" ....


    ecco, a noi architetti ci pagate anche per non dover avere a che fare con queste persone

  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    :) Altra verità sacrosanta CAFELab Studio. A mio avviso va solo aggiunto (almeno così è nelle piccole realtà come la mia) che i soggetti da te indicati, anche se fisicamente rimangono, con un architetto presente si comportano diversamente, nel modo giusto. Almeno, secondo la mia esperienza, nei miei cantieri tutte le ditte con cui ho a che fare abitualmente (quelle ci sono) ormai sanno che i disegni li devono leggere, se non lo sanno fare mi chiamano, l'immondizia deve sparire in tempi accettabili e se il lavoro non viene fatto come si deve, semplicemente o si rifà o vanno via. Non c'è nemmeno più bisogno che io apra bocca. La cosa che mi fa morire dal ridere è che qui, ultimamente c'è un'impresa di fuori, viene dalla vicinissima Puglia che fa ovunque dei prezzi bassissimi, tranne nel caso in cui il direttore dei lavori sia io o anche qualche collega: li di colpo diventa, in termini di offerte, decisamente al passo delle ditte locali. :) Chissà perché.

  • PRO
    Lorenzo Pasqualucci, designer | www.lop.it

    @CAFElab & Michele Abbate: esposta proprio così è quasi terrorismo, ma in effetti ci sta tutta.

    Resta un fatto che è quello che mi fà nascere domande: il tipo di aspetti che citate voi è la realtà: la sostanza concreta del lavoro di ristrutturazione, dove le figure dell'impresa e dell'architetto hanno i ruoli canonici e la polvere di cemento è quella: ok: è la fase del concretizzare una realizzazione.

    Il dubbio, però, è che l'approccio dell'utenza in un portale come Houzz (che poi come tutte le realtà del web è ubiquo quindi ti arriva il problema della signora dalla Sardegna e l'offerta del fornitore dalla Puglia) ragioni ad un gradino precedente: quelo dell'approccio al progetto, della "definizione degli elementi per un progetto".

    In sostanza qui si cerca e si fornisce un masterplan e quindi (sono mie supposizioni che cercano conferme) il tipo di "consulenza ideale" da offrire su Houzz è quella dell'impostazione di un progetto; la razionalizzazione, la raccolta dei dati, la riflessione, e quindi la sintetizzazione finale / rappresentazione dei ragionamenti fatti con l'acquisizione di una pianta, alcuni sketches e (se proprio necessario perchè a mio avviso in molti casi non è cost-effective) corredato del "rendering sbrelluccicoso".

    Con quello strumento in mano, con quel tipo di consulenza, l'utente avrà un'analisi ragionata e compiuta per poter decidere se poi continuare da sè; se coinvolgere lo stesso progettista per la prosecuzione del rapporto fino alla realizzazione nei ruoli tradizionali (e qui entra in gioco la questione della zona operativa e delle distanze) oppure se sposare l'impostazione ricevuta appoggiandosi poi per la realizzazione a una realtà o un progettista diverso (probabilmente proprio per questioni logistiche): la terza è una cosa deontologicamente fastidiosa, ma che (penso e mi chiedo) probabilmente è la sfida da accettare nell'era social che pervade ogni aspetto della nostra vita (manca - forse - la Medicina, ma arriverà anche là).


  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Certo che ci sta tutta. Perché quando vai in cantiere e trovi uno di quelli descritti da CAFELab Studio, che ti dice le cose scritte sempre da CAFELab secondo te che fa? Non fa forse "terrorismo" finalizzato alla truffa ai danni del committente potenziale?

    Infatti, non sbagli: a parte che in circa un anno che sono su Houzz non è chissà quali contatti con clienti potenziali io abbia avuto, rimane il fatto che ciascuno di noi, forte del suo bel timbro, interpreta la professione secondo quella che una volta si chiamava "discrezionalità professionale". La mia mi spinge, forse sarò una voce "fuori dal coro" anche se sinceramente non credo, a rifiutare incarichi che non posso poi seguire. Credo sia una questione di professionalità. Per un certo lavoro o puoi fare pienamente l'architetto o non lo puoi fare e nella seconda ipotesi, ad esempio se si è a centinaia di chilometri di distanza, io rifiuto. Per lo stesso motivo non rispondo, qui su Houzz, a domande tipo: "Autatemi a dividere la casa" o a "Dove metto il divano" o "Di che colore dipingo la parete" ecc. Ovviamente non lo faccio per cattiveria, ci mancherebbe altro, è solo che per quanto io mi sforzi nel cercare di dare un consiglio "giusto", temo che a domande di questo tipo, senza conoscere la realtà, il contesto, i gusti di chi pone la domanda, cosa vuole, quanto può spendere ecc. di fatto dai una risposta poco professionale, sicuramente non la migliore e forse anche pasticciata. Questo, ovviamente, senza nulla togliere a chi risponde a queste domande: sicuramente saranno più bravi di me nel fare i professionisti a distanza.

    Detto questo, infine, trovo anche che sia altrettanto logico che un utente di Houzz, da post come questo e anche dalle risposte tipo quella di CAFELab Studio o la mia, le idee se le chiarisce bene ed in piena autonomia decida poi anche il modo in cui intende proseguire, avendo una più piena conoscenza dei rischi che corre, soprattutto del fatto che un professionista, data quella che è la realtà cantieristica, non è un costo: lo paghi dai soldi che risparmi non facendo il "do it yourself", che si pensa sia più economico ma che ti espone a "fregature" di vario genere.

  • Franco2018

    Le "fregature" essendo "di vario genere" possono arrivare da tutti, nessuno escluso. Ergo: Statte accuorto!

  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Appunto Franco: se alle spalle hai un professionista che sa perfettamente da dove e da chi possono arrivare le fregature, finisci per risparmiare. Ovviamente salvo il caso in cui sia il professionista a farti fregature. Ma a parte che non sarebbe professionale, sai, poi la clientela parla, esprime opinioni e se è il professionista a darti fregature ..... prima o poi finisce per chiuder bottega.

  • PRO
    Roberta Tognoni

    Di sicuro un progetto da seguire farà la differenza e se le verità esposte da CAFElab e Arch. Michele Abbate non la spaventano esiste un compromesso: il progetto on line

  • PRO
    CAFElab Studio

    Lorenzo Pasqualucci, se non ho capito male, in estrema sintesi, ti stai chiedendo se ha senso o meno progettare on line sul forum di houzz?

    Io ritengo non ci dia nessun beneficio, penso che non sia questo lo scopo del forum, anzi sono convinto che sia assolutamente controproducente


    Certo, Franco2018, le fregature possono arrivare da chiunque, anche dai committenti :)

    Però io non parlavo di fregature, molti dei lavoratori in cantiere che ho raccolto in tipologie (e mi auguro se ne sia compresa l'ironia) sono persone assolutamente oneste


    MA tradure un disegno in un'opera è oggettivamente complesso,

    Chi non ha la dovuta esperienza non si rende conto che ci sono cose NON si posso fare in opera, il cantiere è un posto sporco e polveroso, dove c'è un sacco di gente che fa un lavoro fisico dove ci si può anche fare molto male.


    Se non sai quello che stai facendo, perchè il progetto è incompleto, perchè sei alle prime armi, perchè sei indeciso... un operaio che è magari dispostissimo a seguirti, o fa le cose 2-3-4 volte e perde tempo, oppure le fa come le ha sempre fatte... e non è detto che sia quello che vuoi tu.


    E ti dirò che "aggiustare" un progetto incompleto in piedi, in cantiere in mezzo al casino e la cosa più deleteria che tu possa fare


  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Forse il senso di questa discussione lo ha colto bene un mio chiente: lo ha scritto in una recensione abbastanza lunga e dettagliata qui su Houzz. Si è firmato semplicemente Antonio. Non so: se qualcuno è ancora indeciso sull'utilità o meno di affidarsi ad un professionista, può leggerla. Ovviamente lui parla di me ma, sinceramente, cambiando il professionista scelto, non credo che le cose cambino rispetto al senso della recensione.

    Elisabetta Marrese thanked Architetto Michele Abbate
  • PRO
    Roberta Tognoni

    Per chi invece ha voglia di farsi due risate mentre decide se affidarsi ad un architetto suggerisco questa lettura

  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    :) Si Roberta. Considerando che da piccoli nessuno di noi faceva l'architetto ci sta ad ammazzarli tutti da piccoli. Basta solo che si salvino quelli che hanno diciamo da 25 anni in su :)

  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Ma comunque, dato che ci siamo, ci sono anche le frasi da non dire mai ad un designer (questa volta indipendentemente dall'età). Perdomani, ovviamente si fa per scherzare. :)


    http://www.bloggokin.it/2015/07/07/le-frasi-da-non-dire-mai-a-un-designer/

  • PRO
    Roberta Tognoni
    Sono una persona ironica che ama scherzare, quindi nessuna offesa. Anzi, visto che non lo conoscevo lo acquisterò senza dubbio.
    Solo una precisazione, il libro da me suggerito è ironico ma niente affatto contro gli achitetti.
  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Si Roberta: lo immgino. Comunque anche a me piace scherzare, quindi non c'è bisogno di alcuna precisazione :) Tranquillamente a me si può scrivere o dire tutto quello che si vuole senza alcun problema, semplicemente poi, dato che mi piace scherzare, controbatto. Sempre rimanendo nello scherzo ovviamente.

  • PRO
    Roberta Tognoni
    Mi auguro, allora che houzz ci dia modo di avere dei divertenti incontri/scontri
  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Beh! A me succede e devo dire che mi diverto davvero tantissimo.

  • PRO
    Isola Progetti
    cavolo Elisabetta che razza di casino hai scatenato. così facendo e scrivendo, cari colleghi, sembra che noi architetti nn abbiamo un accidente da fare (geom e ing invece nn ci sono). ovviamente scherzando. sto anch'io entrando in questo mondo social che trovo stimolante. molto diverso il mondo da quando ho iniziato la mia carriera.all epoca nn esistevano i render e nn c era neppure il CAD.( sia chiaro nn è che c erano i dinosauri).
    comunque i progetti si facevano lo stesso ed era molto piacevole il ns lavoro fatto di creatività( come oggi) anche senza rendering
    ciao
  • Elisabetta Marrese

    Non era mia intenzione! :-) ringrazio davvero tutti per le risposte ricevute!

  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Ma quale casino Fabio. Io davvero trovo bello scherzarci su. Dico sul serio.

  • PRO
    Isola Progetti
    casino nel senso che di è aperto, visto il numero degli interventi, quasi un dibattito. sono d accordo con te, persino divertente. grazie Elisabetta
  • PRO
    Roberta Tognoni

    Approfitto del commento di Isola design per rivolgermi a chi sa benissimo che si possono realizzare progetti straordinari anche senza render, ma non ha tempo da dedicare a questa attività ma si scontra quotidianamente la la "sciura Maria" che del rendering proprio non può fare a meno. Sono disponibile anche a renderizzare progetti altrui.

    Firmato

    un baby dinosauro digitalizzato

  • PRO
    Lorenzo Pasqualucci, designer | www.lop.it

    @Roberta: non so se il riferimento è per me, ma l'argomento è interessante quindi dico la mia: io non credo (mi sarei espresso male se avessi lasciato intendere quello) che il rendering sia inutile; considero però il suo uso molto delicato e da calibrare a seconda delle circostanze affinchè sia uno strumento realmente cost-effective: per diversi motivi:

    1 - un rendering fotorealistico richiede tempo per essere realizzato; dove più, dove meno; ma a meno che uno non si accontenti di una schematizzazione di volumi piatti (wireframe, shaded surfaces, etc) mettere dentro al modellatore un ambiente, gestire le luci, assegnare le textures etc etc richiede tempi importanti: non è uno sketch (se il rendering è appena "abbozzato" allora resta più veloce ed efficare uno sketch a mano (per chi ha una mano felice, ovvio).

    2 - il rendering resta comunque "un mezzo espressivo" di un'idea, ma non la sua realizzazione.

    Se si progetta un marchio-logotipo (spero di far capire cosa intendo) ciò che si disegna, ciò che si vede, è l'oggetto stesso del lavoro che viene fatto: è esso stesso "risultato".

    Se invece si fà product design oppure architettura, l'oggetto del lavoro non è il disegno, la rappresentazione, ma la realizzazione compiuta: è il frutto di elaborazioni e processi che ad un certo punto si "staccano" dall'astrazione del rappresentato ed entrano nella realtà, dove acquisiscono una loro identità propria che è sempre comunque diversa da quella che appariva sulla carta o sul monitor.

    Il processo di progettazione, l'analisi del pensiero che porta al concepimento di uno spazio, di una proporzione, di una forma, ha tipicamente due "salti" importanti: uno quando dall'idea pura e semplice si concretizzano le linee, si fissano le forme: qui già l'impressione guardando il disegno sembra "diversa" da come lasciava intendere l'immaginazione nel pensiero puro.

    Il secondo salto è la "modellazione", dove dai disegni rappresentati o illustrati in due dimensioni, si passa alla formalizzazione fisica dell'oggetto con le sue dimensioni: anche qui appare di nuovo "diverso da come sembrava sulla carta".

    In Architettura di Interni, poi, abbiamo ancora una variabile perchè nell'analisi rientrano dettagli come una lampada o il cuscino all'uncinetto della nonna che trasformano completamente l'idea che sembrava evocare il salotto che il rendering mostrava con la lampada Arco di Castiglioni o con il divano in pelle bianca dalle linee tese di tipo minimal.

    Ecco: il rendering ha accorciato questi "salti percettivi", ma la sostanza resta quella, cioè: il rendering è uno strumento di rappresentazione, ma l'oggetto del tuo lavoro, il risultato fruibile, non è il disegno o l'illustrazione fotorealistica, ma l'ambiente reale che crei, lo spazio che vivi, la realtà che generi.

    3 - In tutta la complessità di questo discorso, allora, dove e quando è che conviene l'investimento del "rendering"? Ecco, in un intervento business to business, come la realizzazione di boutiques di gioielleria di brand internazionali, hai la ripetizione modulata di elementi standardizzati.

    Allora costruire una banca dati con gli elementi di arredo e organizzare gli spazi della boutique di Dubai re-interpolando quanto è stato utilizzato comunque ad Anversa, rende l'utilizzo del rendering prima di tutto più snello, e poi in effetti utile a visualizzare con una determinata qualità visiva la proiezione di una realtà che coinvolge costi molto importanti.

    Nell'esperienza di realizzazione di un negozio mi sono trovato in una realtà dove il pavimento ed una scala di rappresentanza prevedevano una spesa di oltre 500 mila euro di marmo giallo: vedere esattamente come, o se fosse stato meglio posare una pietra rossa, rimaneva comunque valido entro un costo determinato.

    Se invece bisogna spendere due giorni per renderizzare a livello fotorealistico e verificare se sia meglio un parquet laminato effetto rovere o merbau nell'angolo cottura di un trilocale con i mobili svedesi, il sostegno del rendering costerebbe più che posare il parquet e sostituirlo se non piacesse (ovviamente esagero: è per mettere in luce il principio).

    La scelta, ca va sains dire, è nelle mani della "sciura Maria" che sceglierà se esigere la rappresentazione fotorealistica o meno (come chi porta l'auto dal carrozziere e sceglie se avere come auto di cortesia un'ultilitaria o una Mercedes spyder :-) )

  • PRO
    Roberta Tognoni
    Spiegazione molto esaustiva da cui si evince che Lorenzo ha la fortuna di avere una committenza estremamente consapevole. Ma ahimè, esiste anche chi non capisce che il rendering deve essere preceduto da un progetto. Figuriamoci comprendere la differenza tra un rendering fotorealistico ed uno sketch volumetrico.
  • PRO
    Lorenzo Pasqualucci, designer | www.lop.it

    @Roberta: diciamo la verità: la mia committenza la rendo "consapevole" io: ma forse sbaglio?!

  • PRO
    Roberta Tognoni
    Sicuramente la tua dialettica incanta la committenza, non ho dubbi.
  • Myk

    Il miglior post di sempre! Brava Elisabetta.

    Sì perché il titolo poteva indurre alla polemica ma il tono del post, educato, umile e sinceramente interessato, ha evitato che ciò accadesse.

    Un susseguirsi di interventi utili e interessanti.

    Bravissima Agnese PCRche da "non-pro" ha espresso il PRO-pensiero come meglio non si poteva, senza tecnicismi che suonano spesso di "fumo negli occhi" (ma sono veri davvero); rincuorante segno che c'è qualcuno che ha capito. Efficacissimo il parallelo con la festa al ristorante (lo userò come cit.)

    Concordo in pieno con dubbi e osservazioni di Lorenzo Pasqualucci e Michele Abbatecirca le aspettative degli utenti e l'elargizione di consigli gratuiti.

    Io personalmente, da non-pro (per ora), inizialmente ho partecipato ad alcune discussioni, scelte con cura. Da molo tempo però ho smesso di farlo perché non voglio più alimentare il malcostume di "scroccare" idee, soluzioni, professionalità da parte di chi:

    a) sottovaluta questo mestiere (e sopravvaluta se stesso/a)

    b) non sottovaluta affatto questo mestiere, semplicemente "ci prova"

    Inoltre amo moltissimo questo lavoro e proprio non riesco a dare un consiglio che so in partenza essere superficiale (per mancanza di informazioni di contesto) e quindi inefficace; peraltro non ho nessuna intenzione di imbarcarmi qui in un infinito botta/risposta per "cavare" le info utili poiché questa è parte dell'attività professionale e come tale va retribuita.

    Nel rispetto di tale professionalità (propria e altrui), bisognerebbe non rispondere più a post tipo:

    - no foto (salvo temi giuridico/normativi o tecnologici)

    - domande su intera distribuzione planimetrica/ristrutturazione et similia

    - soggetti che, step by step, si fanno consigliare su tutto il rifacimento di casa

    oppure rispondere solo con brevi indicazioni concettuali o immagini di ispirazione.

    Intanto mi sono ordinata il libro suggerito da Roberta Tognoni ;-)

    Elisabetta Marrese thanked Myk
  • PRO
    Lorenzo Pasqualucci, designer | www.lop.it

    Cit: "Inoltre amo moltissimo questo lavoro e proprio non riesco a dare un consiglio che so in partenza essere superficiale (per mancanza di informazioni di contesto) e quindi inefficace".


    Chapeaux

  • PRO
    Lorenzo Pasqualucci, designer | www.lop.it

    @Roberta: cit: "Sicuramente la tua dialettica incanta la committenza, non ho dubbi."

    Sarà: io mi sento come in perenne esplorazione per cercare le parole più giuste per esprimere i concetti nel modo più chiaro, completo, a fondo.....poi arriva qualcun altro (Agnese PCR, Myk qui sopra...) e in tre righe riesce a spiegare con semplicità ed efficacia quello che io sono stato a sezionare per tre ore intrecciando concetti come svolgendo il filo di Arianna nel labirinto... anzi: la metterei così: partiamo con lo stesso rocchetto di filo: qualcuno svolge il suo e trova la strada: io seguo ogni anfratto, ogni pertugio, mi formo una conoscenza del labirinto seconda a nessuno, persino migliore di chi lo ha costruito......a quel punto finisce il filo ! :-)

  • Myk

    GrazieLorenzo Pasqualucci.

    E' da tempo che giro intorno a questo concetto ma solo oggi mi è uscita una frase sintetica. Sarà che qui siamo tutti d'accordo.

    Poi, per spiegarlo a chi non vuole capire chiamiamo Agnese ;-)


  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    :) Bravo Myk: hai colto pienamente il punto. Tra i timori "deontologici" di polemiche ed i toni garbati, addirittura, a mio parere, si è anche evitato di dare la giusta risposta ad Elisabetta che semplicemente chiedeva se, nel suo caso, potesse servirle o meno un architetto o se fosse sufficiente la sola presenza di altre figure professionali tutte rispettabilissime e di sicuro sempre necessarie. Vedo di rispondere, finalmente, anche riprecisando che tutte le altre figure che non citerò, sono valide, necessarie e meritevoli di ogni forma di rispetto.

    Dunque, qui si parla di progetto e di quale sia il modo migliore di rappresentarlo, sbagliando ed anche uscendo fuori tema. Infatti non si può parlare di progetto ma di progetti. Per ogni "contenitore", fosse anche solo una stanza o un appartamento o un fabbricato, ci sono sempre un progetto statico, uno termico, uno acustico, almeno tre impiantistici, uno urbanistico, uno architettonico ecc. Tutti questi progetti, poi, sono concatenati tra loro in soluzioni progettuali che sono sottoposte al vaglio della committenza che, finalmente, fa le proprie scelte. Poi c'è direzione dei lavori. Ora la stragrande maggioranza di queste attività professionali, presuppongono una specifica preparazione accademica che sfocia in una laurea o in architettura o in ingegneria edile o civile: senza titoli di questo tipo ci si può dilettare in materia, spesso anche a buoni livelli, ma non credo si possa avere la visione globale dell'insieme dei progetti citati. Ma basta la laurea? Assolutamente no: bisogna anche superare uno specifico esame di stato (l'ex 4/s per intenderci) e poi iscriversi ad uno dei due spcifici albi: architettura o ingegneria civile. Qui sbaglia anche Houzz, perché forte del format utilizzato in altri Stati, in Italia finisce per accomunare gli iunior con chi invece il 4/s lo ha sostenuto: su Houzz siamo tutti insieme, nello stesso "albo". Ma è meglio un architetto o un ingegnere? La risposta, a mio avviso non c'è: ma di certo l'ingegnere è più schematico, l'architetto ha più inventiva ed è formato per dialogare con le altre figure presenti in cantiere, coordina, media. Questo in linea di massima.

    Le tecniche di rappresentazione? Il render? Certo serve, anche moltissimo, ma solo per descrivere determinati tipi di progetto. Un render non può farti capire se, fatta casa, si sentiranno i rumori esterni, se sarà energivora oppure no, se staticamente a posto, se si apre un rubinetto e poi un alto, l'acqua avrà ancora lo stesso flusso in uscita dal primo, se accendendo due organi illuminanti, uno prima e l'altro dopo, la luce del primo si attenuerà oppure no, se le protezioni nel quadro elettrico sono dimensionate correttamente oppure no. L'unica tecnica di "rappresentazione" capace di tenere in conto tutte le scelte che hanno portato alla scelta di una determinata soluzione progettuale è l'architetto, questo è indiscutibilmente vero.

    Ma veniamo al dunque Elisabetta: le servirà un architetto? Forse si, forse no ma di sicuro è meglio che ci sia.

    Elisabetta Marrese thanked Architetto Michele Abbate
  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Certo ma Agnese ormai si è impaurita :) Mica ce lo lascia il suo numero di telefono :)

  • PRO
    Roberta Tognoni
    A mio parere quando si in tavola o queste discussioni dimentichiamo che l'utente medio houzz, si avvicina a questo forum perché deve arredare una o più stanze, non costruire una villa, un palazzo o un centro commerciale e questi sono lavori che possono essere affrontati ugualmente bene da differenti figure professionali, (se alla fine il lavoro dovesse essere insoddisfacente non dipende certo dal titolo professionale di chi lo ha progettato ma dalle capacità personali dello stesso). Questo a mio avviso è il motivo per cui siamo tutti in un unico calderone. E questo è il motivo per cui ad un utente houzz può sorgere il dubbio "a chi dovrei rivolgermi?".
    Per quanto riguarda poi il mito che all'architetto o all'ingegnere non sfugga o dettagli di acustica (ma non solo acustica) è un mito che possiamo sfatare facilmente camminando ad esempio nel centro commerciale city life a Milano all'ora di pranzo quando è solitamente affollato. Oppure ricordo uno spizzico che adesso non c'è più che era invivibile ai piani superiori a causa del rumore insopportabile delle voci che salivano.
    Insomma siamo tutti qui per farci conoscere, cerchiamo di mostrare le nostre qualità piuttosto che trasformare questo forum in un'arena di pro contro pro.
    Elisabetta Marrese thanked Roberta Tognoni
  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Non solo Roberta: io rispondo a domande che non sono relative all'arredo di qualche stanza. Scusa ma così sottovaluti gli utenti di Houzz.

    Infatti sull'arredo non ho scritto nulla: intendendo che va bene qualsiasi figura abbia gusto e buon senso: nessun titolo.

    Il motivo per cui se si fa una ricerca dei pro limitata ai soli architetti, escono insieme iunior e senior è semplicemente preché negli altri Stati in cui Houzz è presente, in tutti gli altri, gli iunior non esistono. Hanno semplicemente adattato il sito all'Italia: tutto qua e ripeto per l'ennesima volta, senza nulla togliere anessun altro professionista.

    Circa i miti, devi sapere che se a costoro non viene commissionato un certo progetto, ad esempio l'acustico (e non solo quello) per rimanere in ciò che citi tu, questi, per quanto miti possano essere, semplicemente non lo progettano. Credo che questo modo di agire ci accomuni tutti, qualsiasi professione si faccia. Rimane comunque il fatto che gli altri professionisti (i non miti per intenderci) se non hanno nozioni accademiche in acustica (e sempre non solo quelle), che progetto vuoi che facciano?

    Circa il perché (parlo per me) sono su Houzz, credo di averlo già scritto in questo post, ma ripeterlo non costa nulla: sono qui semplicemente perché mi rilassa, mi diverte da morire. Da grande questa volta :)

  • PRO
    Roberta Tognoni
    Premettendo che amo il contraddittorio, e quindi discuto per il piacere di discutere senza offendermi e con nessuna intenzione di offendere. Il progetto acustico, se necessario, dovrebbe essere suggerito dall'architetto, ingegnere o comunque genericamente dal progettista, mentre il committente può anche non sapere di doverlo richiedere esplicitamente.
    Quello che spesso noto è che molti/troppi ritengono di essere tuttologhi e sono restii alla collaborazione, in questo ho la sensazione che fuori dai confini nazionali esista una cultura diversa del progetto dove è piu facile trovare figure professionali specializzate in un determinato settore che si sostengono a vicenda per la buona riuscita del progetto.
  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Ma no, perché offendere o offendersi? Non ne vedo il motivo e sicuramente sbaglieresti persona: ce ne vuole, ma davvero tanto per offendermi e sicuramente non è mi intenzione offendere o sminuire altre professioni.

    Il progetto acustico, così come tutti quelli non esplicitamente richiesti per normativa, sono sempre proposti da me ai miei clienti, ma nonostante ciò, quasi mai commissionati. Mi "piango" i software acquistati per la progettazione degli impianti idrici ed elettrici, ho progettato canne fumarie solo a caminetto realizzato, quando cioè fa fumo.

    Circa la collaborazione, guarda che ho scritto proprio quello, che l'architetto coordina, dialoga, media. Di sicuro la cultura necessaria per farlo c'è anche qui, non so delle altre professioni ma noi l'abbiamo: davvero ci formano proprio per questo. Ti dirò di più, trovo sia indice di scarsa professionalità non collaborare, anche il semplice non ascoltare cosa ha da dirti chiunque abbia a che fare con un ipotetico cantiere, anche un semplice operaio manovale. Quindi figurati .....

  • PRO
    Roberta Tognoni

    Mi permetto di fare una precisazione riguardo all'affermazione "basta avere buongusto", poi mi defilo perché in altre faccende affaccendata.

    Per quanto riguarda il gusto concordo con kant nel pensare che esiste una differenza sostanziale tra chi ha gusto per apprezzare un opera d'arte ed il gusto del genio che l'ha creata. Certo qua non stiamo parlando di opere d'arte ma il concetto a mio avviso è lo stesso.

  • PRO
    Architetto Michele Abbate

    Ma infatti è sempre insito in ciò che ho scritto Roberta. C'è chi crea essendo qualificato per farlo, chi assembla avendo semplicemente buon gusto. Così figure come l'architetto, come il designer ecc. creano, altre figure, sempre rispettabilissime ed utili, semplicemente assemblano, anche spesso con ottimi risultati. Ovviamente parliamo dell'involucro già bello e progettato in tutte le sue sfaccettature di cui parlavo prima ed afferenti sempre e soltanto al 4/s. Altrettanto, ovviamente, anche l'involucro può essere o meno un'opera d'arte creata da un 4/s ed assemblata da altre figure sempre rispettabilissime ed utili.

  • PRO
    Architettare

    Buon giorno, non ho letto tutti i commenti ma li leggero` perche` l`argomento e` interessante. Rispondo solo alla domanda: e` lecito e frequente che il committente faccia tutto da solo. Pero` attenzione alle autorizzazioni inoltre trovo utile ricordare che in questo caso il committente ha grosse responsabilita` in merito alla sicurezza di chi entra in casa a lavorare. Visto che devi avvalerti di molte professionalita`diverse, uso una metafora :) Hai deciso che vuoi mangiare un piatto da chef; ti e` mai capitato di vedere cosa succede in cucina? Anche se sai cucinare, ti verrebbe mai in mente di metterti al posto dello chef? Riusciresti a coordinare dieci persone che stanno cucinando per te e ma anche per altre cinquanta persone? Riusciresti a inventarti il piatto, scandire i tempi, le varianti, le idecisioni con i tempi di esecuzione? A ognuno il suo lavoro. Dipende dal risultato che intendi ottenere in termini di tempo, denaro e risultato estetico. Qualcuno che si trova a progettare e coordinare alla fine c`e` sempre, per forza. E` molto utile individuare chi sia sin dall`inizio per evitare spiacevoli sorprese. Buona decisione!

  • Barbara D'Amato
    Ragazzi ma che bel salottino stimolante e piacevole che avete aperto! questo per me è il bello e la forse la vera essenza di houzz, a prescindere dalle richieste disperate di noi non PRO che vorremmo realizzare la casa dei sogni(diciamo la verità) pensando di poter scopiazzare qua e la, e qualcuno di talento ci riesce pure!
    Detto questo, complimenti a tutti, siete PRO onesti e appassionati, e questi pregi si evincono dal vostro amabile modo di scrivere. Non smettete di bazzicare e divertirvi su questa piattaforma, che permette a tutti gli amanti del bello e ai curiosi del come come me di essere sempre connessa con questo mondo affascinante senza spendere più una fortuna in riviste specializzate che acquistavo per il solo piacere irresistibile di sfogliare e ammirare. Grazie architetti, grazie Houzz
Italia
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