Le Case di Houzz
My Houzz: Com’è Abitare in un Container Riconvertito su un Fiume?
Un tour alla scoperta della casa davvero originale di un presentatore televisivo di Bedford, in Gran Bretagna
Non molte persone sarebbero capaci di intravedere un potenziale in uno stretto container da trasporto in metallo, e ancora meno persone avrebbero le capacità di tirarne fuori una bella casetta accogliente. Non è il caso di Max McMurdo, che alla tv inglese presenta il programma Kirstie’s Fill Your House for Free (dedicato all’upcycling) ed è giudice nella gara Shed of the Year (dove vengono premiate le costruzioni dalle forme più stravaganti).
Max aveva sia le competenze in materia di progettazione che la fantasia per immaginare e realizzare una casa del genere. In soli tre mesi e mezzo esatti, il creativo ha saputo trasformare un container in un edificio leggero, dotato di una disposizione aperta degli spazi e ricco di spunti brillanti e di soluzioni intelligenti per uno sfruttamento ottimale delle superfici.
Max aveva sia le competenze in materia di progettazione che la fantasia per immaginare e realizzare una casa del genere. In soli tre mesi e mezzo esatti, il creativo ha saputo trasformare un container in un edificio leggero, dotato di una disposizione aperta degli spazi e ricco di spunti brillanti e di soluzioni intelligenti per uno sfruttamento ottimale delle superfici.
Dato che si trattava di un vero e proprio salto nel buio, per prima cosa Max ha dovuto studiare con attenzione la normativa urbanistica, e soltanto dopo ha potuto dedicarsi alla pianificazione degli spazi. «All’inizio ho passato un po’ di tempo dentro al container», ricorda il creativo. «Mi muovevo di qua e di là, facevo finta di farmi una tazza di tè, stavo seduto su una sedia… Insomma, cercavo di immaginare come avrei fatto a vivere dentro a quello spazio».
Una volta presa definitivamente la decisione di proseguire con l’idea, le cose hanno preso rapidamente il via. «Ho venduto il mio cottage e ho usato quei soldi per finanziare il progetto».
Avendo già fatto alcune sperimentazioni con i container da trasporto nel giardino del suo cottage di Bedford (dove aveva ricavato un ufficio con un progetto di upcycling), Max poteva contare già su un po’ di esperienza e conoscenza dei materiali e dei procedimenti da seguire.
Una volta presa definitivamente la decisione di proseguire con l’idea, le cose hanno preso rapidamente il via. «Ho venduto il mio cottage e ho usato quei soldi per finanziare il progetto».
Avendo già fatto alcune sperimentazioni con i container da trasporto nel giardino del suo cottage di Bedford (dove aveva ricavato un ufficio con un progetto di upcycling), Max poteva contare già su un po’ di esperienza e conoscenza dei materiali e dei procedimenti da seguire.
«Avevo imparato alcune tecniche ristrutturando il mio cottage, ma non sono né un falegname né un saldatore», dice Max. «Io sono un progettista, ma penso che sia importante saper lavorare con i materiali che si intende utilizzare nei propri progetti, per questo ho voluto capire come funzionano i container da spedizione e provare a sperimentare le possibilità che mi offrivano».
Il primo elemento cruciale del progetto è consistito nell’aprire il container da un lato. Racconta Max: «Quando ci sono entrato per la prima volta e mi sono reso conto di quanto poco spazio ci fosse, sono stato attraversato da qualche dubbio, ma, dopo che la parete laterale è stata eliminata, mi sono trovato in un ambiente completamente diverso».
Max ama la luce naturale, ed è per questo che nella casa non ci sono né porte a battente né tende. Invece, lungo la “facciata” del container sono state messe grandi vetrate impacchettabili che permettono che l’ambiente sia inondato di luce e si apra agli esterni. Dietro alle vetrate, sottili pannelli decorativi in resina acrilica, appesi a un binario lungo il quale possono scorrere, garantiscono, al bisogno, privacy e ombra.
Max ama la luce naturale, ed è per questo che nella casa non ci sono né porte a battente né tende. Invece, lungo la “facciata” del container sono state messe grandi vetrate impacchettabili che permettono che l’ambiente sia inondato di luce e si apra agli esterni. Dietro alle vetrate, sottili pannelli decorativi in resina acrilica, appesi a un binario lungo il quale possono scorrere, garantiscono, al bisogno, privacy e ombra.
L’operazione di allestimento della casa, interamente gestita da Max, ha richiesto tre mesi e mezzo. Verso la fine, il creativo ha coinvolto anche gli amici: alcuni di questi hanno addirittura preso apposta delle ferie e lo hanno aiutato a completare i lavori per la grande inaugurazione della casa, che sarebbe stata fatta nell’ambito della trasmissione televisiva inglese George Clarke’s Amazing Spaces.
In soggiorno, delle intelligenti mensole pieghevoli offrono un posto dove appoggiare i libri o la radio, ma possono scomparire quando non servono.
Radio: View Quest
Un candelabro realizzato con un becco di Bunsen aggiunge una nota di umorismo al soggiorno. Mai timoroso di sperimentare nuovi materiali, Max è davvero un campione di creatività in fatto di arredamento: «Mi piace molto vedere persone di generazioni diverse che realizzano qualcosa fianco a fianco. È fondamentale che ci sia un passaggio del mestiere, e, purtroppo, secondo me, al giorno d’oggi questo stare insieme sta andando perdendosi».
In soggiorno non mancano dettagli interessanti e originali, come questi scaffali per libri vintage, ricavati da vecchie casse, e questo poggiapiedi recuperato.
Tutte le luci del container si possono accendere da un quadro a lato della cucina: «Appena entri dalla porta principale, puoi illuminare tutta la casa», spiega Max.
Sopra l’alto bancone troviamo un’altra invenzione di Max: delle lampade realizzate con vecchi stampi da budino.
Ecco un oggetto che non ci si aspetterebbe mai di trovare in una stanza come questa: la meravigliosa cucina Rayburn crea un’atmosfera calda e molto accogliente. Max l’ha comprata a poco più di mille euro su Gumtree e la usa per far funzionare il riscaldamento a pavimento e riscaldare l’acqua, oltre che, naturalmente, per cucinare.
Il mobile è stato per forza posizionato esattamente al centro del container per ragioni di distribuzione del peso. «Tutto quello che è stato messo all’interno del container ha richiesto considerazioni in merito», precisa Max. «Persino i vestiti in camera da letto».
Il mobile è stato per forza posizionato esattamente al centro del container per ragioni di distribuzione del peso. «Tutto quello che è stato messo all’interno del container ha richiesto considerazioni in merito», precisa Max. «Persino i vestiti in camera da letto».
Siamo decisamente in una casa sul fiume: il container offre da ogni lato una vista strepitosa del porticciolo. Vivere sull’acqua è stata una vera scoperta per Max. «Il panorama è una delle cose più belle di questa casa, e i vicini sono tutti molto gentili… È davvero una comunità. Il ritmo della vita è più calmo, qui è inevitabile scalare un po’ le marce».
«Ma può essere più rumoroso di quanto uno non immagini», dice Max. «Le oche si alzano alle 5:30 del mattino! Ma ci si fa l’abitudine. Qui dietro c’è una vaschetta dell’acqua, e da qui le senti mentre bevono. Ci è anche capitato di dover ospitare una nidiata di anatroccoli, nel vaso (ricavato da un cestino della lavatrice) che teniamo sul pontile».
«Ma può essere più rumoroso di quanto uno non immagini», dice Max. «Le oche si alzano alle 5:30 del mattino! Ma ci si fa l’abitudine. Qui dietro c’è una vaschetta dell’acqua, e da qui le senti mentre bevono. Ci è anche capitato di dover ospitare una nidiata di anatroccoli, nel vaso (ricavato da un cestino della lavatrice) che teniamo sul pontile».
«Se vivi sull’acqua sei assolutamente consapevole di come funziona un’abitazione», commenta Max. «Quando compri una casa, giri un rubinetto ed esce l’acqua. Su una barca, invece, sei molto più a contatto con gli elementi, e devi capire bene come funzionano le cose».
Il container è collegato alla rete elettrica e idrica, ma le acque nere devono essere svuotate ogni qualche giorno.
Il container è collegato alla rete elettrica e idrica, ma le acque nere devono essere svuotate ogni qualche giorno.
Il tavolino realizzato a mano in soggiorno è un omaggio spiritoso al classico tavolino Noguchi di Isamu Noguchi per Vitra. «Mi piacerebbe incoraggiare le persone a giocare un po’ di più, e anche ad esprimersi di più, nelle loro case», dice Max.
In camera da letto, Max è riuscito a far stare un letto king-size e due comodini salvaspazio. «In questa stanza ci tenevo ad avere mobili veri e non volevo rinunciare al passaggio su entrambi i lati del letto», spiega il padrone di casa. «Non mi piaceva l’idea di un soppalco o di un letto in alto, tutto compresso. Volevo un’atmosfera da casa da adulti».
Per ottimizzare lo spazio, Max ha appeso sotto i due sottili comodini le sue lampade realizzate con barattoli da caramelle, lasciando così liberi i ripiani.
Alle pareti, il progettista è riuscito a creare una texture molto piacevole, ottenuta mescolando la vernice a segatura e PVA.
Alle pareti, il progettista è riuscito a creare una texture molto piacevole, ottenuta mescolando la vernice a segatura e PVA.
La parte più sorprendente della camera da letto è il guardaroba nascosto: il letto al centro si divide e scorre, per svelare la possibilità di accedere, nella parte inferiore, a un grande spazio adibito ad armadio.
Oltre a un letto di dimensioni normali, Max voleva anche un vero bagno. Piuttosto che ai servizi igienici di una barca, il fantasioso padrone di casa è riuscito a realizzare una stanza vera e propria, con tanto di ingegnoso sistema doccia/vasca.
Il pavimento della doccia è rivestito con una rete ricoperta da ciottoli che si abbassa fino a svelare, al di sotto, una vasca in acciaio inossidabile, così c’è bisogno di un solo sistema di drenaggio per la doccia e per la vasca.
Il pavimento della doccia è rivestito con una rete ricoperta da ciottoli che si abbassa fino a svelare, al di sotto, una vasca in acciaio inossidabile, così c’è bisogno di un solo sistema di drenaggio per la doccia e per la vasca.
Un altro riuscito espediente per risparmiare spazio è il rubinetto che viene utilizzato contemporaneamente da bagno e cucina (Max è in procinto di chiudere il buco nel muro intorno).
Nel bagno, una lampada da lettura vintage offre un tocco originale anche per la sua consistenza e la sua forma.
Quando le porte sono aperte, il paesaggio del porticciolo va a riflettersi nello specchio del bagno, un acquisto proveniente da una bottega del no-profit.
Anche se è impossibile non notare il container nel paesaggio della marina, è interessante osservare che non spicca come un elemento così estraneo rispetto al resto, come forse accadrebbe in un luogo diverso, lontano dall’acqua. «Un ormeggio ha sempre una mescolanza di stili architettonici», sottolinea Max. «Le barche hanno forme e colori diversi, e stanno sempre allegramente l’una a fianco all’altra». Il container costituisce semplicemente un altro elemento in questo insieme variegato.
«L’obiettivo di questo progetto era creare per una giovane coppia un luogo gradevole dove vivere», riassume Max. «Volevo dimostrare che non si deve per forza decidere se vivere in una casa o su una barca: esiste anche una via di mezzo».
Se volete sapere di più sulla casa creata da Max e sui vari progetti di upcycling che si possono scoprire all’interno di questa abitazione, ne troverete una descrizione dettagliata in Upcycling. L’arte del recupero, un libro scritto da Max McMurdo ed edito in italiano da Logos Edizioni.
A te la parola: qual è l’idea che ti piacerebbe rubare da questa casa galleggiante? Condividi le tue riflessioni nei Commenti qui sotto.
Nella nostra rubrica My Houzz proponiamo interessanti e originali abitazioni di proprietari di case e inquilini. Se vuoi partecipare inviaci alcune foto con una breve descrizione dell’abitazione a redazione@houzz.com. Ove decidessimo di fotografare in esclusiva la tua casa, ti contatteremo al più presto.
A te la parola: qual è l’idea che ti piacerebbe rubare da questa casa galleggiante? Condividi le tue riflessioni nei Commenti qui sotto.
Nella nostra rubrica My Houzz proponiamo interessanti e originali abitazioni di proprietari di case e inquilini. Se vuoi partecipare inviaci alcune foto con una breve descrizione dell’abitazione a redazione@houzz.com. Ove decidessimo di fotografare in esclusiva la tua casa, ti contatteremo al più presto.






























Colpo d’occhio
Chi ci abita: Max McMurdo, designer, presentatore televisivo e fondatore di Reestore, società specializzata in upcycling
Dove: Bedford Marina, Bedfor, Regno Unito
Tipo di casa: container da trasporto riconvertito
Superficie: 1 camera da letto, 1 bagno
«A dire la verità ho sognato di avere una casa come questa all’età di 25 anni, quando vivevo ancora dai miei», racconta Max. «Lavoravo in proprio e mi chiedevo quando mai sarei riuscito a comprarmi una casa tutta mia, così mi è venuta l’idea di ricavare un’abitazione da un container. Erano i primi tempi della progettazione computerizzata, e io realizzai addirittura un piccolo modello CAD».
Questo accadeva ben prima che scoppiasse la rivoluzione dell’upcycling, e l’idea di riconvertire un container da trasporto fu vista come un’idea impensabile. Così Max la chiuse in un cassetto, concentrandosi, piuttosto, a costruire la propria carriera.
Tuttavia, qualche anno dopo, armato di un po’ più di fiducia in se stesso e di esperienza, e avendo nel frattempo fondato una propria società di upcycling (battezzata Reestore), Max ha deciso di perdersi nuovamente nel proprio sogno e si è dato da fare per realizzarlo.