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Umidità di risalita da terrapieno su pavimenti e muri perimetrali

Stefano
2 anni fa
Ultima modifica:2 anni fa

Buonasera vorrei un’opinione tecnica a riguardo di un grosso problema che cercherò di illustrare.

L’appartamento si trova a piano terra dell’immobile di cui fa parte, il pavimento dell’alloggio è realizzato direttamente sul piano di campagna originario del sedime dove è stato costruito l’edificio così come i muri perimetrali e le tramezze interne. Da notare che l'edificio si trova in fondo/in cima ad un vicolo di circa 30 metri per una distanza totale da un potenziale punto di occupazione del suolo pubblico di circa 50 metri e quindi per l'eventuale movimentazione di detriti ed il trasporto di materiale per la costruzione è un fattore non secondario.

Tale tipologia costruttiva genere giocoforza sia dei problemi di salubrità dell’alloggio sia dei problemi di umidità di risalita delle murature per capillarità.

La casa è 74mq, di cui calpestabili 52 mq ed i metri lineari di muro calcolati sono 38.

Di seguito alcune foto per illustrare lo stato attuale (massetto e piastrelle già rimosse). In un punto considerato critico è stato effettuato uno scavo di 50 cm ed a seguito di forti piogge si riempie di acqua piovana derivante dal terreno.

Mi sono stati proposti da diversi professionisti soluzioni, e vorrei un vostro parere su quale riteniate più efficace.

A) - Sbancamento di 50 cm terreno per realizzazione di intercapedine a pavimento

- Realizzazione di cordolo perimetrale in cemento armato per il contenimento dei muri-

- Realizzazione di magrone eseguito con lieve pendenza per allontanare eventuali acque d’infiltrazione fuori dall’abitazione (realizzare collegamenti a impianto smaltimento acqua bianche).

- Realizzazione di vespaio areato in iglù (30cm), 10cm di getto con rete elettrosaldata, realizzazione di prese d’areazione per garantire circolazione dell’aria.

B) - Sbancamento di 30 cm di terreno per realizzazione di intercapedine a pavimento

- Realizzazione di sottomurazione su tutti i muri perimetrali e di spina procedendo alla demolizione della parte bassa delle murature per un’altezza di cm 20 ed una profondità di cm 25 eseguita a segmenti di lunghezza massima di cm 100 per non mettere a rischio la stabilità dell’edificio.

- Contestualmente alla realizzazione della sottomurazione si procederà alla costruzione di cordolo perimetrale in cemento avente dimensioni di cm 8 di altezza e cm 12 di larghezza su tutte le murature perimetrali, lasciando apposite prese per arez

- Tale cordolo ha la funzione di creare un appoggio per la posa di travetti prefabbricati tipo RDB in latero-cemento armato aventi dimensioni di cm 12.5 x 12.5 i quali saranno posati con un interasse di cm 80 in modo da realizzare un ‘idoneo appoggio per tavelloni da cm 6

- Posa dei tavelloni aventi dimensioni cm 6 x 25 x 80 direttamente sui travetti precedentemente messi in opera.

- Posa di rete elettrosaldata ed esecuzione di getto in calcestruzzo avente altezza di cm 4.

I miei dubbi sono:

nel caso A)

- la formazione di h2o che non si riesca a far defluire in modo sufficiente e che i muri perimetrali di spessore 70/75 cm continuino ad attingere dalla fondazione in quanto a diretto contatto con il terrapieno.

- Inoltre mi è stato detto che dai “piedini” degli Iglù un po’ di risalita persiste.

nel caso B)

- l’acqua, seppur con una camera d’aria areata, ristagnerebbe sotto il piano di calpestio e se anche la superficie risulterebbe asciutta la sensazione di insalubrità rimarrebbe ; il cordolo di sottomurazione che “entra” per un profondità di 25cm nei muri perimetrali (larghi 70/75 cm) seppure costruito con calcestruzzo additivato da impermeabilizzante non rischia di assorbire ugualmente umidità non eliminando il problema di risalita nei muri?

Il mio obiettivo è quello di avere pavimento asciutto, ed eliminare il più possibile la sensazione ed odore di umidità ed impedire il fenomeno di risalita sui muri perimetrali e di spina.

Non ho problemi di altezza pertanto se esistesse una soluzione che mi garantisse un buon risultato andando a costruire sull’attuale piano in calcestruzzo (vedi foto) evitando l’onere dello scavo e dello smaltimento sarebbe ancora meglio.

Per ciò che concerne una possibile soluzione solo per i muri perimetrali (profondi 70/75cm) in pietra, vi chiedo un gentile parere sull’efficacia delle barriere chimiche (per esempio un prodotto tipo Triplezero Volteco)?

Riassumendo:

In relazione alla reale efficacia che può avere il tentativo di intercettare l’acqua e convogliare quest'ultima collegandola ad uno scarico, conviene:

- effettuare lo scavo e poi procedere con una delle due soluzioni (Iglù o solaio in laterocemento)

- andare sopra l’attuale gettata preesistente in calcestruzzo con una delle due soluzioni (Iglù o solaio in laterocemento)

Nella mia situazione come elemento di distacco dal terrapieno è meglio l’utilizzo degli Iglù per la creazione di un vespaio areato o la realizzazione sopra il cordolo perimetrale (da costruire) di solaio areato con travetti ed interposte pignatte?

Di seguito le foto dell’abitazione,

ringrazio in anticipo chiunque vorrà essere così gentile da condividere la sua esperienza personale e/o professionale anche proponendo soluzioni alternative

Stefano



































Scavo, realizzazione di cordolo perimetrale per il contenimento dei muri, magrone con pendenza, vespaio areato realizzato in Iglù
Scavo, sottomurazione e magrone, realizzazione solaio areato in laterocemento (travi e pignatte)
Su calpestio attuale realizzazione di vespaio areato con Iglù
Su calpestio attuale realizzazione di cordolo sul quale appoggiare i travi per la creazione di un solaio distaccato ed areato
Altra Soluzione

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