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Ristrutturare Over 60: Come Sta Cambiando la Casa dei Babyboomer?

Leonora Sartori
17 giorni fa
Ultima modifica:17 giorni fa

Sei un professionista e stai ristrutturando per un cliente over 60?

Hai più di 60 anni e stai ripensando alla tua casa con un professionista?

Il Magazine di Houzz sta cercando storie di ristrutturazioni dopo i 60 anni.

Come cambia la casa dopo che i figli sono andati via? Che stili piacciono? Come si riorganizzano gli spazi?

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Fabiana y Marcello · Maggiori informazioni


Commenti (31)

  • Hermann

    Buongiorno Leonora. Rientro nel suo target, ho 72 anni. Per ora sono in procinto di ristrutturare un rustico, inizio lavori in primavera. Finito questo passeremo alla ristrutturazione del nostro attuale appartamento cittadino. Luoghi, contesti e stili differenti. Faccio una premessa, non ho mai avuto figli, ma posso constatare che col passare del tempo le esigenze di spazio non diminuiscono. Si accumula molto, soprattutto libri, e sembra che non ci siano abbastanza pareti per questi e per i quadri (amo l'arte). Inoltre, come nel mio caso personale, si ereditano dai genitori pezzi di arredamento sia di design che di antiquariato ai quali non si vuole rinunciare. D'altro canto diventa fondamentale la praticità, la facilità di pulizia, eliminare il più possibile l'oggettistica in mostra e tutto quanto aumenta il carico di lavoro quotidiano. I miei desiderata sono:

    - in bagno, sanitari e armadio sospesi;

    - in cucina, niente pensili, una parete destinata a dispensa/credenza, piano di lavoro più alto e più profondo e pensile anch'esso, cappa da piano estraibile (faticosissimo oramai pulire la cappa a parete);

    - in soggiorno, divani e poltrone leggeri e con le gambe alte per facilitare il compito al robottino, purtroppo niente tappeti anche se li adoro, e anche qui mobili sospesi e librerie a tutta altezza, fino al soffitto, chiuse da vetri per impolverare meno i libri;

    - camera da letto, letto più alto, comodini sospesi, cabina armadio snella e agevolata da utili espedienti come il saliscendi, magari anche elettrico ;)

  • PRO
    Marco Olivo Architetto

    Più complicato di quello che credevo.... vogliono che sia tutto bello ma super pratico, hanno tante convinzioni ma idee poco chiare e appena arrivi ad una conclusione intervengono i figli e bisogna ricominciare :-)

    Bisogna avere tenacia e accompagnarli alla scoperta di cose nuove

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    Ciao Ni Verga, finalmente sono riuscita a dare un'occhiata al tuo dilemma e ho chiaramente approfittato dei colleghi che ti hanno dato consigli prima di me. Ti propongo due soluzioni: nella prima ci sono due camere grandi e una più piccola per un ospite o una tata, i letti sono sovrapposti come ti ha suggerito Home Lifting Studio ma quelli sopra sono più arretrati rispetto a quelli sotto,per avere l'effetto nicchia senza esserne soffocati, soprattutto quando si cresce. I due bagni, entrambi di dimensioni dignitose, sono vicini ma con accessi diversi, il secondo potrebbe beneficiare di luce sostituendo ai mattoni della parte alta del muro una vetrata, magari apribile. Nella seconda soluzione ho sviluppato l'idea che hai pubblicato tu, ma mi permetto di fare due osservazioni: 1. hai due camere per i bambini che hanno dimensioni e caratteristiche diverse e - se sono come i miei che protestano per presunte iniquità nella distribuzione del succo di frutta - sarà difficile farli scegliere; 2. il secondo bagno è piuttosto lontano dal primo e se anche avete abbattuto tutto, dalla pianta direi che si tratta di un appartamento e non una casa isolata, la posizione della colonna fecale risulta comunque vincolante: anche impiegando un trituratore di liquami a pompa mi pare ci siano difficoltà tecniche a meno che tu non voglia far passare gli scarichi nel controsoffitto, cosa che io sconsiglio sempre. Naturalmente sono degli spunti, con dimensioni approssimative, e come tali vanno considerati. In bocca al lupo!
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    Ciao Monica, innanzitutto complimenti per la tua casa e per la ristrutturazione che stai per affrontare!! ...purtroppo le informazioni che hai fornito non sono sufficienti nemmeno per dare un consiglio.. serve una planimetria con tutte le misure, comprese quelle di porte e finestre (larghezza e altezza per calcolare i rapporti aeroilluminanti), indicazione dei muri portanti in pianta, indicazione di eventuali termosifoni e allacci/scarichi se da mantenere, oppure degli eventuali vincoli da rispettare (es. colonne condominiali), indicazione dell'esposizione, descrizione delle tue esigenze e desideri (cosa ti serve veramente? cosa invece vorresti ma non è indispensabile? Vi piace cucinare e avere ospiti? leggete molto e ti serve una libreria da dieci metri :-), etc etc...). Cerca di formulare una richiesta più completa possibile, e vedrai che qualche consiglio arriverà :-)! Una buona giornata! Ps. la tua planimetria somiglia davvero molto a quella di casa mia: è una casa degli anni 60?
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    Ciao Giangiacomo. Innanzitutto vorrei dirti che concordo con chi ti ha consigliato di affidarti a un professionista per la ristrutturazione... Io ho affrontato (e sto ancora affrontando) la ristrutturazione di una casa degli anni 60 da sola (tra l'altro molto simile alla tua, anche come disposizione, ma più piccola) e ti assicuro che richiede moltissimo impegno, e il rischio di sbagliare è sempre dietro l'angolo, senza contare che il risultato finale può non rispecchiare quello che hai in mente, perchè le cose a cui pensare sono davvero tantissime... Ad ogni modo, tornando alla disposizione della cucina, ho una domanda: quella di mettere il forno sotto al piano cottura è una vostra scelta? Perchè considerate le dimensioni dell'ambiente, potresti senz'altro permetterti un forno in colonna, che è ben più comodo.. Inoltre, secondo il mio modestissimo parere, mi sembra che lavello, piano cottura e frigorifero siano troppo distanti tra loro (soprattuto lavello e piano cottura) e rischiano di essere poco pratici.. Io penserei a qualcosa di questo tipo, avvicinando il piano cottura all'angolo, e portando il frigorifero sulla parete lunga, lasciando così spazio a una bella dispensa, sulla parete che confina con il bagno (chiaramente, se dovesse piacerti l'idea, bisognerà poi studiare bene tutte le misure e la composizione.. questa è solo una bozza veloce veloce per farti capire cosa intendo...).
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  • Hermann

    Sono curioso, architetto Marco Olivo. Da settantenne sono interessato a conoscere il parere del professionista dall'altra parte della scrivania. In che senso è "più complicato"? Di solito i committenti più giovani le chiedono cose brutte e poco pratiche? ;) :D

    Comunque sono contento della sua conclusione, io non ho figli e magari il compito maieutico del mio architetto sarà meno laborioso ^_^

  • Leti Roar

    Io ai 60 ci sono quasi, mio marito c'è già arrivato.
    La casa dove abitiamo ha troppe scale: non penso ci vivremo per molti anni ancora, è diventata scomoda.
    Nostra figlia 27enne vive ancora con noi, ma la sua laurea in lingue orientali potrebbe portarla lontano... Ancora molte incognite! Forse, qui in città, più che una casa grande ci servirebbero due appartamenti vicini ma piccoli, e non solo per la figlia ma magari, transitoriamente, per i genitori ormai ottantenni che vivono un po' troppo lontani.
    Intanto abbiamo ristrutturato l'appartamento in montagna, con un occhio agli spazi ampi e cercando di evitare il più possibile le barriere architettoniche. Nel giro di pochi anni contiamo, se va bene, di andare entrambi in pensione.
    In sintesi, a 60 anni, come gusti in fatto di case, si sta in mezzo tra il passato che è ormai poco comodo e il futuro che ancora non è chiaro: nel frattempo, come dice Hermann, si comincia a mettere in atto soluzioni più ergonomiche per la vita quotidiana.

  • Bruna ..

    Sarò over dal prossimo anno, in compenso già da qualche anno sto meditando su cosa farò in futuro di questa casa. Comprata un po' di fretta ( è una storia lunga) alla nascita del secondo figlio perchè avevamo assolutamente bisogno di più spazio, è -come per altri- ora troppo piena di scale e con troppe camere. Nel frattempo il marito è diventato ex e i ragazzi studiano entrambi in due città universitarie diverse. Il risultato è una casa troppo grande e scomoda che per la maggior parte della settimana ospita solo me e il cane e poi- a sorpresa- si ritrova da due a 6-7 ospiti da sistemare in qualche modo.

    Diciamo che ho molte aspettative su questo post... ditemi come altri hanno risolto prima di me :)


  • PRO
    michele volpi - studio interior design

    ho 58 anni e quindi sono in pieno un baby boomer. Dall'alto (si fa per dire) della mia esperienza, tutte le volte che mi trovo a contatto con i 60enni, mi trovo, in genere, in sintonia, immagino per periodo di nascita in comune. Per quanto mi riguarda, la maggior parte delle volte mi trovo davanti persone che hanno avuto più esperienze abitative e spesso si tratta di genitori con i figli ormai adulti , andati via di casa, con la necessità e voglia di rimodulare la propria abitazione ad uso e consumo della coppia, prima ancora che della famiglia intera. C'è quindi un riappropriarsi dei propri spazi in maniera netta e liberatoria. Ecco quindi che la cameretta diventa un piccolo ufficio, o finalmente la lavanderia stireria da sempre desiderata, ma non realizzabile per motivi di spazio. il bagno, spesso è meno ricco di orpelli, con sanitari sospesi e con la doccia a filo pavimento, non solo per moda, ma per praticità. Se c'è una vasca da bagno, si preferisce da libera installazione, affinchè se un domani necessitasse sostituirla con una vasca diversa, dedicata a chi ha problemi di movimenti, non si debba disfare il bagno. Anche l'illuminazione è spesso più curata, si ha bisogno di luce a sufficienza, ma anche di un'atmosfera rilassante, quando serve. I mobili hanno meno orpelli da mostrare e spolverare, quindi spesso si preferiscono totalmente chiusi, o quasi. La cucina deve essere pratica e se non è troppo alta è preferibile, meglio ancora se non ha pensili come dice giustamente Hermann .

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    L'appartamento al mare · Maggiori informazioni


  • PRO
    Architetto Beatriz Olivera

    Buongiorno a tutti,
    a mio parere credo che sia un argomento non generalizzato, nel senso che tutto dipende dal contesto, dal luogo e dall' individuo.
    Ma cercando denominatori comuni, penso che la funzionalità, praticità, l'ordine e sopratutto la luce siano le chiavi per la progettazione dell'interior...valorizzare lo spazio personale . Ritrovare un equilibrio di benessere.

  • PRO
    Marco Olivo Architetto

    Sig.Hermann mi riferivo all'idea che una coppia matura, con più esperienza e maggiore disponibilità economica rappresenti un cliente più "semplice", invece ogni cliente è "complicato" a modo suo e bisogna trovare un linguaggio comune. E comunque sì, i clienti giovani vogliono cose belle ma poco pratiche e mi trovo nella difficoltà opposta di riportarli ad un piano che unisca il bello con l'utile e il funzionale.

  • Hermann

    Grazie per la sua risposta, architetto Marco Olivo.

    Posso confermare che l'esperienza accumulata, non solo abitativa, mi ha reso più esigente, e quindi riconosco di rendere la vita un po' difficile all'architetto che ho incaricato ;). Per fortuna è un giovane capace di entusiasmarsi anche di fronte a sfide difficili. Ciò che ho notato è che entrambi stiamo imparando l'uno dall'altro, ci completiamo, lui aggiornatissimo e io scafato dall'esperienza.

    Riconosco altresì, da ex giovane, che un tempo mi incantava di più l'apparenza, mentre l'utilità di ciò di cui mi circondavo restava in secondo piano: l'importante era che fosse bello. Per fortuna l'età serve anche a questo, a sfrondare e discernere. Sono diventato più attento agli effetti dei miei comportamenti, dei miei consumi, delle mie scelte, soprattutto in fatto di qualità: meno cose, meno arredi, piuttosto, ma quei pochi devono essere di alto livello qualitativo e minimo impatto ambientale e sociale.

    Buon week end a Lei e a tutti i lettori.

  • Angela Fiore

    Avrei qualche perplessità sulla “ maggiore disponibilità economica”... Non sono più i tempi del boom e come ti muovi “ ti fulmini”( tutti voi capite il senso, perché tutti ricordate carosello ). Io ho un lavoro che rende abbastanza, ma le spese sono diventate enormi e si moltiplicano continuamente tanto da non poter avere la disponibilità che ci si potrebbe aspettare. E costruire due muri o aprire due fori parete costa sacrifici di anni ( o mutui di anni!). Quindi lascerei da parte la questione disponibilità economica. Tutto vero invece il resto. Le storie che lo lette sono un po’ tutte “ la mia storia” e anche io ora vado cercando luce, leggerezza, colore e pulizia senza perdere la memoria della mia vita è quella dei miei avi.
    Impresa titanica.
    Però bella iniziativa davvero, vi leggerò con curiosità e attenzione. Grazie

  • stefaniasasso61

    ah di sicuro con le pensioni che avremo non ci sarà da scialacquare ...conviene pensarci ora infatti anche nell arredamento di una seconda casa quasi finita sto pensando di non mettere tutto IKEA per non trovarmi tra 15 anni a dover ricomprare tutto e tutt assieme

  • Franco2018

    Cara (posso, vero?) Nina non credo che l’argomento sia la casa bella a 60 anni ma semplicemente quanto diversa è la casa di un 60enne cui pannolini, tricicli, giocattoli sparpagliati in giro sono un lontano ricordo rispetto a quella di un 30enne che quotidianamente lotta contro questi aspetti. Incidentalmente in questo periodo i 60enni sono quelli del Baby Boom.

    Potrebbe essere interessante confrontare la casa dei 60enni di oggi con quella dei 60enni di, che so, 30 anni fa. Ma sarebbe un’altra discussione completamente diversa.

  • Leti Roar

    Nina ogni tanto trova le cose deprimenti... e pazienza, ce ne facciamo una ragione 😉!
    Noi a 30 anni non eravamo masochisti e abbiamo cercato, come adesso, la luminosità e la bellezza, ma avevamo meno soldi e una bambina da crescere, per cui abbiamo messo in cima alle opzioni la possibilità di un giardinetto e una lavanderia spaziosa. La casa é discretamente grande e luminosa, ma il nostro budget (più mutuo) ha fatto sì che fosse una villetta a schiera, quindi con molte scale. Oggi non siamo ricchi, però almeno il mutuo è finito, la figliola prima o poi se ne andrà e ci servirà meno spazio. Ci sono soluzioni architettoniche e tecnologiche migliori di quelle di 30 anni fa, i sanitari sospesi ad esempio, le docce walk-in, i rivestimenti più facili da mantenere puliti, la domotica, e nelle costruzioni ci si preoccupa maggiormente delle possibili disabilitå (che poi, basta fratturarsi malamente un femore anche da giovani per vedere il mondo con occhi diversi).
    Capisco che questi ragionamenti possano risultare distanti a chi è più giovane, ma io non mi sento per niente depressa e anzi, spero in una vecchiaia lunga, serena e luminosa, dove certe esigenze non ci sono più e altre di nuovo tipo possono trovare una piacevole soluzione.

  • Hermann

    Nina :D Io non sono invalido, magari un po' pigro, sì, ma soprattutto non amo perdere tempo con i lavori di pulizia, quindi elimino tutti quelli possibili (e faticosi, a prescindere dall'età) e approfitto della tecnologia che quando ero più giovane non c'era. Voi siete nati nell'era dei robot puliscipavimento, io in quella in cui i pavimenti si tiravano a cera con pesanti lucidatrici, ho già dato e ora voglio godermela ;).

    Preferisco dedicare il mio tempo a un trekking himalayano o a visitare un museo piuttosto che a pulire una mega cappa d'acciaio sospesa (quello sì che è deprimente), quando è tanto più comoda quella da piano a scomparsa che pulisco in 3 minuti. Preferisco i divani dalle gambe alte non perché non riesca più a sedermi su divani più bassi ma perché il robottino (altro antidoto contro i furti di tempo) ci passa sotto agevolmente e non si incastra ogni 3 per 2. I pensili riesco ancora ad aprirli, ma perché dedicare altre ore di tempo prezioso per pulire il sopra? Ma anche se tornassi ad avere vent'anni niente pensili, riformulerei tutta la mia vita per godermela il più possibile.

  • Leti Roar

    Scusa Nina, ma io non capisco il senso della tua depressione. 😊 Sei per caso over 60? No...? E allora goditi tappeti, oggetti, fari, ecc. ecc. Qui parlano i vecchi, i depressi e gli sfigati. 😂😂😂
    Peace&love

  • Hermann

    :D :D Forse il cambiamento è più mentale che fisico, cambiano schemi mentali, interessi, priorità. Hai ragione, le valutazioni riguardo alla praticità e al non perdere tempo inutilmente valgono a qualsiasi età, ma come ha detto anche l'architetto Marco Olivo "... i clienti giovani vogliono cose belle ma poco pratiche e mi trovo nella difficoltà opposta di riportarli ad un piano che unisca il bello con l'utile e il funzionale". Ed è vero, da giovani si hanno altri schemi mentali, pur senza generalizzare. Se prima accumulavo cose, scelte per la loro bellezza, ora do più valore al tempo per godermele. Ciò non significa rinunciare agli oggetti che amo, ai ricordi dei miei viaggi, ma preferisco ammirarli che spolverarli, così li alterno, a rotazione.

    La disabilità è altro da questo, non è legata al certificato di nascita, è trasversale, purtroppo, e anche le esigenze abitative in quel caso sono molto più specifiche.

  • Leti Roar

    Tranquilla Nina, non ti riprendo più lo giuro! 🤗
    Sai, mio suocero a 80 anni ancora sciava. ma a 83 si è ammalato di sla e le cose sono cambiate abbastanza all'improvviso: sarebbe stato saggio sostituire la vasca con la doccia, nel loro unico bagno, qualche anno prima di ammalarsi (diciamo che in base a questo post, avrebbe avuto 20 anni di tempo per godersi una doccia walk-in)!
    Io 60 anni ancora non li ho, ma tuttora sconto i postumi di una grave frattura. All'epoca, ho dovuto restare 45 giorni in ospedale anche perché nella mia "bella" villetta da gggiovane non avevo modo di sistemare un letto al piano terra, per non dire delle scale che ho dovuto percorrere con le stampelle nei mesi successivi.
    Da allora, ho realizzato che la felicità ha a che fare anche con il sentirsi liberi, e la libertà è strettamente legata all'autonomia, quindi (per me) la casa del futuro è quella che sa essere bella ma con razionalità.
    Ovviamente qui si parla delle esigenze degli over 60, come già detto: per me è importante che ci siano i giovani, con esigenze diverse dalle nostre, sennò a chi la vendo la villetta!?😉

  • Hermann

    Una delle nostre nipoti, che vive e frequenta l'università a Parigi, ha trascorso le vacanze di Natale qui in Alsace nella casa dei nonni. Dopo aver fatto il bagno nell'antica e monumentale vasca con le zampe di leone ha smoccolato e bofonchiato due ore perché aveva passato più tempo a pulirla che a lavarcisi, ed era tutto un "Nonna, quando ti deciderai a far installare una doccia all'italiana?". (Ebbene sì, alle cose belle qui in Francia danno nomi italiani, persino alle docce walk in ;) https://www.espace-aubade.fr/blog/douche/qu-est-ce-qu-une-douche-a-l-italienne-180130.html ).

    Eppure non è una senior, ha 22 anni.

    Nessuno dei componenti over 60 della famiglia si sognerebbe di privare la dimora della sua preziosa e antica vasca, ma tutti quanti la preferirebbero dentro una teca di vetro, me compreso, e al suo posto una comoda doccia. Però 24 anni fà, quando ho conosciuto la mia attuale moglie e mi ha portato a casa dei suoi per la prima volta, la vasca me la sarei portata a casa, tanto è bella ^_^

    Come cambiano le cose...

  • manubarontini

    Tutti i vostri commenti mi hanno fatto capire la necessità dello spazio adatto al robottino...

  • Utente-961918133

    Penso che sia un pò nell'ottica comune dare una ventata di aria nuova alla casa, personalizzarla come magari si sarebbe voluto fare in passato ma per via dei figli e i mille impegni non si è potuto fare. Anche mia madre quando mi sono trasferita ha cambiato totalmente il look di casa, quando sono tornata stentavo a credere fosse la casa dove ero nata e cresciuta.

  • Angela Fiore

    Io mi deprimo a leggere le critiche inutili. Ciascuno pensi alla propria realtà. Qualcuno ha ereditato o acquistato case “ vecchie” il cui gusto e lo spazio sono completamente diversi da oggi. Lo scopo è appunto svecchiare e ripulire. Che poi un 60-70 pensi pure che tra 10 anni convenga non avere ostacoli forse è meramente una scelta economica e intelligentemente previdente.
    Se la mamma si spacca la gamba a 77 smette di correre per il giardino pure lei, con l’augurio che non succeda mai.
    Saluti a tutti!

  • Cristina

    Beh è un dato di fatto che certi dettagli in casa possono fare la differenza a 60-70 anni: scale, dislivelli, vasche...

    In casa vecchia avevo due livelli e una bella scala spaziosa sulla quale più volte in vita mia sono franata come un'idiota. Solo che farlo a 15 o 25 anni è un conto e parte qualche ematoma sul sedere non ho avuto problemi, se mi capitasse un domani a 70 anni probabilmente non mi andrebbe così bene!

    Alcuni genitori di amici miei (gente sui 40 con genitori over 60) stanno valutando il cambio casa proprio per motivi simili a questi, riassumibili in "elimiamo possibili fonti di guai in casa", che vanno dalla possibilità dii prendere male uno scalino al dover prendere le scale per raggiungere ripiani alti al ridurre metrature pensate per famiglie numerose che oramai non cii sono più, causa figli cresciuti e oramai andati via di casa.

    Non ci vedo niente dii deprimente, le esigenze cambiano nelle varie fasi della vita e prima o poi tutti noi dovremo venire a patti con l'età, chi più chi meno (penso a mia nonna paterna che fino a 80 anni e passa si curava il suo giardino incurante degli acciacchi...l'età ha dovuto andarci pesante con lei per fermarla! e poi ci sono io che a 40 anni decido di non metter pensili con apertura a battente in cucina perchè stordita come sono, se li lascio aperti me li tiro sempre in testa XD credo che questo thread dovrò tenermelo tra ii preferiti per quando avrò io 70 anni! cosa non sarà di me!)

  • PRO
    Irene Dall'Aglio

    Ho lavorato per varie coppie di sessantenni e mi sono trovata benissimo. Ho trovato una maggiore disponibilita' economica rispetto alla generazione successiva, forse una coincidenza, ma non credo. A parte questo ho trovato tanta voglia di mettersi in gioco, di rivedere la case sotto una nuova luce, di sperimentare. Sembrera' strano ma ho trovato una maggiore disponibilità a rischiare, ad avventurarsi in nuovi punti di vita, colori e materiali rispetto ai trenta-quarantenni, molto condizionati dalle mode del momento, con piastrelle esagonali, pareti tortora e cucina con l'isola. Parlo di pochi esempi, non certo di un campione significativo. Mi riferisco solo alla mia esperienza

  • Hartine Benussi

    Sono andata a vivere nella mia casa da giovane, avevo 25 anni, sposata con un figlio e in attesa del secondo. All'inizio, siccome i soldi erano pochi ci si optava per mobili aperti, tanti scaffali, ecc.. Molto belli da vedere, ma subito dopo ti rendi conto del tempo necessario per pulirli, specialmente i libri (noi ne abbiamo tanti). Col passare degli anni si sono aggiunto i CD/DVD e sinceramente le librerie sono bellissime; ma quando sono chiuse! ;) Con vetro magari cosi vedi ciò che sta dentro. Il robottino per pulire per terra l'ho comprato appena è uscito e mio figlio mi diceva che nessuno dei suoi amici aveva in casa un oggetto del genere. Per me sono stati soldi spesi al meglio. Per me la casa è un ambiente per vivere non per pulire e non posso spendere il mio tempo a togliere la polvere di quà e di là, quindi opto per soluzioni pratiche. La cucina spesso è piccola allora personalmente ho optato per pensili a tutta parete, che non li devo pulire ogni settimana/mese. Lo stesso per la camera da letto e il soggiorno. Anche se va molto di moda arredo relativamente basso personalmente non lo trovo pratico. Questa è la mia cucina:


  • PRO
    DOParchitetti

    ciao a tutti, ho 56 anni e avendo avuto i figli presto, sono nella situazione di trovarmi con mezza casa vuota. La mia esigenza e quella dei miei amici nella stessa situazione è quella di avere una casa a "fisarmonica" cioè che possa allargarsi e stringersi a seconda delle esigenze, un po' come lo studio professionale che si amplia e si restringe a seconda dei lavori che si hanno. Devo dire che nel tempo amo sempre di più la semplicità e se dovessi rifarmi una casa nuova (cosa che capiterà a breve, perché vivere in due più un cane in 160 mq piu' 40 di terrazzo, in centro città è parecchio oneroso) opterei per scelte ancora più semplici e neutre. Ho sinceramente più difficoltà a farmi incantare dagli acquisti degli oggetti, mobili e finiture e reputo inutili per la mia attuale vita il superfluo che nella nostra società impera! La casa diventa quindi un luogo dove tante persone stanno per brevi periodi e poi vanno via: figli, parenti, amici, utenti b&b. Però ripeto questa è la situazione attuale, nel futuro voglio ridimensionarmi con un piccolo appartamentino in città e una piccola casina in campagna in mezzo al verde e alla natura, magari insieme ad altri amici che condividono il progetto, per condividere insieme la vecchiaia! :)

  • Franco2018

    " magari insieme ad altri amici che condividono il progetto, per condividere insieme la vecchiaia! "

    Prendo spunto da queste parole per citar fuori il concetto di cohousing, secondo me il futuro in una società che invecchia con tanti arzilli vecchietti soli in case oramai enormi. E magari con una pensione non proprio da nababbi. Giusto un esempio preso a caso (spero che sia attinente - in realtà mi ha stimolato un annuncio di Gabetti di cohousing per pensionati, non so bene dove, ma con parco, piscina, palestra, ecc).

    http://www.cohousing.it/

  • 6bar8

    Buongiorno a tutti, non faccio ancora parte del target indicato, ma sono d’accordo con Hermann: se abituati a spazi grandi, non si riesce a snellire il bagaglio materiale accumulato nella vita, se costituito da cose belle: fa parte di noi, della ns storia, di quello che siamo. Ridendo, penso sempre che il mio ideale sarebbe una di quelle orribili case con capannone annesso, così potrei stipare tutto quanto e avere una casa più leggera. Comunque io già 26 anni fa avevo adottato sanitari sospesi, cucina senza pensili ma con armadiature lungo una parete.

    Ora che sto ristrutturando casa, mi accorgo che forse prediligo un ambiente più leggero e contemporaneo, perciò eliminerò un po’ di quadri, tappeti e qualche oggetto. Quando ero giovane amavo tutte le cose vecchie e da “vecchi”, ora che non lo sono più, ogni cosa mi sembra da vecchi e cerco di mixare maggiormente lo stile contemporaneo.

    Hermann, leggendo il tuo commento, mi hai fatto venire in mente un episodio, protagonista il robottino: un ns amico voleva liberarsi dell’I-Robot Rumba e ce l’ha prestato per provarlo; non abbiamo letto approfonditamente le istruzioni per programmarlo ed abbiamo posto la base al piano notte, vicino alla camera da letto; nella notte il robot è partito dalla sua sede per iniziare il giro di pulizie, parlando. Mio marito si è immaginato che fosse entrata una zingara in casa e salisse per la scala parlando, così dallo spavento ha fatto cadere una costosa lampada dal comodino che a sua volta ha bucato il pavimento in legno ... un disastro; a ripensarci rido senza fine.

    Leti Roar: la casa su più piani non è così comoda, ma ti permette di mantenerti agile e in forma, è un allenamento quotidiano da non sottovalutare!

    A parte gli scherzi, l’altro giorno sono stata a cena da mia zia che ha 92 anni ed ho scoperto che da anni ha uno strumento che non conoscevo affatto, geniale non solo per gli over60! Il saliscendi per tende, non pensavo esistesse, ma è di una funzionalità eccezionale.

    Arch. Olivo: non penso le persone mature siano più complicate: hanno solo più esperienza, hanno avuto modo nella loro vita di provare più aspetti e soluzioni e sono più coscienti di cosa possa funzionare meglio per loro, anche se forse non lo riescono ad esprimere in modo puntuale. Poi se reputano di farsi supportare da un architetto è perché vogliono la certezza di avere un progetto bello e pratico, altrimenti agiscono in autonomia. Le porto il mio esempio: ho voluto scegliere un architetto più giovane perché traducesse il mio desiderio di contemporaneità e mi supportasse nelle scelte di colori e materiali; mi piaceva anche l’occasione di un confronto, perché crea sempre valore. Ho una casa grande, non ho figli, quindi non mi interessava ottimizzare gli spazi. Ebbene, con il senno di poi ritengo di aver sbagliato: forse la differenza di età crea delle difficoltà nella comprensione reciproca, forse un mediamente giovane non riesce ad imporsi ad una persona matura, forse nella mia vita ho avuto modo di vedere così tante cose che molte proposte del professionista mi sembravano da “sciacquetta”, forse ho già di mio un gusto che non tutti sanno supportare, forse avrei avuto bisogno di essere stata maggiormente “accudita” in questo progetto che rappresentava il sogno della mia vita. Certo ho cambiato idea molte volte sulle scelte, ma forse perché non mi è stata prospettata quella giusta. Ma forse ho semplicemente sbagliato target e persona, anche caratterialmente, pur considerando che qui su Houzz ha numerose e ottime recensioni, a suo dire tutte vere. Sicuramente il “mio” architetto non è contento di me, anche perché gli faccio sempre presente le sue mancanze (e non so se da giovane ne avrei avuto la forza e la struttura caratteriale); dipende quindi sempre dalla vista che ognuno di noi ha delle situazioni, dei contesti e da quale parte della scrivania si trova


  • adriano dibarba

    Ho quasi 70 anni. Ho deciso: lascio la mia casa di 350 metriquadrati, mi trasferisco nella città dove mia figlia ormai vive da sola, in un mini appartamento. Ho affittato un appartamento di 100 metriquadrati, dove andrò a stare con la mia compagna. La figlia, se vorrà venire a cena o passare con noi una notte "piovosa", sarà la beneaccolta, ma per il resto "ognuno a casa propria", con i propri spazi! In preparazione del trasloco, sto riducendo tutto il riducibile, gettando l'inutile: carte superate, foto di vecchi lavori e tutto quello che, ormai, capisco solo io e che a nessuno interesserà più dopo di me. Ma devo portare un po' di mobili "di famiglia", circa 2.000 libri, quadri e tappeti e tutti i ricordi di una vita e quello che resta delle precedenti 4 case. Sarà da ridere a farci stare tutto. O da piangere? Comunque, porto con me i ricordi. Una bella sfida, serve a sentirsi utili e pimpanti.

  • Angela Fiore

    Appunto. Impeccabile settantenne, esattamente questo è il punto!Togliere il superfluo e celebrare libri e ricordi che la fanno sentire vivo: la faranno imprecare per un po’ , poi una volta sistemati, piangere di gioia.

  • PRO
    IMAGE & STYLING - Studio Manzoni - De Ponti

    Io ho avuto un esperienza bellissima con una coppia ultresessantenni che ha voluto rendere "fresca e nuova" la loro casa, mantenendo alcuni elementi a loro particolermente cari.

    Si sono lasciati guidare ed hanno accettato di buon grado tutti i suggerimenti "cuciti" sulle loro esigenze.

    Il lavoro di un professionista credo che sia innanzitutto quello di ascoltare tanto, elaborare e proporre il meglio per loro, mettendo al primo posto la funzionalita' ed e' stato quello che hanno apprezzato di piu' nel progetto. Mi reputo fortunata perche' anche dal punto di vista decorativo hanno accettato soluzioni originali e nuove.



  • Daniela

    Avendo ristrutturato casa a questa età devi invece dire che una leva prepotente è stata l’arrivo dei nipoti e la carenza di spazio a loro dedicata, nonché l’aumento dei commensali quasi fisiologici che ricomprende figlia e genero.
    Quindi lo spazio in cucina è stato notevolmente aumentato mantenendo invece spazi off limits per i bambini.
    Per quanto riguarda lo stile qualche nostalgia è riaffiorata: libreria anni ‘60, lo spazio per i vinili.... insomma qualche Amarcord!

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