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Verdi, svettanti conifere: addio

Francesco
il mese scorso

Le nevicate di quest’inverno hanno accelerato, solo accelerato, un andazzo che era ormai chiaro da qualche anno: nei giardini stanno scomparendo le conifere. Lentamente, ma inesorabilmente.

Si tratta anche di un problema di ricambio (soprattutto il maltempo danneggia alcuni esemplari non più “in forma”, rendendoli potenzialmente instabili o pericolosi - da cui il taglio), ma non solo. È evidente che, sempre più, questo fatto venga preso a scusa per operare uno sfoltimento drastico delle piante più alte, monumentali, a fronte di nessun reimpianto, in barba ai dettagliati regolamenti comunali sulla sostituzione delle piante protette (in pratica qualsiasi non-erbacea). Piante messe a dimora due/tre generazioni orsono, vengono abbattute senza rimpianto, senza motivo specifico, senza -e questa è la cosa peggiore- un progetto.

Lo ammetto: fino a poco tempo fa non ero tra quelli che apprezzavano le conifere -e non le apprezzo tutt’ora. Spesso mi rendo conto che sono state piantate in posti sbagliati, con fittezza esagerata ed in associazioni improbabili - però.

Però tagliarle così indiscriminatamente spesso crea uno scempio peggiore, per una semplice ragione: sbilancia il giardino non compensando (più) l’edificio associato. Case di 60-80-100 anni fa che si ritrovano improvvisamente “allo scoperto” come quando erano state realizzate, ma non per come erano state pensate.

(ovviamente accade anche il contrario: boschetti di ex alberi di Natale sorti in luoghi dove la temperatura viaggia oltre i 20^C per più di 6 mesi/anno 🙄)


ecco, se mi posso permettere: quando comprate una casa nuova col giardino già piantumato (o da fare ex novo), chiamatelo un professionista*: vi saprà indicare quali piante sono in salute, quali vanno aiutate e quali sostituite, senza drammi o incidenti dell’ultimo minuto o crolli. Vi consiglierà per gli abbinamenti, per creare profondità, ombra, aree ristoro o abbellimenti adeguati -stilando un piano d’interventi adeguato alla lunga vita delle essenze di pregio. Cribio, lo fate per la casa, fin’anco per la macchina e il cellulare, e non lo fate per il giardino?



*non sono un professionista, però diamine, davvero: non lo capite qual è il valore di un giardino progettato bene? Di uno spazio aggiuntivo spesso molto più ampio di tutta la casa?

(la motosega tace, il grande P. Strobus non c’è più. Ma l’autoscala si sposta di poco: già che ci siamo, avranno pensato, facciamo un po’ di pulizia: via i tre abeti lungo la strada... i nuovi vicini non si presentano nel migliore dei modi, ecco.)

Commento (1)

  • Maury
    il mese scorso

    @Francesco, partecipo in pieno alla tua costernazione, è doloroso veder abbattere alberi sani, piccoli o grandi che siano, e soprattutto non vederli sostituiti. Doloroso anche constatare che simili decisioni non vengono prese solo da privati, a cui si potrebbe concedere il beneficio dell'ignoranza in materia, ma anche dalle pubbliche amministrazioni. Non è concepibile. E' demoralizzante constatare l'incuria dei Comuni, la mancanza di prevenzione, la lacunosità con cui (non) si pianifica il rinnovamento del paesaggio e con cui si tratta quello esistente, la superficialità con cui vengono concessi gli appalti di manutenzione dei parchi e dei giardini pubblici, che si traducono in potature drastiche in stagioni non adatte, ad aprile o maggio, con conseguente ammalamento e moria degli alberi amputati quando la linfa era già vitale. Fa male, ma come possiamo agire? Agli esposti fatti da me e varie persone nel mio vecchio quartiere non abbiamo mai ricevuto risposta. Chi tutela gli alberi, in questa Nazione?

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