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Mettiamo il cappotto

Franco2018
6 mesi fa
Ultima modifica:6 mesi fa

Gli incentivi al 110% stanno smuovendo il mercato e anche nel mio condominio, che fra l’altro deve rifare la caldaia, si sta parlando di cappotto. Ho dato un’occhiata veloce su internet ma sono ben poco convinto sulla qualità estetica del risultato. Una classica palazzina di 5 piani in città, rivestita in paramano, come può diventare con un cappotto di una decina di cm? Tutte le aperture delle finestre verranno ridotte? Ed i serramenti che ora sono a filo che fine fanno? Sporgerà sul marciapiedi di 10 cm circa rispetto ai palazzi vicino. È tollerata una cosa del genere? Tali “spigoli” non diventano fragili? Ho letto che hanno una durata di 40/50 anni, poi vanno rifatti. Il che vuol dire che dopo 25/30 già cominciano a manifestare i primi segni di anzianità: sono ancora accettabili ma non certo freschi di installazione. E quindi, vista la spesa uno se li tiene così ancora per una decina d’anni. Sparisce il paramano, che è eterno (beh, una lavata con l’idrogetto al nostro non farebbe male) e fuori cosa si ha? Va poi imbiancato tutti gli anni?

Insomma l’ignoranza personale è tanta: qualcuno ha già esperienza? Lo ha già realizzato a casa propria? Com'è andata e come si trova?

Grazie a chi vorrà portare la propria esperienza.

PS So già che occorre una ditta qualificata ed esperta ma sulla carta lo sono tutte! Le magagne poi si scoprono anni dopo, quindi avere un minimo di competenza per capire le varie opzioni e vigilare sull’operato sempre meglio. Ho già trovato dei siti che elencano gli enne errori più comuni che vanno assolutamente evitatati.



Commenti (127)

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Mi rispondo da solo con un link, per ora

    https://www.edilportale.com/news/2016/01/focus/facciate-ventilate-ecco-come-funzionano_49820_67.html

    Poi me lo leggo


    In breve

    "Una soluzione a metà strada tra le facciate continue e i sistemi a cappotto è le parete ventilata, un sistema multistrato che consente l'installazione a "secco" degli elementi di rivestimento, sfruttando ancoraggi di tipo meccanico e lasciando una camera d’aria tra struttura portante e rivestimento.

    La particolarità delle facciate ventilate sta nello ‘spazio vuoto’ lasciato tra parete e rivestimento capace di generare moti convettivi, favorendo la
    traspirabilità dell’edificio. Inoltre lo strato di ventilazione unito al materiale isolante permette di ridurre la dispersione di calore in inverno ed evitarne l’accumulo in estate."

  • Hermann
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Franco2018, l'architetto, nella discussione preliminare, ci ha detto che il cappotto da zero problemi solo nelle case di nuova costruzione, quindi già progettate per essere case passive, isolate fin dalle fondamenta, senza umidità di risalita, ecc.

    Sugli edifici già esistenti, sia quelli con la metodologia costruttiva tipica della ricostruzione in economia del dopoguerra, e quelli del boom edilizio degli anni '70-'90, il cappotto (genericamente parlando) crea tutta una serie di problemi che vanno risolti con altri sistemi di regolazione interna. Su altri tipi di edifici, poi, il cappotto proprio non si può e non si deve fare, sarebbe solo un danno, oltre ad avere zero utilità.

    Spalancare le finestre per arieggiare, deumidificare e per cambiare l'aria viziata, è una azione di buon senso, ma va in senso contrario all'obiettivo primario del cappotto.

    Se lo scopo del cappotto è il risparmio energetico, capiamo tutti che spalancare tutte le finestre di casa in pieno inverno per far fuoriuscire l'umidità prodotta all'interno delle abitazioni è un controsenso, anche se lo si fa solo un paio di volte al giorno anziché i classici "5 minuti ogni ora". Tanto più in zone molto fredde e molto umide come la pianura padana. Va tenuto conto del punto di rugiada, quindi bisognerebbe aprire solo quando l'umidità interna è superiore a quella esterna, altrimenti anziché uscire entra. E allora si rendono necessari gli impianti di ventilazione meccanica a recupero di calore con sensori di umidità, altrimenti condensa e muffa, sulle pareti "cellofanate" col polistirolo e le finestre sigillate, che non traspirano più, diventano di casa.

    E la condensa, la muffa, si creeranno dove il cappotto non ha risolto o ha creato dei ponti termici. Penso alle grondaie in calcestruzzo... cappottiamo anche quelle? Quindi, piani terreni e ultimi piani saranno sempre un po' a rischio, meglio mettere la VMC.

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  • Hermann
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Ho visto delle termografie di case col cappotto "a pois", con piccoli punti termici creati dai tasselli nei pannelli in EPS. L'architetto ha risposto che per evitarli ci sono pannelli (ovviamente più costosi) già predisposti per i tasselli speciali, progettati secondo le linee guida ETAG e certificati ETA (la Valutazione Tecnica Europea). A leggersi tutta la normativa c'è da farsi una cultura...

  • Hermann
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Franco2018, dopo leggi anche questo articolo, è un caso pratico, tratta e risponde a tutti i punti che abbiamo preso in considerazione. E' la copia cache perchè l'originale non è più disponibile, spero che tu riesca ad aprirla.

    https://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:KZhkVldoM68J:https://progettobiocasa.com/rischio-muffa/+&cd=7&hl=it&ct=clnk&gl=it&client=firefox-b-d

  • PRO
    Bartolomeo Fiorillo
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Il ponte termico si crea a prescindere dai tasselli per fissare i pannelli se non posati bene. Poi esistono diverse soluzioni con diversi pannelli e materiali in genere. È vero che una casa di nuova costruzione l’isolamento è migliore se studiatosi previsto già nella fase progettuale, ma ciò non significa che non possa esserlo anche per edifici di vecchia data e non isolati..!

  • PRO
    Bartolomeo Fiorillo
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Un buon isolamento termico non ha solo bisogno di rivestire le pareti, ma anche di un sistema di ventilazione e di circolazione dell’aria. Non esiste un cappotto tradizionale traspirante se non con struttura ventilata.

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa

    Grazie Hermann per le varie risposte e risorse che sono andato a guardare. Una delle varie proposte fatte è quella di riempire di isolante l’intercapedine fra il muro esterno e quello interno: non potrebbe essere una buona soluzione? Immagino che tale intercapedine venisse già fatta per questioni isolamento rispetto al calore e l’umidità. Sostituendo l’aria con materiale più performante si dovrebbe migliorare l’isolamento globale dell’edificio. Ma é realmente fattibile?

  • PRO
    Bartolomeo Fiorillo
    6 mesi fa

    Certo che è fattibile, tutto si può franco, ma tutto ha un costo. Intercapedine da isolare..valuterei bene la cosa, in quanto si potrebbe rischiare di avere un isolamento non completo e di conseguenza ritrovarsi dei problemi di ponti termici strani.

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa

    Ecco, qui ho trovato qualcosa sull’insufflaggio delle intercapedini.

    https://www.coibentarecasa.it/insufflaggio/

  • Hermann
    6 mesi fa

    Franco, intendi l'insufflaggio nei muri a cassetta? Dal blog dell'architetto Stefano Bruno, di Ahora

    https://www.ahoraarchitettura.it/blog/insufflaggio

  • PRO
    Bartolomeo Fiorillo
    6 mesi fa

    Franco conosco le tecniche e come si fa un isolamento come quello nel link postato, ma per fare quello bisogna fare una serie di indagini specifiche che lasciano capire se l'intercapedine è libera da ostacoli per evitare poi che accada quello che ho detto in precedenza.

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa

    Ammesso che le indagini diano un risultato positivo (come si fanno? Con degli endoscopi?) l’insufflaggio poi eseguito risulta essere un buon compromesso rispetto al cappotto esterno? O solo un pallido palliativo?

  • Hermann
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Dipende dal materiale che si insuffla. Di certo non sono le schiume che andavano di moda negli anni '90, che, se ben ricordo, poi subivano un rapido processo di degradazione.

    L'indagine, una endoscopia in pratica, viene praticata con una microcamera attraverso un foro nel muro. Oppure, durante la diagnosi energetica, quando si fa la termografia invernale al palazzo per individuare i ponti termici, si evincono anche quelle aree dell'intercapedine eventualmente intasate da detriti o vecchi isolanti ammalorati.

  • PRO
    Bartolomeo Fiorillo
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Ha risposto Hermann Franco. Sono indagini che richiedono attenzione e persone qualificate che le fanno e non hanno dei costi bassi.

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa

    Ecco questa rappresenta bene il nostro caso e quello che i ponti termici potrebbero creare ... però se già l’analisi costa un botto diventa anche complicato proporla al condominio ... mah, staremo a vedere.

  • Hermann
    6 mesi fa

    Ho letto che per compensare internamente i ponti termici non coperti dall'insufflaggio consigliano l'applicazione di strisce di aerogel sui punti delle pareti coincidenti con i pilastri e con le travature orizzontali in CA.

  • Hermann
    6 mesi fa
    Ultima modifica: 6 mesi fa

    Franco, tanto la diagnosi energetica va fatta. E' un preliminare di base per qualsiasi opzione e scelta vorrete poi fare, seguendo i consigli mirati del progettista. Per sapere quanto costa basta una telefonata a uno di quei consulenti energetici di Casaclima (l'architetto valsusino Stefano Bruno di Ahora è un consulente Casaclima, ed è davvero in gamba, molto preparato e molto motivato, quindi presumo lo siano anche i suoi colleghi torinesi).

    https://www.ahoraarchitettura.it/diagnosi-energetica.html

    Come ti ho detto, noi abbiamo speso circa 100 € ad appartamento. Soldi ben spesi.

    https://www.ahoraarchitettura.it/blog/quanto-costa-una-diagnosi-energetica

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa

    Il problema è che noi l’architetto per la diagnosi energetica l’abbiamo già scelto (su proposta dell’amministratore) : vediamo cosa ci proporrà.

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa

    Visto che hai citato l’aerogel ... ecco un link pro

    http://www.aeropan.it/it/isolamento-termico/

    ed uno contro, ma solo per questioni di soldi

    https://espertocasaclima.com/2011/09/29/cappotto-spessore-1-cm-aerogel/

    Ora, visto che col 110% paga pantalone... mettiamo tutti l’aerogel????

  • Franco2018
    Autore originale
    6 mesi fa

    Per finire il video di un lavoro completo in aerogel

    https://m.youtube.com/watch?v=0uNV_JmUx3Y

    Buona visione: concilia il sonno. 😉

  • Bono
    6 mesi fa

    Interessanti considrazioni e, aggiungo: mal comune mezzo gaudio. Seguo il thread.

  • Hermann
    6 mesi fa

    Eh sì, Luca, questa legge ha creato più confusione, dubbi e perplessità che certezze ;) C'è più di qualcuno che pensa sia stata solo propaganda.

  • Hermann
    6 mesi fa

    Posto anche qui, per completezza di informazione.

    A proposito di diminuzione della superficie dei marciapiedi comunali che il cappotto comporterebbe, ho letto che è possibile una deroga. Fonte Ordine Architetti di Milano https://www.ordinearchitetti.mi.it/it/servizi/sportelli/legale/dettaglio/137

    "Nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e degli elementi di chiusura superiori ed inferiori necessari ad ottenere una riduzione minima del 10 per cento dei limiti di trasmittanza previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, certificata con le modalità di cui al medesimo decreto legislativo, è permesso derogare, nell'ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà e alle distanze minime di protezione del nastro stradale, nella misura massima di 25 centimetri per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne, nonché alle altezze massime degli edifici, nella misura massima di 30 centimetri, per il maggior spessore degli elementi di copertura. La deroga può essere esercitata nella misura massima da entrambi gli edifici confinanti. Le deroghe vanno esercitate nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile".

  • Hermann
    5 mesi fa

    Cappotto = > ventilazione meccanica e coibentazione cassonetti delle tapparelle? Ecco un prodotto due in uno da prendere in considerazione https://www.climapac.it/mybox-cassonetto-alto-isolamento-per-avvolgibili/

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Mi è finalmente arrivato il preventivo per il nostro condominio: solo per insufflare la parete cortile, cappottare mezza parete libera (da quella in comune con il condominio accanto più basso) e coibentare il sottotetto, cambio caldaia ed ammennicoli vari, 100 mila euro. Mah!?!? Sarà un buon lavoro?

    Più un bel po di soldini nostri al 50 % per altre opere di ripristino facciata.

    A me pare che con 'sta storia sia partito il solito magna-magna all'Italiana. :(


    @Hermann voi a che punto siete?

  • PRO
    Bartolomeo Fiorillo
    2 mesi fa

    Franco saranno tutti pompati preventivi non solo il suo. In Italia saranno partiti 2-3 cantieri in totale da un anno a questa parte. Non so cosa realmente abbiano preventivato, ma anche a me sembra tanto.

    Franco2018 ha ringraziato Bartolomeo Fiorillo
  • Hermann
    2 mesi fa

    Ciao Franco. I preventivi che abbiamo ricevuto non sono ancora stati aperti, l'amministratrice ha rimandato l'assemblea ordinaria, figuriamoci quelle straordinarie. Vedremo. Il nostro architetto ha redatto un vero e proprio computo metrico, sul quale verrà poi stipulato il capitolato.

    Ma le cifre che ho sentito in giro sono tutte alte, e se riguardano i condomini ancora di più, sembra che per le imprese edili e artigiane i condomini siano come una specie di bancomat. Sul fatto che siano preventivi gonfiati, ricordiamoci che il decreto Superbonus prevede che professionisti con requisito di terzietà e imparzialità rispetto all'impresa (progettista e commercialista) certifichino la bontà e la rispondenza economica dell'intervento, attribuendo responsabilità e sanzioni per chi attesta falsamente. Speriamo che queste norme siano abbastanza deterrenti.

    Franco2018 ha ringraziato Hermann
  • Hermann
    2 mesi fa
    Ultima modifica: 2 mesi fa

    Tempo fa mi ero salvato questa guida informativa dell'architetto Alessandro Mezzina (è anche iscritto qui su Houzz).

    Leggila, è ben fatta, un po' lunga, per forza di cose, ma è chiara, onesta e sfata la faciloneria di tante affermazioni che si sentono in giro

    https://www.ristrutturazionepratica.it/super-bonus-110-guida-pratica/

    Franco2018 ha ringraziato Hermann
  • green green
    2 mesi fa

    Buonasera a tutti, scusate se posto qui un nuovo dilemma invece di un commento ma la discussione mi pare pertinente e purtroppo non avevo ricevuto risposte al mio post... Spero che qualcuno abbia le idee più chiare delle mie... Vi disturbo ancora per una questione che manca poco a tenermi sveglia la notte... Anche perché finché non sarà risolta mi blocca i lavori all'interno della casa. Per farla breve, abito in una villetta a schiera che fa parte di un complesso condominiale ed è stato approvato a maggioranza il rifacimento delle facciate tramite cappotto esterno usufruendo del bonus 110 e relativi altri lavori che ne conseguiranno. Per ora approvazione solo tramite sondaggio dell'amministratore perché dal 2019 non facciamo assemblee causa covid, nonostante io abbia più volte sollecitato almeno assemblea via web.. La mia villetta è l'unica ad avere già subito ristrutturazione interna completa nel 2013, nel senso che abbiamo rifatto tutto, finestre impianti, massetto, tutto. Ora mi chiedo come fare per salire di 2 classi energetiche come le altre villette che non hanno mai fatto lavori? Volendo potremmo cambiare ancora gli infissi? Avevamo già usufruito della detrazione 50 per cento nel 2013...o meglio possono costringerci a cambiare infissi causa cappotto? Abbiamo anche installato sia piano terra che piano primo le inferriate tutte apribili... Come si fa col cappotto? Non potremo più aprirle a 180 gradi... E le 2 tende da sole? E le videocamere di sorveglianza? Chi deve sostenere i costi per togliere e ripristinare il tutto? Chiudo dicendo che dal momento che si farà il cappotto io vorrei mettere vmc in tutti i locali per evitare problemi di condensa e muffa... Per questo finché non faremo i lavori esterni non voglio neanche pensare di imbiancare e sostituire alcuni mobili... Secondo voi è indispensabile la vmc avendo anche finestre in pvc e cappotto? Grazie anticipatamente per i vostri preziosi consigli!


  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    @green green nel link al post di prima di @Hermann si parla anche delle villette a schiera: io l'ho saltato ma magari trovi le risposte che cerchi.


    PS Se vuoi la notte ci facciamo compagnia ... con tutti i pensieri che ho non dormo manco io! :-(

  • green green
    2 mesi fa

    😂 Grazie più tardi me lo spulcio per bene... E speriamo di fare sogni d'oro poi!

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Scusate ma dov'è la guida della AdE per questa cosa?

    Qui

    https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/schede/agevolazioni

    non lo trovo: c'è solo quella del 65% di Marzo 2019

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Grazie @Hermann la sto leggendo.

    Indica come interventi trainanti l'isolamento termico e la sostituzione della caldaia (con tutti gli annessi e connessi).


    Mi chiedevo se basta anche solo quest'ultimo per il 110%, quindi saltando la faccenda cappotto.

  • Hermann
    2 mesi fa

    Se cambiare la caldaia basta a migliorare di due livelli la classe energetica dell'edificio...

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Passare da una caldaia da 116 kw ad una da 50 kw potrebbe esser un motivo valido per il passaggio di classe? Boh!?!

    PS Ho contattato l’architetto che mi avevi detto ma purtroppo son pieni di lavoro e non vogliono più trattare i condomini. ☹️

  • Hermann
    2 mesi fa

    L'unico modo per verificare il rispetto dei requisiti per accedere al Superbonus sono gli attestati di prestazione energetica, pre e post opere. Sempre da un ingegnere o da un architetto bisogna passare. Franco, sul portale di CasaClima ci sono gli indirizzi di altri architetti e ingegneri di Torino specializzati in miglioramento energetico, prova con qualcun altro vicino a casa vostra. Oppure senti la segreteria dell'Ordine degli Architetti e degli Ingegneri di Torino, specificando le vostre esigenze. Un altro portale per cercare figure professionali, oltre ad Houzz, è Archisio https://www.archisio.it/

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Grazie, un’architetto ce l’abbiamo già ma mi convince molto poco. E sarebbe intenzionata a far tutto lei, asseverazioni, DL, APE, ecc

  • Hermann
    2 mesi fa

    Be', è meglio se fa tutto una persona sola, anche perché si assume responsabilità tecniche e finanziarie non indifferenti.

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Abbiamo già affrontato la questione degli abusi edilizi la cui assenza dovrebbero essere condizione necessaria per accedere al super bonus del 110%. Oggi mi han raccontato che gli abusi nei singoli appartamenti (esempio tipico, veranda sul balcone di cui i condomini in Italia sono pieni) non influenza l’intervento trainante perché quello è sulle parti comuni del condominio. Influenzano solo eventuali eventi trainati, ad esempio sostituzione infissi. Giusto per completezza un abuso condominiale potrebbe essere un piano in più. È corretto?

  • Hermann
    2 mesi fa
    Ultima modifica: 2 mesi fa

    Qualche anno fa abbiamo dovuto sanare "abusi" dell'intero condominio, quindi solo sulle parti comuni, consistenti in varianti effettuate dal costruttore in corso d'opera ma non comunicate a fine lavori. Probabilmente si trovava già in crisi e cercò di risparmiare su tutto il possibile, infatti poco dopo fece fallimento. Lo studio di architettura che incaricammo rilevò balconi più corti, scale più strette e quindi l'intero condominio più corto. "Sciocchezze" che non vanno in prescrizione e che ci sono costate un bel gruzzolo, oltre 10 mila € di parcella ai professionisti incaricati, più le sanzioni di Comune e Regione.

    Un "piano in più", come hai ipotizzato, non sarebbe però un abuso edilizio leggero e quindi considerato sanabile, per poterlo fare sarebbe necessario un vero e proprio condono edilizio.

    In alternativa, la demolizione...

    Integro con l'aiuto della legislazione:

    Gli abusi edilizi sono configurabili in tre categorie.

    La più grave: assenza del permesso di costruire o totale difformità rispetto al progetto approvato.

    Intermedia: variazione essenziale rispetto al progetto approvato.

    Leggera, la meno grave: parziali e leggere difformità rispetto al progetto approvato.

  • Hermann
    2 mesi fa

    Comunque, le vostre verande abusive, come saranno inserite nell'ambito dell'isolamento esterno? Smontate e poi ricollocate? Oppure proprio non farete fare il cappotto sulla parete interna del balcone verandato? L'architetta cos'ha detto in proposito?

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa
    Ultima modifica: 2 mesi fa

    Han proposto solo l'insufflaggio dell'intecapedine in quella parete, cappotto solo sulla mezza parete libera con il condominio a fianco più basso, isolamento del sottotetto. E basta. Questi tre interventi (che dovrebbero superare il 25% delle superfici opache) ed il cambio di caldaia dovrebbe esser sufficiente a passare da classe F a D, dicono loro. A me sembrano lavori molto all'acqua di rose ,,, sicuramente diamo una sistemata all'ultimo piano, ed un appartamento del penultimo (gli unici confinanti con gli interventi) ma il resto serve a ben poco perché la parete del cortile è già coimbentata dalle verande. Quindi per tutti gli altri appartamenti cambierebbe ben poco.

    ------------

    Riguardo gli abusi ok per il diverso grado di severità: la domanda era se una veranda viene considerata abuso di un singolo appartamento che non influisce sulle parti comuni le quali quindi possono beneficiare del superbonus del 110%.


    Oppure no: anche il singolo appartamento deve essere in regola, che è quello che mi sembrava di aver capito dalle discussioni precedenti fatte qui su Houzz.

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Un interessante articolo sul tema verande e super bonus 110%

    https://www.condominioweb.com/la-presenza-di-verande-puo-essere-un-problema-per-il.17718

    Peccato che però, come tutte le cose legali non si concluda con un secco si/no ma con ... dipende. ☹️ Uffa!

  • Hermann
    2 mesi fa
    Ultima modifica: 2 mesi fa

    A proposito delle verande ho sentito pareri contrastanti, probabilmente dovuti all'interpretazione dell'articolo 119 del Decreto Legge Rilancio. In effetti il comma 13-ter dell'articolo limita le asseverazioni dei tecnici incaricati e gli accertamenti eventuali da parte dello Sportello Unico dell'Edilizia esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati dagli interventi asseverati. In pratica, l'abuso edilizio commesso sulla proprietà privata non inficia il diritto del condominio intero a beneficiare del Superbonus. Qui però entrano in gioco le interpretazioni: la veranda è un abuso commesso su una proprietà privata? La superficie piana del balcone è proprietà privata del singolo condomino, ma la facciata che la veranda chiude no, è parte comune condominiale. Ergo, se il professionista assevera lo stato legittimo dell'edificio nonostante l'esistenza di verande abusive non sanate o non rimosse, si assume anche la responsabilità, nel caso di un controllo da parte dello SUE o della Agenzia delle Entrate, della eventuale decadenza dei benefici del Superbonus. Ovvero paga la sua assicurazione, se copre questa evenienza, o di tasca sua, ma non penso sia automatico, il condominio dovrà intentargli causa civile.

  • Hermann
    2 mesi fa

    In pratica, chi veranda abusivamente, senza Permesso di Costruire, senza pagare gli oneri di urbanizzazione, non solo commette un reato nei confronti della Pubblica Amministrazione (Comune, Erario) ma si appropria, o meglio, fa un uso privato di una parte comune condominiale, arrogandosi un diritto che non gli spetta, alterando il profilo del palazzo e, come possiamo notare in palazzi che ne hanno una diversa dall'altra, anche il decoro.

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa

    Si, le verande tutte diverse è un vero pugno in un occhio ... eppure ci vorrebbe poco a seguire lo stile del primo abusivo ...

  • Hermann
    2 mesi fa

    Quando il nostro condominio ha sanato le varianti, i privati con verande abusive hanno fatto domanda di sanatoria individuale, e per fortuna sono stati fortunati o intelligenti, perché le verande erano identiche. Difatti il Comune, verificato che il disegno, colore e materiale erano identici, ha permesso loro di sanare. Altrimenti, via tutto, e se volevano ricostruire la veranda, progetto unificato per tutti quanti, progetto valido anche per chi, in futuro, avesse voluto far costruire una veranda.

  • Franco2018
    Autore originale
    2 mesi fa
    Ultima modifica: 2 mesi fa

    Il cappotto per il momento rimane appeso al muro ... intanto è stata fatta l'APE allo stato attuale del condominio: tale documento è sufficiente per capire che potenza deve avere la caldaia condominiale (sempre allo stato attuale)?

  • Hermann
    2 mesi fa
    Ultima modifica: 2 mesi fa

    Sinceramente non so se si tratta di un unico documento, quando la cambiammo noi l'ingegnere termotecnico fece il calcolo del fabbisogno energetico (fece sopralluoghi in ogni appartamento, stanza per stanza, prendendo atto delle dimensioni dei termosifoni e il numero degli elementi) e a seguire redasse una documentazione completa, che comprendeva anche l'Attestato di Prestazione Energetica, appunto l'APE, valido 10 anni. Quindi non so dirti se l'APE comprende anche il calcolo del fabbisogno energetico o se sono due pratiche distinte. Speriamo che intervenga un architetto per chiarire questo punto.

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