Quanto Costa…un Infisso in Legno
Variabili di costo e consigli per la scelta degli infissi in legno
Gli infissi in legno racchiudono l’eccellenza artigianale della categoria dei serramenti, per qualità, sostenibilità ed estetica. Essendo un prodotto complesso e a cui viene richiesta efficienza, si collocano in una fascia di prezzo più elevata rispetto agli infissi in altri materiali, come il PVC e l’alluminio, tuttavia l’investimento iniziale è ampiamente ripagato nel tempo. Ma quanto costa un infisso in legno? Ne parliamo con i Pro di Houzz esperti in questo settore.
I consigli professionali di:
Maddalena Cometti, responsabile commerciale di Cometti Falegnameria, Bergamo
Antonio D’Avella, titolare di Profil Serramenti, Napoli
Giorgio Toso, titolare di Giorgio Toso snc, Alessandria
I consigli professionali di:
Maddalena Cometti, responsabile commerciale di Cometti Falegnameria, Bergamo
Antonio D’Avella, titolare di Profil Serramenti, Napoli
Giorgio Toso, titolare di Giorgio Toso snc, Alessandria
«Le variabili di prezzo sono tantissime – continua Antonio D’Avella – perché il serramento è come un abito, costruito su misura del cliente; una delle più importanti è sicuramente il tipo di legno, oltre alle dimensioni e tipologie. Le caratteristiche di base di un infisso in legno di buona qualità sono la struttura in legno lamellare, la ferramenta anta-ribalta, la verniciatura con vernici all’acqua, il vetro basso-emissivo».
Oltre alle variabili di prezzo sugli elementi base, indispensabili per la realizzazione dell’infisso in legno, si possono aggiungere alcuni optional ed accessori.
Tra gli accessori e gli optional Antonio D’Avella ricorda i profili fermavetro, il nodo ventrale di accoppiamento tra le due ante, il colore dei cappucci di copertura delle cerniere; oppure, ad esempio, la maniglia diversa dallo standard base.
Oltre alle variabili di prezzo sugli elementi base, indispensabili per la realizzazione dell’infisso in legno, si possono aggiungere alcuni optional ed accessori.
Tra gli accessori e gli optional Antonio D’Avella ricorda i profili fermavetro, il nodo ventrale di accoppiamento tra le due ante, il colore dei cappucci di copertura delle cerniere; oppure, ad esempio, la maniglia diversa dallo standard base.
«Un serramento in legno offre diverse possibilità di varianti, dalle essenze alle configurazioni di colore», conferma Giorgio Toso ed aggiunge: «sicuramente la variabile più rilevante nel determinare l’importo è la scelta della vetrata, perché assume un ruolo chiave per la prestazione termica finale (Uw) e tra le diverse stratigrafie di vetri, il limite è rappresentato dai coefficienti normativi per le detrazioni fiscali che il serramento deve raggiungere».
2. Le tendenze sulla tipologia
Le tendenze di stile e le esigenze tecnico funzionali orientano la scelta della tipologia finale di infisso in legno delle nostre case.
Antonio D’Avella, dalla sua esperienza, indica che «Le più diffuse tipologie di infisso in legno sono sicuramente quelle a una e due ante, con apertura anta-ribalta; tuttavia la scelta dipende anche dal contesto in cui ci troviamo, infatti nelle ville gli infissi con dimensioni generose e apertura scorrevole sono sempre più diffusi».
Secondo Maddalena Cometti «la tipologia ad oggi più richiesta è un serramento di 80 mm di spessore, con triplo vetro, che consente di rispettare i limiti di legge previsti per la trasmittanza termica e di essere migliorativo, mentre come finitura estetica è sempre più richiesta la verniciatura bicolore, con esterno tinta legno, spesso per abbinarsi a serramenti esistenti, e interno laccato in colori più moderni come bianco, avorio oppure grigio».
Ricorda Giorgio Toso che «l’evoluzione tipologica da considerare oggi, per chi è interessato alla bellezza di un serramento in legno, è la protezione esterna in alluminio. In questo modo si possono avere soluzioni bicolore per adeguarsi alle esigenze estetiche della facciata e portare la durabilità del prodotto, senza impegni di manutenzione, oltre i 30 anni».
Le tendenze di stile e le esigenze tecnico funzionali orientano la scelta della tipologia finale di infisso in legno delle nostre case.
Antonio D’Avella, dalla sua esperienza, indica che «Le più diffuse tipologie di infisso in legno sono sicuramente quelle a una e due ante, con apertura anta-ribalta; tuttavia la scelta dipende anche dal contesto in cui ci troviamo, infatti nelle ville gli infissi con dimensioni generose e apertura scorrevole sono sempre più diffusi».
Secondo Maddalena Cometti «la tipologia ad oggi più richiesta è un serramento di 80 mm di spessore, con triplo vetro, che consente di rispettare i limiti di legge previsti per la trasmittanza termica e di essere migliorativo, mentre come finitura estetica è sempre più richiesta la verniciatura bicolore, con esterno tinta legno, spesso per abbinarsi a serramenti esistenti, e interno laccato in colori più moderni come bianco, avorio oppure grigio».
Ricorda Giorgio Toso che «l’evoluzione tipologica da considerare oggi, per chi è interessato alla bellezza di un serramento in legno, è la protezione esterna in alluminio. In questo modo si possono avere soluzioni bicolore per adeguarsi alle esigenze estetiche della facciata e portare la durabilità del prodotto, senza impegni di manutenzione, oltre i 30 anni».
3. Infissi e detrazioni fiscali
Per accedere al Bonus e al Superbonus, gli infissi in legno devono possedere specifiche caratteristiche tecniche e rispettare i limiti di legge di alcuni fattori chiave; vediamo quali.
«Il principale fattore – spiega Antonio D’Avella – è il valore di isolamento termico della finestra, noto come trasmittanza termica, nella zona climatica di appartenenza».
«Gli infissi, inoltre, – aggiunge Maddalena Cometti – devono avere la marcatura CE e con la nuove normative non devono superare un costo al metro quadrato fissato per legge, differente a seconda delle diverse zone climatiche».
«Le performance richieste ad un serramento per accedere alle detrazioni fiscali sono elevate – conclude Giorgio Toso – e la progettazione dell’infisso, dunque, deve considerare le possibilità tecnologiche rispettando i valori di congruità oggetto di asseverazione in caso di Superbonus ed Ecobonus».
Per accedere al Bonus e al Superbonus, gli infissi in legno devono possedere specifiche caratteristiche tecniche e rispettare i limiti di legge di alcuni fattori chiave; vediamo quali.
«Il principale fattore – spiega Antonio D’Avella – è il valore di isolamento termico della finestra, noto come trasmittanza termica, nella zona climatica di appartenenza».
«Gli infissi, inoltre, – aggiunge Maddalena Cometti – devono avere la marcatura CE e con la nuove normative non devono superare un costo al metro quadrato fissato per legge, differente a seconda delle diverse zone climatiche».
«Le performance richieste ad un serramento per accedere alle detrazioni fiscali sono elevate – conclude Giorgio Toso – e la progettazione dell’infisso, dunque, deve considerare le possibilità tecnologiche rispettando i valori di congruità oggetto di asseverazione in caso di Superbonus ed Ecobonus».
4. I parametri di costo
Gli esperti interpellati concordano sul fatto che un infisso in legno ha un costo al metro quadro superiore a quello di un infisso in PVC. Tuttavia, sottolineano gli esperti, ci sono fattori aggiuntivi da considerare, quando si comparano i prezzi medi di un infisso, quali la durevolezza del prodotto e sostenibilità.
«Il costo di un serramento – secondo Antonio D’Avella – non è soltanto la somma delle componenti per costruirlo. Questo è l’investimento iniziale da affrontare, ma il vero costo è quello proiettato nel tempo, ossia considerando l’intero arco della vita della finestra che comprende i costi di manutenzione ed il numero di anni di durata dell’infisso».
«Il serramento in legno si colloca da sempre in una fascia premium sopra i 400 euro al metro quadrato, a ragione di un ciclo di produzione rispetto agli altri materiali (PVC e alluminio), più complesso e articolato – spiega Giorgio Toso, ed aggiunge – questo materiale porta in dote una sostenibilità inarrivabile e questo sarà sicuramente un tema in futuro; inoltre non si può sottovalutare il benessere che un materiale naturale può regalare ai propri ambienti domestici».
Gli esperti interpellati concordano sul fatto che un infisso in legno ha un costo al metro quadro superiore a quello di un infisso in PVC. Tuttavia, sottolineano gli esperti, ci sono fattori aggiuntivi da considerare, quando si comparano i prezzi medi di un infisso, quali la durevolezza del prodotto e sostenibilità.
«Il costo di un serramento – secondo Antonio D’Avella – non è soltanto la somma delle componenti per costruirlo. Questo è l’investimento iniziale da affrontare, ma il vero costo è quello proiettato nel tempo, ossia considerando l’intero arco della vita della finestra che comprende i costi di manutenzione ed il numero di anni di durata dell’infisso».
«Il serramento in legno si colloca da sempre in una fascia premium sopra i 400 euro al metro quadrato, a ragione di un ciclo di produzione rispetto agli altri materiali (PVC e alluminio), più complesso e articolato – spiega Giorgio Toso, ed aggiunge – questo materiale porta in dote una sostenibilità inarrivabile e questo sarà sicuramente un tema in futuro; inoltre non si può sottovalutare il benessere che un materiale naturale può regalare ai propri ambienti domestici».
In sintesi ecco i prezzi medi di un infisso in legno di medie dimensioni.
«Considerando una finestra di misura media 130 x 150 mm – esemplifica Maddalena Cometti – potremmo calcolare così il costo di un infisso in legno:
«Considerando una finestra di misura media 130 x 150 mm – esemplifica Maddalena Cometti – potremmo calcolare così il costo di un infisso in legno:
- serramento mm 70 in legno Abete lamellare tinto legno con doppio vetro basso emissivo – gas argon – canalina warm edge* e ferramenta con cerniere angolari: 650 euro oltre ad IVA;
- serramento come sopra ma con finitura bicolore (esterno legno / interno laccato): 850 euro oltre ad IVA;
- serramento mm 80 in legno Abete lamellare bicolore con triplo vetro basso emissivo – gas argon – canalina warm edge e ferramenta a scomparsa:1.100 euro oltre ad IVA».
5. Consigli finali
Antonio D’Avella ricorda come molti, tecnici compresi, commettano lo stesso errore, ossia dare importanza al solo prodotto finestra, trascurando tutta la parte di riqualificazione del vano finestra e posa in opera, mentre è importante riqualificare tutto il foro finestra.
Giorgio Toso spiega come molto spesso nel raffrontare le diverse offerte si considerano i valori termici espressi dall’infisso in sé, questo in realtà è l’elemento principale ma può significare poco se il giunto di posa nasconde ponti termici, che possono generare muffe.
Maddalena Cometti consiglia, infine, di prediligere un produttore rispetto a un rivenditore – perché si hanno maggiori garanzie per le future revisioni e manutenzioni – e di chiedere un preventivo chiaro e dettagliato perché il serramento è un prodotto tecnico ed è bene comprendere le caratteristiche delle diverse componenti.
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Antonio D’Avella ricorda come molti, tecnici compresi, commettano lo stesso errore, ossia dare importanza al solo prodotto finestra, trascurando tutta la parte di riqualificazione del vano finestra e posa in opera, mentre è importante riqualificare tutto il foro finestra.
Giorgio Toso spiega come molto spesso nel raffrontare le diverse offerte si considerano i valori termici espressi dall’infisso in sé, questo in realtà è l’elemento principale ma può significare poco se il giunto di posa nasconde ponti termici, che possono generare muffe.
Maddalena Cometti consiglia, infine, di prediligere un produttore rispetto a un rivenditore – perché si hanno maggiori garanzie per le future revisioni e manutenzioni – e di chiedere un preventivo chiaro e dettagliato perché il serramento è un prodotto tecnico ed è bene comprendere le caratteristiche delle diverse componenti.
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Il costo di un infisso in legno dipende da svariati fattori perché il serramento in legno è un prodotto complesso, composto di tanti elementi.
Le variabili principali sono:
- spessore dell’infisso
- essenza del legno
- tipologia e spessore dei vetri
- verniciatura
- ferramenta.
«La prima variabile di prezzo – spiega Maddalena Cometti – è lo spessore perché ci sono serramenti in legno da 70/80/90/ 100 mm di spessore e ovviamente salendo lo spessore il serramento è più performante in termini di isolamento termico e acustico, anche perché di solito monta vetri via via più spessi, e quindi costa di più. La seconda variabile è il legno con il quale verrà realizzato, Pino e Abete, anche se in lamellare, costano meno del Rovere, del Larice, dell’Iroko, del Mogano, del Douglas. La terza variabile riguarda la tipologia e lo spessore dei vetri montati perché vetri selettivi, oppure extrachiari, oppure ancora riflettenti o antieffrazione costano di più del normale vetro camera standard.La quarta variabile è il tipo di verniciatura, che dipende dalla qualità delle vernici utilizzate, e incide sulla durevolezza, e dal tipo di finitura. Per esempio, una verniciatura in tinta legno base oppure in bianco rientrano nella prima fascia di prezzo, mentre il prezzo sale se si desidera un serramento bicolore (tinta legno esterno e laccati interno) oppure spazzolato e laccato con venature a vista, o ancora sbiancati. Infine, c’è da considerare la tipologia di ferramenta, che può essere con punti di aggancio standard oppure con punti antieffrazione, e la tipologia di maniglia e di cerniere, che possono essere classiche oppure a scomparsa».