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Ristrutturare Over 60: Come Sta Cambiando la Casa dei Babyboomer?

Leonora Sartori
5 mesi fa
Ultima modifica:5 mesi fa

Sei un professionista e stai ristrutturando per un cliente over 60?

Hai più di 60 anni e stai ripensando alla tua casa con un professionista?

Il Magazine di Houzz sta cercando storie di ristrutturazioni dopo i 60 anni.

Come cambia la casa dopo che i figli sono andati via? Che stili piacciono? Come si riorganizzano gli spazi?

Scrivici nei commenti!

Fabiana y Marcello · Maggiori informazioni


Commenti (54)

  • Hermann
    5 mesi fa
    Ultima modifica: 5 mesi fa

    Buongiorno Leonora. Rientro nel suo target, ho 72 anni. Per ora sono in procinto di ristrutturare un rustico, inizio lavori in primavera. Finito questo passeremo alla ristrutturazione del nostro attuale appartamento cittadino. Luoghi, contesti e stili differenti. Faccio una premessa, non ho mai avuto figli, ma posso constatare che col passare del tempo le esigenze di spazio non diminuiscono. Si accumula molto, soprattutto libri, e sembra che non ci siano abbastanza pareti per questi e per i quadri (amo l'arte). Inoltre, come nel mio caso personale, si ereditano dai genitori pezzi di arredamento sia di design che di antiquariato ai quali non si vuole rinunciare. D'altro canto diventa fondamentale la praticità, la facilità di pulizia, eliminare il più possibile l'oggettistica in mostra e tutto quanto aumenta il carico di lavoro quotidiano. I miei desiderata sono:

    - in bagno, sanitari e armadio sospesi;

    - in cucina, niente pensili, una parete destinata a dispensa/credenza, piano di lavoro più alto e più profondo e pensile anch'esso, cappa da piano estraibile (faticosissimo oramai pulire la cappa a parete);

    - in soggiorno, divani e poltrone leggeri e con le gambe alte per facilitare il compito al robottino, purtroppo niente tappeti anche se li adoro, e anche qui mobili sospesi e librerie a tutta altezza, fino al soffitto, chiuse da vetri per impolverare meno i libri;

    - camera da letto, letto più alto, comodini sospesi, cabina armadio snella e agevolata da utili espedienti come il saliscendi, magari anche elettrico ;)

    Risposta preferita
  • Bruna ..
    5 mesi fa

    Sarò over dal prossimo anno, in compenso già da qualche anno sto meditando su cosa farò in futuro di questa casa. Comprata un po' di fretta ( è una storia lunga) alla nascita del secondo figlio perchè avevamo assolutamente bisogno di più spazio, è -come per altri- ora troppo piena di scale e con troppe camere. Nel frattempo il marito è diventato ex e i ragazzi studiano entrambi in due città universitarie diverse. Il risultato è una casa troppo grande e scomoda che per la maggior parte della settimana ospita solo me e il cane e poi- a sorpresa- si ritrova da due a 6-7 ospiti da sistemare in qualche modo.

    Diciamo che ho molte aspettative su questo post... ditemi come altri hanno risolto prima di me :)


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    se pensa che dopo 40 anni potrebbe riuscire a vivere in meno di 60mq, va da se che un bilocale al piano 'giorno' e un tri al piano superiore 'notte' sono fattibili senza problemi, lasciando il piano terra/seminterrato (molto probabilmente) per i servizi comuni. E' una osservazione banale la mia, oltre che generica, perchè naturalmente mancano tantissime informazioni per capire se quanto chiede è sostenibile in termini di spazio e soprattutto di relazione. Bisognerebbe per esempio partire dalle esposizioni, sia rispetto al sole che di relazione con edifici confinanti, o strade; se vi sono spazi esterni fruibili; se le figlie hanno figli o conviventi, se ci sono auto o altri mezzi da riparare o se il garage, così come lo spazio multiuso di quello che chiama piano terra sono fruibili anche come abitabilità. Perchè altrimenti lei potrebbe salire al piano alto e lasciare i 2 bassi a loro. ma invecchiando, si sa, come già suggerito, potrebbe essere meglio il contrario. aggiungo, ma solo per farle capire quanti spunti possano nascere dall'approfondimento del luogo, che potrebbe essercci anche l'opportunità del recupero di sottotetto, per esempio, o di un piano seminterrato se già non lo è quello che lei definisce terra. infine il grado di indipendenza: non si sottovaluti il rapporto familiare come naturalmente promiscuo. e questo è solo lei, con le sue figlie e le loro famiglie, naturalmente, a poterlo valutare. insomma, prima di tutto lei deve farsi una idea di cosa le piace fare, avendo molto tempo a disposizione,e se questo si svolgerà in casa quanto spazio richiede. Mi è capitato di ristrutturare la casa di una coppia di neo pensionati che ha trasformato gli spazi che erano di famiglia in spazi propri: la signora ha voluto una cucina grande come il soggiorno; il marito un laboratorio per la sua passione da carpentiere... le passioni e la cura di se fanno il buon abitare.
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  • PRO
    michele volpi - studio interior design
    5 mesi fa

    ho 58 anni e quindi sono in pieno un baby boomer. Dall'alto (si fa per dire) della mia esperienza, tutte le volte che mi trovo a contatto con i 60enni, mi trovo, in genere, in sintonia, immagino per periodo di nascita in comune. Per quanto mi riguarda, la maggior parte delle volte mi trovo davanti persone che hanno avuto più esperienze abitative e spesso si tratta di genitori con i figli ormai adulti , andati via di casa, con la necessità e voglia di rimodulare la propria abitazione ad uso e consumo della coppia, prima ancora che della famiglia intera. C'è quindi un riappropriarsi dei propri spazi in maniera netta e liberatoria. Ecco quindi che la cameretta diventa un piccolo ufficio, o finalmente la lavanderia stireria da sempre desiderata, ma non realizzabile per motivi di spazio. il bagno, spesso è meno ricco di orpelli, con sanitari sospesi e con la doccia a filo pavimento, non solo per moda, ma per praticità. Se c'è una vasca da bagno, si preferisce da libera installazione, affinchè se un domani necessitasse sostituirla con una vasca diversa, dedicata a chi ha problemi di movimenti, non si debba disfare il bagno. Anche l'illuminazione è spesso più curata, si ha bisogno di luce a sufficienza, ma anche di un'atmosfera rilassante, quando serve. I mobili hanno meno orpelli da mostrare e spolverare, quindi spesso si preferiscono totalmente chiusi, o quasi. La cucina deve essere pratica e se non è troppo alta è preferibile, meglio ancora se non ha pensili come dice giustamente Hermann .

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  • PRO
    ArchBea
    5 mesi fa

    Buongiorno a tutti,
    a mio parere credo che sia un argomento non generalizzato, nel senso che tutto dipende dal contesto, dal luogo e dall' individuo.
    Ma cercando denominatori comuni, penso che la funzionalità, praticità, l'ordine e sopratutto la luce siano le chiavi per la progettazione dell'interior...valorizzare lo spazio personale . Ritrovare un equilibrio di benessere.

  • PRO
    Marco Olivo Architetto
    5 mesi fa

    Sig.Hermann mi riferivo all'idea che una coppia matura, con più esperienza e maggiore disponibilità economica rappresenti un cliente più "semplice", invece ogni cliente è "complicato" a modo suo e bisogna trovare un linguaggio comune. E comunque sì, i clienti giovani vogliono cose belle ma poco pratiche e mi trovo nella difficoltà opposta di riportarli ad un piano che unisca il bello con l'utile e il funzionale.

  • Hermann
    5 mesi fa

    Grazie per la sua risposta, architetto Marco Olivo.

    Posso confermare che l'esperienza accumulata, non solo abitativa, mi ha reso più esigente, e quindi riconosco di rendere la vita un po' difficile all'architetto che ho incaricato ;). Per fortuna è un giovane capace di entusiasmarsi anche di fronte a sfide difficili. Ciò che ho notato è che entrambi stiamo imparando l'uno dall'altro, ci completiamo, lui aggiornatissimo e io scafato dall'esperienza.

    Riconosco altresì, da ex giovane, che un tempo mi incantava di più l'apparenza, mentre l'utilità di ciò di cui mi circondavo restava in secondo piano: l'importante era che fosse bello. Per fortuna l'età serve anche a questo, a sfrondare e discernere. Sono diventato più attento agli effetti dei miei comportamenti, dei miei consumi, delle mie scelte, soprattutto in fatto di qualità: meno cose, meno arredi, piuttosto, ma quei pochi devono essere di alto livello qualitativo e minimo impatto ambientale e sociale.

    Buon week end a Lei e a tutti i lettori.

  • Angela Fiore
    5 mesi fa

    Avrei qualche perplessità sulla “ maggiore disponibilità economica”... Non sono più i tempi del boom e come ti muovi “ ti fulmini”( tutti voi capite il senso, perché tutti ricordate carosello ). Io ho un lavoro che rende abbastanza, ma le spese sono diventate enormi e si moltiplicano continuamente tanto da non poter avere la disponibilità che ci si potrebbe aspettare. E costruire due muri o aprire due fori parete costa sacrifici di anni ( o mutui di anni!). Quindi lascerei da parte la questione disponibilità economica. Tutto vero invece il resto. Le storie che lo lette sono un po’ tutte “ la mia storia” e anche io ora vado cercando luce, leggerezza, colore e pulizia senza perdere la memoria della mia vita è quella dei miei avi.
    Impresa titanica.
    Però bella iniziativa davvero, vi leggerò con curiosità e attenzione. Grazie

  • stefaniasasso61
    5 mesi fa

    ah di sicuro con le pensioni che avremo non ci sarà da scialacquare ...conviene pensarci ora infatti anche nell arredamento di una seconda casa quasi finita sto pensando di non mettere tutto IKEA per non trovarmi tra 15 anni a dover ricomprare tutto e tutt assieme

  • Franco2018
    5 mesi fa

    Cara (posso, vero?) Nina non credo che l’argomento sia la casa bella a 60 anni ma semplicemente quanto diversa è la casa di un 60enne cui pannolini, tricicli, giocattoli sparpagliati in giro sono un lontano ricordo rispetto a quella di un 30enne che quotidianamente lotta contro questi aspetti. Incidentalmente in questo periodo i 60enni sono quelli del Baby Boom.

    Potrebbe essere interessante confrontare la casa dei 60enni di oggi con quella dei 60enni di, che so, 30 anni fa. Ma sarebbe un’altra discussione completamente diversa.

  • Leti Roar
    5 mesi fa

    Nina ogni tanto trova le cose deprimenti... e pazienza, ce ne facciamo una ragione 😉!
    Noi a 30 anni non eravamo masochisti e abbiamo cercato, come adesso, la luminosità e la bellezza, ma avevamo meno soldi e una bambina da crescere, per cui abbiamo messo in cima alle opzioni la possibilità di un giardinetto e una lavanderia spaziosa. La casa é discretamente grande e luminosa, ma il nostro budget (più mutuo) ha fatto sì che fosse una villetta a schiera, quindi con molte scale. Oggi non siamo ricchi, però almeno il mutuo è finito, la figliola prima o poi se ne andrà e ci servirà meno spazio. Ci sono soluzioni architettoniche e tecnologiche migliori di quelle di 30 anni fa, i sanitari sospesi ad esempio, le docce walk-in, i rivestimenti più facili da mantenere puliti, la domotica, e nelle costruzioni ci si preoccupa maggiormente delle possibili disabilitå (che poi, basta fratturarsi malamente un femore anche da giovani per vedere il mondo con occhi diversi).
    Capisco che questi ragionamenti possano risultare distanti a chi è più giovane, ma io non mi sento per niente depressa e anzi, spero in una vecchiaia lunga, serena e luminosa, dove certe esigenze non ci sono più e altre di nuovo tipo possono trovare una piacevole soluzione.

  • Hermann
    5 mesi fa
    Ultima modifica: 5 mesi fa

    Nina :D Io non sono invalido, magari un po' pigro, sì, ma soprattutto non amo perdere tempo con i lavori di pulizia, quindi elimino tutti quelli possibili (e faticosi, a prescindere dall'età) e approfitto della tecnologia che quando ero più giovane non c'era. Voi siete nati nell'era dei robot puliscipavimento, io in quella in cui i pavimenti si tiravano a cera con pesanti lucidatrici, ho già dato e ora voglio godermela ;).

    Preferisco dedicare il mio tempo a un trekking himalayano o a visitare un museo piuttosto che a pulire una mega cappa d'acciaio sospesa (quello sì che è deprimente), quando è tanto più comoda quella da piano a scomparsa che pulisco in 3 minuti. Preferisco i divani dalle gambe alte non perché non riesca più a sedermi su divani più bassi ma perché il robottino (altro antidoto contro i furti di tempo) ci passa sotto agevolmente e non si incastra ogni 3 per 2. I pensili riesco ancora ad aprirli, ma perché dedicare altre ore di tempo prezioso per pulire il sopra? Ma anche se tornassi ad avere vent'anni niente pensili, riformulerei tutta la mia vita per godermela il più possibile.

  • Leti Roar
    5 mesi fa

    Scusa Nina, ma io non capisco il senso della tua depressione. 😊 Sei per caso over 60? No...? E allora goditi tappeti, oggetti, fari, ecc. ecc. Qui parlano i vecchi, i depressi e gli sfigati. 😂😂😂
    Peace&love

  • Hermann
    5 mesi fa

    :D :D Forse il cambiamento è più mentale che fisico, cambiano schemi mentali, interessi, priorità. Hai ragione, le valutazioni riguardo alla praticità e al non perdere tempo inutilmente valgono a qualsiasi età, ma come ha detto anche l'architetto Marco Olivo "... i clienti giovani vogliono cose belle ma poco pratiche e mi trovo nella difficoltà opposta di riportarli ad un piano che unisca il bello con l'utile e il funzionale". Ed è vero, da giovani si hanno altri schemi mentali, pur senza generalizzare. Se prima accumulavo cose, scelte per la loro bellezza, ora do più valore al tempo per godermele. Ciò non significa rinunciare agli oggetti che amo, ai ricordi dei miei viaggi, ma preferisco ammirarli che spolverarli, così li alterno, a rotazione.

    La disabilità è altro da questo, non è legata al certificato di nascita, è trasversale, purtroppo, e anche le esigenze abitative in quel caso sono molto più specifiche.

  • Leti Roar
    5 mesi fa

    Tranquilla Nina, non ti riprendo più lo giuro! 🤗
    Sai, mio suocero a 80 anni ancora sciava. ma a 83 si è ammalato di sla e le cose sono cambiate abbastanza all'improvviso: sarebbe stato saggio sostituire la vasca con la doccia, nel loro unico bagno, qualche anno prima di ammalarsi (diciamo che in base a questo post, avrebbe avuto 20 anni di tempo per godersi una doccia walk-in)!
    Io 60 anni ancora non li ho, ma tuttora sconto i postumi di una grave frattura. All'epoca, ho dovuto restare 45 giorni in ospedale anche perché nella mia "bella" villetta da gggiovane non avevo modo di sistemare un letto al piano terra, per non dire delle scale che ho dovuto percorrere con le stampelle nei mesi successivi.
    Da allora, ho realizzato che la felicità ha a che fare anche con il sentirsi liberi, e la libertà è strettamente legata all'autonomia, quindi (per me) la casa del futuro è quella che sa essere bella ma con razionalità.
    Ovviamente qui si parla delle esigenze degli over 60, come già detto: per me è importante che ci siano i giovani, con esigenze diverse dalle nostre, sennò a chi la vendo la villetta!?😉

  • Hermann
    5 mesi fa
    Ultima modifica: 5 mesi fa

    Una delle nostre nipoti, che vive e frequenta l'università a Parigi, ha trascorso le vacanze di Natale qui in Alsace nella casa dei nonni. Dopo aver fatto il bagno nell'antica e monumentale vasca con le zampe di leone ha smoccolato e bofonchiato due ore perché aveva passato più tempo a pulirla che a lavarcisi, ed era tutto un "Nonna, quando ti deciderai a far installare una doccia all'italiana?". (Ebbene sì, alle cose belle qui in Francia danno nomi italiani, persino alle docce walk in ;) https://www.espace-aubade.fr/blog/douche/qu-est-ce-qu-une-douche-a-l-italienne-180130.html ).

    Eppure non è una senior, ha 22 anni.

    Nessuno dei componenti over 60 della famiglia si sognerebbe di privare la dimora della sua preziosa e antica vasca, ma tutti quanti la preferirebbero dentro una teca di vetro, me compreso, e al suo posto una comoda doccia. Però 24 anni fà, quando ho conosciuto la mia attuale moglie e mi ha portato a casa dei suoi per la prima volta, la vasca me la sarei portata a casa, tanto è bella ^_^

    Come cambiano le cose...

  • manubarontini
    5 mesi fa

    Tutti i vostri commenti mi hanno fatto capire la necessità dello spazio adatto al robottino...

  • Utente-961918133
    5 mesi fa

    Penso che sia un pò nell'ottica comune dare una ventata di aria nuova alla casa, personalizzarla come magari si sarebbe voluto fare in passato ma per via dei figli e i mille impegni non si è potuto fare. Anche mia madre quando mi sono trasferita ha cambiato totalmente il look di casa, quando sono tornata stentavo a credere fosse la casa dove ero nata e cresciuta.

  • Angela Fiore
    5 mesi fa

    Io mi deprimo a leggere le critiche inutili. Ciascuno pensi alla propria realtà. Qualcuno ha ereditato o acquistato case “ vecchie” il cui gusto e lo spazio sono completamente diversi da oggi. Lo scopo è appunto svecchiare e ripulire. Che poi un 60-70 pensi pure che tra 10 anni convenga non avere ostacoli forse è meramente una scelta economica e intelligentemente previdente.
    Se la mamma si spacca la gamba a 77 smette di correre per il giardino pure lei, con l’augurio che non succeda mai.
    Saluti a tutti!

  • Cristina
    5 mesi fa

    Beh è un dato di fatto che certi dettagli in casa possono fare la differenza a 60-70 anni: scale, dislivelli, vasche...

    In casa vecchia avevo due livelli e una bella scala spaziosa sulla quale più volte in vita mia sono franata come un'idiota. Solo che farlo a 15 o 25 anni è un conto e parte qualche ematoma sul sedere non ho avuto problemi, se mi capitasse un domani a 70 anni probabilmente non mi andrebbe così bene!

    Alcuni genitori di amici miei (gente sui 40 con genitori over 60) stanno valutando il cambio casa proprio per motivi simili a questi, riassumibili in "elimiamo possibili fonti di guai in casa", che vanno dalla possibilità dii prendere male uno scalino al dover prendere le scale per raggiungere ripiani alti al ridurre metrature pensate per famiglie numerose che oramai non cii sono più, causa figli cresciuti e oramai andati via di casa.

    Non ci vedo niente dii deprimente, le esigenze cambiano nelle varie fasi della vita e prima o poi tutti noi dovremo venire a patti con l'età, chi più chi meno (penso a mia nonna paterna che fino a 80 anni e passa si curava il suo giardino incurante degli acciacchi...l'età ha dovuto andarci pesante con lei per fermarla! e poi ci sono io che a 40 anni decido di non metter pensili con apertura a battente in cucina perchè stordita come sono, se li lascio aperti me li tiro sempre in testa XD credo che questo thread dovrò tenermelo tra ii preferiti per quando avrò io 70 anni! cosa non sarà di me!)

  • PRO
    Irene Dall'Aglio
    5 mesi fa

    Ho lavorato per varie coppie di sessantenni e mi sono trovata benissimo. Ho trovato una maggiore disponibilita' economica rispetto alla generazione successiva, forse una coincidenza, ma non credo. A parte questo ho trovato tanta voglia di mettersi in gioco, di rivedere la case sotto una nuova luce, di sperimentare. Sembrera' strano ma ho trovato una maggiore disponibilità a rischiare, ad avventurarsi in nuovi punti di vita, colori e materiali rispetto ai trenta-quarantenni, molto condizionati dalle mode del momento, con piastrelle esagonali, pareti tortora e cucina con l'isola. Parlo di pochi esempi, non certo di un campione significativo. Mi riferisco solo alla mia esperienza

  • Hartine Benussi
    5 mesi fa

    Sono andata a vivere nella mia casa da giovane, avevo 25 anni, sposata con un figlio e in attesa del secondo. All'inizio, siccome i soldi erano pochi ci si optava per mobili aperti, tanti scaffali, ecc.. Molto belli da vedere, ma subito dopo ti rendi conto del tempo necessario per pulirli, specialmente i libri (noi ne abbiamo tanti). Col passare degli anni si sono aggiunto i CD/DVD e sinceramente le librerie sono bellissime; ma quando sono chiuse! ;) Con vetro magari cosi vedi ciò che sta dentro. Il robottino per pulire per terra l'ho comprato appena è uscito e mio figlio mi diceva che nessuno dei suoi amici aveva in casa un oggetto del genere. Per me sono stati soldi spesi al meglio. Per me la casa è un ambiente per vivere non per pulire e non posso spendere il mio tempo a togliere la polvere di quà e di là, quindi opto per soluzioni pratiche. La cucina spesso è piccola allora personalmente ho optato per pensili a tutta parete, che non li devo pulire ogni settimana/mese. Lo stesso per la camera da letto e il soggiorno. Anche se va molto di moda arredo relativamente basso personalmente non lo trovo pratico. Questa è la mia cucina:


  • PRO
    DOParchitetti
    5 mesi fa

    ciao a tutti, ho 56 anni e avendo avuto i figli presto, sono nella situazione di trovarmi con mezza casa vuota. La mia esigenza e quella dei miei amici nella stessa situazione è quella di avere una casa a "fisarmonica" cioè che possa allargarsi e stringersi a seconda delle esigenze, un po' come lo studio professionale che si amplia e si restringe a seconda dei lavori che si hanno. Devo dire che nel tempo amo sempre di più la semplicità e se dovessi rifarmi una casa nuova (cosa che capiterà a breve, perché vivere in due più un cane in 160 mq piu' 40 di terrazzo, in centro città è parecchio oneroso) opterei per scelte ancora più semplici e neutre. Ho sinceramente più difficoltà a farmi incantare dagli acquisti degli oggetti, mobili e finiture e reputo inutili per la mia attuale vita il superfluo che nella nostra società impera! La casa diventa quindi un luogo dove tante persone stanno per brevi periodi e poi vanno via: figli, parenti, amici, utenti b&b. Però ripeto questa è la situazione attuale, nel futuro voglio ridimensionarmi con un piccolo appartamentino in città e una piccola casina in campagna in mezzo al verde e alla natura, magari insieme ad altri amici che condividono il progetto, per condividere insieme la vecchiaia! :)

  • Franco2018
    5 mesi fa
    Ultima modifica: 5 mesi fa

    " magari insieme ad altri amici che condividono il progetto, per condividere insieme la vecchiaia! "

    Prendo spunto da queste parole per citar fuori il concetto di cohousing, secondo me il futuro in una società che invecchia con tanti arzilli vecchietti soli in case oramai enormi. E magari con una pensione non proprio da nababbi. Giusto un esempio preso a caso (spero che sia attinente - in realtà mi ha stimolato un annuncio di Gabetti di cohousing per pensionati, non so bene dove, ma con parco, piscina, palestra, ecc).

    http://www.cohousing.it/

  • 6bar8
    5 mesi fa

    Buongiorno a tutti, non faccio ancora parte del target indicato, ma sono d’accordo con Hermann: se abituati a spazi grandi, non si riesce a snellire il bagaglio materiale accumulato nella vita, se costituito da cose belle: fa parte di noi, della ns storia, di quello che siamo. Ridendo, penso sempre che il mio ideale sarebbe una di quelle orribili case con capannone annesso, così potrei stipare tutto quanto e avere una casa più leggera. Comunque io già 26 anni fa avevo adottato sanitari sospesi, cucina senza pensili ma con armadiature lungo una parete.

    Ora che sto ristrutturando casa, mi accorgo che forse prediligo un ambiente più leggero e contemporaneo, perciò eliminerò un po’ di quadri, tappeti e qualche oggetto. Quando ero giovane amavo tutte le cose vecchie e da “vecchi”, ora che non lo sono più, ogni cosa mi sembra da vecchi e cerco di mixare maggiormente lo stile contemporaneo.

    Hermann, leggendo il tuo commento, mi hai fatto venire in mente un episodio, protagonista il robottino: un ns amico voleva liberarsi dell’I-Robot Rumba e ce l’ha prestato per provarlo; non abbiamo letto approfonditamente le istruzioni per programmarlo ed abbiamo posto la base al piano notte, vicino alla camera da letto; nella notte il robot è partito dalla sua sede per iniziare il giro di pulizie, parlando. Mio marito si è immaginato che fosse entrata una zingara in casa e salisse per la scala parlando, così dallo spavento ha fatto cadere una costosa lampada dal comodino che a sua volta ha bucato il pavimento in legno ... un disastro; a ripensarci rido senza fine.

    Leti Roar: la casa su più piani non è così comoda, ma ti permette di mantenerti agile e in forma, è un allenamento quotidiano da non sottovalutare!

    A parte gli scherzi, l’altro giorno sono stata a cena da mia zia che ha 92 anni ed ho scoperto che da anni ha uno strumento che non conoscevo affatto, geniale non solo per gli over60! Il saliscendi per tende, non pensavo esistesse, ma è di una funzionalità eccezionale.

    Arch. Olivo: non penso le persone mature siano più complicate: hanno solo più esperienza, hanno avuto modo nella loro vita di provare più aspetti e soluzioni e sono più coscienti di cosa possa funzionare meglio per loro, anche se forse non lo riescono ad esprimere in modo puntuale. Poi se reputano di farsi supportare da un architetto è perché vogliono la certezza di avere un progetto bello e pratico, altrimenti agiscono in autonomia. Le porto il mio esempio: ho voluto scegliere un architetto più giovane perché traducesse il mio desiderio di contemporaneità e mi supportasse nelle scelte di colori e materiali; mi piaceva anche l’occasione di un confronto, perché crea sempre valore. Ho una casa grande, non ho figli, quindi non mi interessava ottimizzare gli spazi. Ebbene, con il senno di poi ritengo di aver sbagliato: forse la differenza di età crea delle difficoltà nella comprensione reciproca, forse un mediamente giovane non riesce ad imporsi ad una persona matura, forse nella mia vita ho avuto modo di vedere così tante cose che molte proposte del professionista mi sembravano da “sciacquetta”, forse ho già di mio un gusto che non tutti sanno supportare, forse avrei avuto bisogno di essere stata maggiormente “accudita” in questo progetto che rappresentava il sogno della mia vita. Certo ho cambiato idea molte volte sulle scelte, ma forse perché non mi è stata prospettata quella giusta. Ma forse ho semplicemente sbagliato target e persona, anche caratterialmente, pur considerando che qui su Houzz ha numerose e ottime recensioni, a suo dire tutte vere. Sicuramente il “mio” architetto non è contento di me, anche perché gli faccio sempre presente le sue mancanze (e non so se da giovane ne avrei avuto la forza e la struttura caratteriale); dipende quindi sempre dalla vista che ognuno di noi ha delle situazioni, dei contesti e da quale parte della scrivania si trova


  • adriano dibarba
    5 mesi fa

    Ho quasi 70 anni. Ho deciso: lascio la mia casa di 350 metriquadrati, mi trasferisco nella città dove mia figlia ormai vive da sola, in un mini appartamento. Ho affittato un appartamento di 100 metriquadrati, dove andrò a stare con la mia compagna. La figlia, se vorrà venire a cena o passare con noi una notte "piovosa", sarà la beneaccolta, ma per il resto "ognuno a casa propria", con i propri spazi! In preparazione del trasloco, sto riducendo tutto il riducibile, gettando l'inutile: carte superate, foto di vecchi lavori e tutto quello che, ormai, capisco solo io e che a nessuno interesserà più dopo di me. Ma devo portare un po' di mobili "di famiglia", circa 2.000 libri, quadri e tappeti e tutti i ricordi di una vita e quello che resta delle precedenti 4 case. Sarà da ridere a farci stare tutto. O da piangere? Comunque, porto con me i ricordi. Una bella sfida, serve a sentirsi utili e pimpanti.

  • Angela Fiore
    5 mesi fa

    Appunto. Impeccabile settantenne, esattamente questo è il punto!Togliere il superfluo e celebrare libri e ricordi che la fanno sentire vivo: la faranno imprecare per un po’ , poi una volta sistemati, piangere di gioia.

  • PRO
    IMAGE & STYLING - Studio Manzoni
    5 mesi fa

    Io ho avuto un esperienza bellissima con una coppia ultresessantenni che ha voluto rendere "fresca e nuova" la loro casa, mantenendo alcuni elementi a loro particolermente cari.

    Si sono lasciati guidare ed hanno accettato di buon grado tutti i suggerimenti "cuciti" sulle loro esigenze.

    Il lavoro di un professionista credo che sia innanzitutto quello di ascoltare tanto, elaborare e proporre il meglio per loro, mettendo al primo posto la funzionalita' ed e' stato quello che hanno apprezzato di piu' nel progetto. Mi reputo fortunata perche' anche dal punto di vista decorativo hanno accettato soluzioni originali e nuove.



  • Daniela
    4 mesi fa

    Avendo ristrutturato casa a questa età devi invece dire che una leva prepotente è stata l’arrivo dei nipoti e la carenza di spazio a loro dedicata, nonché l’aumento dei commensali quasi fisiologici che ricomprende figlia e genero.
    Quindi lo spazio in cucina è stato notevolmente aumentato mantenendo invece spazi off limits per i bambini.
    Per quanto riguarda lo stile qualche nostalgia è riaffiorata: libreria anni ‘60, lo spazio per i vinili.... insomma qualche Amarcord!

  • PRO
    ArchEnjoy
    4 mesi fa

    Abbiamo lavorato più volte per committenti over 60 e devo ammettere che questi interventi sono stati tra i più piacevoli e divertenti che il nostro studio ha affrontato fino ad oggi.

    Avere a che fare con persone che hanno già ristrutturato la propria casa in precedenza è senza dubbio un'agevolazione grandissima per un professionista.

    L'esperienza passata in qualche modo è rimasta impressa nella loro memoria, alle volte in termini positivi purtroppo altre volte in negativo, ma in entrambi i casi è più semplice per loro, rispetto ad una committenza più giovane ed inesperta, affidarsi al professionista.

    Idee chiare su cosa si desidera, una maggiore conoscenza delle proprie abitudini e il desiderio di costruire una casa intorno a queste è sicuramente un buon punto di partenza che mette le basi per una progettazione più sicura e veloce.

    Noi architetti molte volte, per fare il nostro lavoro, dobbiamo entrare nella vita delle persone e conoscere particolari che molto spesso rimangono celati, questa è forse una delle sfaccettature del nostro lavoro che mi affascina maggiormente ed intraprendere questo percorso attraversando la vita di clienti più maturi è senza dubbio molto affascinante.


  • Nonni Morello
    4 mesi fa

    La casa degli over 60 deve essere quasi minimalista ,deve avere colori chiari ed arredi molto pratici e lineari .Particolare attenzione va data alla comodita' del letto e degli imbottiti ,i servizi devono avere sanitari sospesi per una migliore pulizia, doccia e vasca devono essere adeguati all' uso di persone mature e non piu' tanto agili ,se possibile la casa deve essere tutta su un piano e possedere almeno un portico/terrazzo oppure un piccolo giardino dove potersi rilassare . Io e mio marito abbiamo deciso di vivere in una villetta vicino al mare ,la casa non e' molto grande ma ha tutto quello che ci serve ,abbiamo rinunciato ai nostri mobili di famiglia e ricominciando da zero abbiamo acquistato i mobili in base alle nostre nuove esigenze (ovviamente abbiamo una camera per gli ospiti ,dove ospitare i nostri figli ormai adulti).Quando hai 60 anni non hai tempo e voglia di pulire e vuoi passare il tuo tempo libero in pieno relax o viaggiando ,la casa passa in secondo piano per questo deve essere super funzionale ed accogliente.

  • Leti Roar
    4 mesi fa

    Sono scomparsi tutti i commenti di Nina. Come mai? 🤔

  • Hermann
    4 mesi fa

    Strano, perché anche volendo, i propri commenti alle discussioni del Magazine di Houzz non si possono cancellare o modificare, non dopo un certo tempo.

  • peggy clio
    4 mesi fa

    Dop Architetti sono nella tua età, ma non ancora nella tua situazione, avendo fatto i figli tardi studiano ancora e l'esborso economico mensile mi ha costretto ad attingere ai risparmi. Se io con la testa già sto pensando a come muterà la nostra (la mia) realtà abitativa tra 5-6 anni - quando spero entrambi i figli lavoreranno e magari decideranno di vivere altrove- dall'altra parte sono, per ora, un po' incastrata tra situazioni immobiliari ed economiche che non mi permettono tanto di realizzare ciò che vorrei. Non so voi ma a questa età (prima o dopo) si fanno i conti anche con le case ahimè ereditate (e l'ahimè è ovviamente per la perdita dei genitori che io ho sperimentato assai presto). Per cui mi sono trasferita coi 2 figli (siamo solo noi tre) nella casa anni 70 dei miei per ragioni di spazio (lavoro da casa), ma ho mantenuto il piccolo appartamento che mi ero comperata quando ancora "la lira tirava". Quindi sono qualche anno prima dei 60 e "devo" ancora investire per avere un appartamento che abbia spazi e gusti anche per i figli mentre con la testa penso già a come poter affittare le camere e gli spazi seminterrato indipendente liberi. Insomma invidio gli over 60 che hanno passato questa fase da equilibrista e possono pensare solo a loro. La casetta, ma davvero 2 stanze, in collina/campagna è pure un mio ardito desiderio, ma poi penso che vorrei tanto aiutare i miei figli coi nipoti 😁 e quindi vorrei seguirli per questo (perché c'è anche questo aspetto no?). E la casa si...dovrebbe essere a fisarmonica...

  • adriano dibarba
    4 mesi fa

    questo "salotto" e questa chiacchierata tra babyboomers mi piacciono sempre di più . Mi piacerebbe trasformarlo in un forum per quelli che, dalla teoria, stanno passando o sono passati alla pratica del "restringimento " abitativo. Come me. Mi piacerebbe condividere i propositi, le aspettative, i dubbi, gli interrogativi che questa impresa comporta. tanto per dirne una: mentre imballo libri (E sono alla scatola n. 56, contatto Traslocatori. E anche agenzie immobiliari per vendere la mia casa con 5 camere da letto e 5 bagni e per affittare un appartamentino di 100 metri quadrati. Vi prego! ditemi se sono un 70enne matto!

  • Hermann
    4 mesi fa
    Ultima modifica: 4 mesi fa

    Adriano, innanzitutto in bocca al lupo per tutto. In quale città si trova la grande casa da mettere in vendita? E' una villa individuale in una zona residenziale, centrale o decentrata oppure un appartamento signorile? La vendita di questo genere di immobili viene gestita da agenzie immobiliari specializzate nel Luxury Estate, ai loro siti online, su cui pubblicano annunci molto curati, con fotografie professionali e in varie lingue, fanno riferimento acquirenti e investitori di pari livello. Dipende molto dalla zona.

  • peggy clio
    4 mesi fa

    Adriano...quanto è meraviglioso il tuo trasferimento vicino a tua figlia. Una casa troppo grande e tanti ricordi sono anche un po' un ingombro e un po' di selezione, fra i ricordi, fa bene. Pulisce il cervello.

  • adriano dibarba
    4 mesi fa

    ... selezionare non solo le cose, gli arredi e gli "impicci". Ma anche, selezionare "i ricordi", belli o brutti, ma comunque meritevoli di memoria... Liberasi dei "cascami" E incastrare il tutto, come un gigantesco TETRIS.

  • PRO
    ArchEnjoy
    4 mesi fa

    Mi piacerebbe condividere con voi un'altra esperienza che penso possa essere in tema con questo post.

    Recentemente una cliente del nostro studio ci ha chiesto di realizzare un progetto per la divisione della casa della madre, una casa molto grande e molto bella nel centro di Roma. Dopo un'attenta valutazione del mercato immobiliare alla ricerca di una casa dove vivere la nostra cliente ha capito che l'operazione più vantaggiosa era quella di investire nella ristrutturazione e nella divisione della casa in cui viveva la madre.

    Questa scelta ha portato molta felicità nella vita di entrambe, finalmente hanno la possibilità di ristrutturare questa vecchia seppur bellissima casa e possono vivere vicine anche se in due diverse unità immobiliari.

    A noi è sembrata una bellissima decisione e adesso non ci rimane che passare alla fase di progettazione operativa!

  • peggy clio
    4 mesi fa

    Anche a me ArchEnjoy (un nome un programma) ;-)

  • PRO
    ArchEnjoy
    4 mesi fa

    Ehhh Peggy in effetti il nome del nostro studio è estremamente particolare, però ci piaceva l'idea, quando lo scegliemmo, di portare gioia attraverso il nostro modo di fare architettura.. abbiamo pensato di modificarlo in passato per scegliere qualcosa di più classico ma alla fine abbiamo sempre desistito perché in realtà ci piace e ci rappresenta ancora! :-)

  • adriano dibarba
    4 mesi fa

    mbè, ragazzi/e (!), trovo questo "salotto" molto interessante e istruttivo.Mi sembra che sia la metafora del tema " a 70 anni, cambio vita!". Cambiare arredamento, cambiare casa, cambiare città, cambiare abitudini. Per trovare nuovi stimoli, nuovi slanci, nuovi modi di affrontare la vita. Senza rinunciare alla progettualità che caratterizza molti, quasi tutti, di voi. Lo si capisce! Siete tutti un po' architetti, un po' artisti, arredatori, ingegneri, tutti mooolto "vissuti" e laureati in "vita vissuta" . Vi confesso che ho inserito, e continuo a farlo, alcuni dei vostri commenti, all'interno del racconto della mia vita, che sto scrivendo da qualche anno per me, per fissare su carta (no carta, computer !) i passaggi salienti della mia vita. A futura (mia) memoria. Mi dispiacerebbe se, da un giorno all'altro, hop! sparisse tutto all'improvviso. Insomma sto facendo il mio backup!. All'interno di questo racconto, riflessione, confessione, confidenza a me stesso, quest'oggi (ma di solito le parti migliori mi vengono durante le veglie notturne) mi è arrivata la riflessione su il RIMPICCIOLIMENTO. A tutti voi, chi più, chi meno, sta capitando quel fenomeno, brutto ma naturale, dell'accorciarsi. Dove prima arrivavo agevolmente solo alzando il braccio (sulla mensola delle cose preziose, nell'ultimo piano del guardaroba, nello scatolone lassù, ai bicchieri buoni là in alto), adesso occorre l'aiuto della scaletta. Ebbene: vengo al punto "architettonico", "traslocativo". Ho già detto che lascerò questa casa anni '70 della Tuscia, per l'appartamentino anni '90 del Nord-est. Ebbene, passerò dai 3metri e 15 di altezza libera interna di adesso, ai 2 e 65 della casa "moderna". E il mio guardaroba a 6 ante, da 3 metri e 60 di altezza, bellissimo, capientissimo e costosissimo quando ebbi quarant'anni, non si riuscirà a rimetterlo in piedi nella nuova stanza. "Dottò, nun ce la possiamo fa' a rimettelo dritto!"....Perciò, lui, il vecchio mammozzone, resterà qui, non viaggerà con me (lo aveva già fatto in passato), mi farà risparmiare qualche euro di smontaggio-impacchettamento-trasloco-rimontaggio. Molti dei vecchi vestiti che stanno lì, comprese le giacche e i cappotti e le cravatte di quando dovevo vestirmi ogni giorno "aziendale", e che non metto più da anni, andranno in beneficenza. Un peso di meno.

  • peggy clio
    4 mesi fa

    Bravo Adriano, anche a me consola se le cose possono servire ad altri. Stiamo uscendo forse dal seminato ma devo dire che mi sono sparata qualche puntata di Marie Kondo per riuscire ad alleggerire il dispiacere fisico del dovermi separare dalle cose dell'infanzia (prendere possesso della casa dei miei genitori dove c'erano e tutt'ora ci sono tutti gli orpelli della nostra vita è stato emotivamente intenso). Mi è servito il "rito del ringraziamento": il dire grazie alle cose che dovevo per spazio lasciare andare, salutarle, ringraziarle riconoscendo tutto l'uso che ne era stato fatto e quindi prendere atto che non sono andate sprecate, non sono state inutili.

  • Hermann
    4 mesi fa

    Grazie per il consiglio, Peggy, perché è davvero dura separarsene.

  • Leti Roar
    4 mesi fa

    Eh sì... La mia mamma ottantenne, invece, accumulatrice seriale (come me) ci dice sempre che quando lei non ci sarà più potremo tranquillamente bruciare tutta la grande casa colonica in cui vive circondata da oggetti, vestiti, armadi, pentole, corredi, resti dei traslochi di tutti noi negli anni, giocattoli dei nostri figli, ecc. ecc.
    Io spero sempre che quel momento non arrivi mai. Meglio disfarsene prima, come fate voi, che lasciare questo dolore ai figli.

  • Hermann
    4 mesi fa

    Leti, io farei volentieri un mercatino di cose mie, oggetti accumulati da me, comprati nei viaggi, piuttosto che separarmi di cose anche ordinarie ma appartenute ai miei. E' come averli ancora vicino a me. So che mi capite...

    Piuttosto, fate come me: quando viene qualche ospite e si innamora di un soprammobile, se è uno di quelli che non è più il caso di tenere gli dico "Prendilo pure, se ti piace te lo regalo". Vedere la contentezza dell'amico, il suo piacere, compensa la piccola perdita ^_^

  • Franco2018
    4 mesi fa

    Dai miei vecchi zii anni fa recuperai una grande aquila in legno scolpito. A quei tempi il mio pargolo più piccolo era interessato a quegli uccelli e loro la tenevano abbandonata li di lato in un cortile. Adesso fa bella mostra di se nella mensola sopra il termosifone della camera dei figli!

  • Franco2018
    4 mesi fa

    Alla morte di mio padre ci siamo dovuti sbarazzare con dolore del piccolo terreno con casetta colonica che aveva acquistato quando eravamo piccoli e dove avevamo trascorso infinite lunghissime estati (nessuno era in grado di seguirlo) . È stata una gioia immensa averlo potuto vendere ad un signore che aveva deciso di stabilirsi lì in pianta stabile tutto l’anno con la sua famiglia (3/5 figlie femmine se non erro). Ha nel tempo stravolto tutto l’impianto fatto negli anni fa mio padre e non si riconosce più ma sapere che quel luogo è ancora vissuto con amore è come se tenesse vita ancora mio padre che a quel luogo era molto affezionato.

  • PRO
    giovanna carpinello + bruzZONE ARCHITECTURE
    2 mesi fa

    Posso dirvi che gli anziani hanno la tendenza a modificare poco e ad invecchiare “nel vecchio” per abitudine.
    Ma non è sempre così : clienti con lo sguardo a un futuro luminoso e leggero sono andati via da casa lasciandoci i due figli “mammoni”!
    Nella loro nuova casa hanno portato solo la camera da letto e buona parte dei libri, che abbiamo risistemato in un nuovo studio. Tutto il resto nuovo fresco leggero e funzionale in un unico grande living con soggiorno cucina e pranzo, molto conviviale . Tendenzialmente non si vuole spendere molto per i nuovi mobili ... perché alcuni mobili e oggetti di valore già li hanno : vogliono leggerezza e luce .
    Magari si spende per le nuove tecnologie, se rendono la vita più comoda e per gli impianti, che siano a basse emissioni e bassi consumi .

  • licia falanga
    2 mesi fa

    Sono assolutamente d’accordo con gli spazi separati, compreso il bagno

  • mybox015
    2 mesi fa

    @ Hermann

    Ti do del tu, scusami..
    Ti sei sbarazzato poi di qualcosa del passato?
    È se ci sei riuscito quale metodo hai attuato?
    Grazie

  • mybox015
    2 mesi fa

    E con accento.. Chiedo scusa ma il cell fa questi scherzi

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