Prove di Felicità: l’Arte del Decluttering Giapponese
"Dai una svolta alla casa (e alla vita) eliminando ciò che non ti rende felice", dice l’esperto di decluttering Marie Kondo. Vuoi provare?
Un’amica mi ha recentemente consigliato di leggere il libro di Marie Kondo, Il magico potere del riordino, quando le ho detto che avevo problemi a fare ordine in casa. Come molte altre persone, conservo cose che difficilmente utilizzerò di nuovo e tendo a tenere tutto aggiungendo spazio dove riporle. Ma se non fosse questa la soluzione? Marie Kondo ci spinge ad “affrontare” gli oggetti che ci circondano, senza cercare posti dove sistemarli e a conservare solo quello che ci rende felici. In questo modo, gli ambienti in cui viviamo si trasformano. «Quando si riordina l’ambiente completamente, si trasforma lo scenario intorno a voi. Il cambiamento è così profondo che sembra di vivere in un mondo completamente diverso». Se questo argomento vi interessa, ecco alcune perle di saggezza da parte della scrittrice.
Scartate, scartate, scartate
Ho già detto scartate? Questo metodo ci consente di eliminare parecchie cose. Kondo stima che in media i suoi clienti buttano via sacchi da 20-30 o 45 litri di roba, nelle famiglie composte da due persone; quelle composte da tre, circa 70 litri. Si ricorda ancora di un cliente, una coppia, che ha buttato via 200 litri. E considerate che si tratta di case giapponesi che, in media, sono anche più piccole di quelle australiane (come quella dell’autrice, n.d.r.) o italiane.
Ho già detto scartate? Questo metodo ci consente di eliminare parecchie cose. Kondo stima che in media i suoi clienti buttano via sacchi da 20-30 o 45 litri di roba, nelle famiglie composte da due persone; quelle composte da tre, circa 70 litri. Si ricorda ancora di un cliente, una coppia, che ha buttato via 200 litri. E considerate che si tratta di case giapponesi che, in media, sono anche più piccole di quelle australiane (come quella dell’autrice, n.d.r.) o italiane.
Trattate bene i vostri calzini
Qualsiasi cosa pensiamo delle persone che “comunicano” con gli oggetti inanimati (strani, pazzi, sentimentali?), questo è il punto più affascinante del libro. Una parte del metodo è quella di trattare i nostri averi con rispetto; Kondo rimane sconvolta dal modo in cui alcuni dei suoi clienti trattano i loro calzini: li piegano a forma di palla e li annodano al centro (!). I calzini fanno un buon lavoro e dovremmo trattarli meglio, ci dice l’autrice del libro, quindi dovrebbero essere piegati con cura per godere del giusto riposo dopo il lavoro svolto.
Qualsiasi cosa pensiamo delle persone che “comunicano” con gli oggetti inanimati (strani, pazzi, sentimentali?), questo è il punto più affascinante del libro. Una parte del metodo è quella di trattare i nostri averi con rispetto; Kondo rimane sconvolta dal modo in cui alcuni dei suoi clienti trattano i loro calzini: li piegano a forma di palla e li annodano al centro (!). I calzini fanno un buon lavoro e dovremmo trattarli meglio, ci dice l’autrice del libro, quindi dovrebbero essere piegati con cura per godere del giusto riposo dopo il lavoro svolto.
Ordinate per categoria, non per stanza
Quando sistemiamo una stanza per volta «non riusciamo a capire bene il volume totale di ciò che possediamo e quindi non finiamo mai» dice Kondo. «Questo metodo si distacca da quello convenzionale, ma è importantissimo per il successo. L’eccesso è causato dal fatto che non siamo neanche a conoscenza di tutto quello che possediamo, ma se ordiniamo per categoria (i vestiti un giorno, i libri quello successivo), sistemando ciascuna di queste cose, ci rendiamo conto realmente di quello che abbiamo e quindi di quello che dobbiamo scartare».
Quando sistemiamo una stanza per volta «non riusciamo a capire bene il volume totale di ciò che possediamo e quindi non finiamo mai» dice Kondo. «Questo metodo si distacca da quello convenzionale, ma è importantissimo per il successo. L’eccesso è causato dal fatto che non siamo neanche a conoscenza di tutto quello che possediamo, ma se ordiniamo per categoria (i vestiti un giorno, i libri quello successivo), sistemando ciascuna di queste cose, ci rendiamo conto realmente di quello che abbiamo e quindi di quello che dobbiamo scartare».
Un posto per tutto
Il metodo è semplice, se si sa cosa tenere e dove metterlo. Quindi progettate un posto per tutto. Se quel tutto non ha uno spazio ben definito, la casa sarà di nuovo in disordine in poco tempo.
Il metodo è semplice, se si sa cosa tenere e dove metterlo. Quindi progettate un posto per tutto. Se quel tutto non ha uno spazio ben definito, la casa sarà di nuovo in disordine in poco tempo.
Imparate a piegare bene
Piegare i vestiti in modo accurato significa trattarli con rispetto – e Kondo dà istruzioni dettagliate sul metodo migliore per farlo. Inoltre, avranno anche un aspetto migliore. Lei privilegia i cassetti, specialmente quelli semitrasparenti in plastica e consiglia di organizzare il contenuto degli armadi in modo da poter vedere subito tutto quello che abbiamo.
Piegare i vestiti in modo accurato significa trattarli con rispetto – e Kondo dà istruzioni dettagliate sul metodo migliore per farlo. Inoltre, avranno anche un aspetto migliore. Lei privilegia i cassetti, specialmente quelli semitrasparenti in plastica e consiglia di organizzare il contenuto degli armadi in modo da poter vedere subito tutto quello che abbiamo.
Ringraziate le vostre scarpe
Toglietevi le scarpe quando arrivate a casa la sera, ringraziate anche loro per il lavoro che hanno fatto e mettetele a posto. Lo stesso vale per la borsetta. Quando Kondo torna a casa, ringrazia le sue scarpe, le mette via, svuota la borsa e il portafogli dagli scontrini e da tutto quello che ha raccolto durante il giorno, scartando o mettendo tutto al proprio posto.
Toglietevi le scarpe quando arrivate a casa la sera, ringraziate anche loro per il lavoro che hanno fatto e mettetele a posto. Lo stesso vale per la borsetta. Quando Kondo torna a casa, ringrazia le sue scarpe, le mette via, svuota la borsa e il portafogli dagli scontrini e da tutto quello che ha raccolto durante il giorno, scartando o mettendo tutto al proprio posto.
Tenete liberi i ripiani
Kondo odia vedere bottiglie di shampoo e altre cose in disordine sui ripiani del bagno. Lei pensa che sia facile mettere tutte le cose in ordine e tirarle fuori solo quando servono. Questo vuol dire anche non dover pulire i residui che questi detergenti lasciano.
Kondo odia vedere bottiglie di shampoo e altre cose in disordine sui ripiani del bagno. Lei pensa che sia facile mettere tutte le cose in ordine e tirarle fuori solo quando servono. Questo vuol dire anche non dover pulire i residui che questi detergenti lasciano.
Lo stesso vale per gli oggetti che si raccolgono attorno al lavello della cucina. Riponete tutto nel mobile sotto il lavello, riservato a spugne, strofinacci e detergenti.
Komono: il cassetto “svuotatasche”
Komono è il termine giapponese che indica le cianfrusaglie, ad esempio gadget e piccoli attrezzi. Kondo sa che in ogni casa in cui va ce n’è uno: un cassetto o una scatola con spiccioli, forcine, bottoni di riserva, braccialetti portafortuna, pile funzionanti e non.
Komono è il termine giapponese che indica le cianfrusaglie, ad esempio gadget e piccoli attrezzi. Kondo sa che in ogni casa in cui va ce n’è uno: un cassetto o una scatola con spiccioli, forcine, bottoni di riserva, braccialetti portafortuna, pile funzionanti e non.
«Non trovate delle scuse per tenere oggetti inutili» afferma la scrittrice. «Conservate solo il vostro komono, e dico solo quelle cose che scatenano ricordi e felicità in voi».
Infilare tutto nei mobili non è la soluzione
«La maggior parte delle persone salta a metodi di conservazione che promettono modi veloci e convenienti per rimuovere il disordine visibile» dice Kondo.
Ma “nascondendo” semplicemente le cose «si crea solo l’illusione che il problema del disordine sia stato risolto».
«La maggior parte delle persone salta a metodi di conservazione che promettono modi veloci e convenienti per rimuovere il disordine visibile» dice Kondo.
Ma “nascondendo” semplicemente le cose «si crea solo l’illusione che il problema del disordine sia stato risolto».
Fate tutto subito
Mettere un po’ in ordine ogni giorno, secondo Kondo non funziona. «Se agite così, dovrete farlo per sempre» spiega. Lei consiglia di fare tutto subito per non pensarci più, lasciando la casa ben organizzata.
«È meglio riordinare velocemente e togliersi il pensiero. Perché? Perché riordinare non è lo scopo della vostra vita». Queste parole sono musica per le orecchie delle persone disordinate.
Mettere un po’ in ordine ogni giorno, secondo Kondo non funziona. «Se agite così, dovrete farlo per sempre» spiega. Lei consiglia di fare tutto subito per non pensarci più, lasciando la casa ben organizzata.
«È meglio riordinare velocemente e togliersi il pensiero. Perché? Perché riordinare non è lo scopo della vostra vita». Queste parole sono musica per le orecchie delle persone disordinate.
Libri e fogli
Conservare solo i libri che più ci piacciono è un modo per identificare i nostri interessi reali, secondo Kondo. «Tenete solo quelli che vi piace vedere sugli scaffali» dice.
Per quanto riguarda i fogli «il mio principio base è quello di buttarli via… non vi comunicheranno mai “felicità”. Mi piace pensarla così, ma non sono sicura che il fisco sia d’accordo su questo punto!»
Conservare solo i libri che più ci piacciono è un modo per identificare i nostri interessi reali, secondo Kondo. «Tenete solo quelli che vi piace vedere sugli scaffali» dice.
Per quanto riguarda i fogli «il mio principio base è quello di buttarli via… non vi comunicheranno mai “felicità”. Mi piace pensarla così, ma non sono sicura che il fisco sia d’accordo su questo punto!»
Lasciate andare
«Potrebbe servirmi più tardi» o «è una perdita di tempo buttarlo» sono scuse molto comuni per non buttare via le cose. I jeans nei quali pensate potrete entrare di nuovo, gli stivali da passeggio che potete indossare durante la vostra prossima escursione di 30 chilometri, i vestiti che potrebbero tornare di moda forse tra 20 anni… Si potrebbe andare ancora avanti, ma tutti questi “ragionamenti” contribuiscono solo ad accumulare oggetti.
Quindi, se scartare vi sembra una perdita di tempo, vedetela così: apprezzerete di più quello che avete, quindi per assurdo comprerete ancora meno.
«La maggior parte delle persone sono sopraffatte dal volume delle cose che hanno» spiega Kondo. «Per apprezzare davvero le cose importanti, bisogna prima scartare quelle che hanno già svolto il loro compito… lasciatele andare, con gratitudine».
«Potrebbe servirmi più tardi» o «è una perdita di tempo buttarlo» sono scuse molto comuni per non buttare via le cose. I jeans nei quali pensate potrete entrare di nuovo, gli stivali da passeggio che potete indossare durante la vostra prossima escursione di 30 chilometri, i vestiti che potrebbero tornare di moda forse tra 20 anni… Si potrebbe andare ancora avanti, ma tutti questi “ragionamenti” contribuiscono solo ad accumulare oggetti.
Quindi, se scartare vi sembra una perdita di tempo, vedetela così: apprezzerete di più quello che avete, quindi per assurdo comprerete ancora meno.
«La maggior parte delle persone sono sopraffatte dal volume delle cose che hanno» spiega Kondo. «Per apprezzare davvero le cose importanti, bisogna prima scartare quelle che hanno già svolto il loro compito… lasciatele andare, con gratitudine».
Vivete nel presente
Scartare le cose può essere un modo per salutare il passato (fotografie, vecchie divise della scuola, lettere, cartoline e così via) tenendo solo quello che scatena emotività in voi. Facendo questo si fa spazio al presente.
Kondo ha anche molti clienti che conservano perché sono insicuri sul futuro. Si riferisce a quelle persone che hanno 60 spazzolini, 30 scatole di pellicola per alimenti, 80 rotoli di carta igienica. Hanno l’ansia di restare senza e hanno sempre la sensazione di non averne abbastanza. Finché non fanno una scorta di tutto, non capiscono di aver accumulato troppo.
«Il modo migliore per scoprire cosa ci serve davvero è di eliminare quello che non ci serve» afferma.
Scartare le cose può essere un modo per salutare il passato (fotografie, vecchie divise della scuola, lettere, cartoline e così via) tenendo solo quello che scatena emotività in voi. Facendo questo si fa spazio al presente.
Kondo ha anche molti clienti che conservano perché sono insicuri sul futuro. Si riferisce a quelle persone che hanno 60 spazzolini, 30 scatole di pellicola per alimenti, 80 rotoli di carta igienica. Hanno l’ansia di restare senza e hanno sempre la sensazione di non averne abbastanza. Finché non fanno una scorta di tutto, non capiscono di aver accumulato troppo.
«Il modo migliore per scoprire cosa ci serve davvero è di eliminare quello che non ci serve» afferma.
Dite addio ai regali
Molte delle cose che teniamo sono regali di cari amici e della famiglia. Non riusciamo a sopportare di separarci da queste cose che ci sono state donate con amore dai nostri cari e non vogliamo offenderli, anche se non ci piacciono o non le useremo mai. «Ringraziate questi regali e lasciateli andare» consiglia Kondo.
Molte delle cose che teniamo sono regali di cari amici e della famiglia. Non riusciamo a sopportare di separarci da queste cose che ci sono state donate con amore dai nostri cari e non vogliamo offenderli, anche se non ci piacciono o non le useremo mai. «Ringraziate questi regali e lasciateli andare» consiglia Kondo.
La quantità giusta
Se non vi piace uno spazio minimalista, non preoccupatevi. La vostra casa sarà destinata a essere più ordinata se seguirete i metodi di Kondo, ma potete comunque conservare le cose a cui siete più affezionati, senza rinunciare allo stile d’arredo che vi piace.
Avete utilizzato l’oggetto negli ultimi sei mesi? È sicuramente la domanda giusta da cui partire per farvi conservare la quantità giusta di oggetti.
Se non vi piace uno spazio minimalista, non preoccupatevi. La vostra casa sarà destinata a essere più ordinata se seguirete i metodi di Kondo, ma potete comunque conservare le cose a cui siete più affezionati, senza rinunciare allo stile d’arredo che vi piace.
Avete utilizzato l’oggetto negli ultimi sei mesi? È sicuramente la domanda giusta da cui partire per farvi conservare la quantità giusta di oggetti.
Ma funzionerà?
Personalmente sono impaziente di buttare via cose: ho pile di magliette, stoviglie e biancheria da letto che non mi ispireranno mai questa “felicità” di cui tanto parla Kondo. Ma se buttassi via tutto, avrei la casa vuota. Che faccio? Beh, sicuramente ci proverò…
Cosa ne pensate di questo metodo? Lo provereste a casa vostra? O avete altri consigli per il decluttering? Condivideteli nella sezione Commenti
Personalmente sono impaziente di buttare via cose: ho pile di magliette, stoviglie e biancheria da letto che non mi ispireranno mai questa “felicità” di cui tanto parla Kondo. Ma se buttassi via tutto, avrei la casa vuota. Che faccio? Beh, sicuramente ci proverò…
Cosa ne pensate di questo metodo? Lo provereste a casa vostra? O avete altri consigli per il decluttering? Condivideteli nella sezione Commenti
























Il metodo Konmari (parola che deriva dal nome di Mari e Kondo) ci consiglia di esaminare tutto, proprio tutto quello che abbiamo in casa e di chiederci seriamente se ciascun oggetto scatena delle emozioni positive in noi (gioia, coinvolgimento…). In caso contrario, eliminiamolo senza pensarci due volte.