alice_lisi

Problemi burocratici

Alice
5 anni fa

Buongiorno a tutti,

Mi trovo in una situazione un po' spiacevole, ma soprattutto in cui non so come comportarmi. Chiedo scusa in anticipo per la prolissità, ma la situazione è complessa. A maggio 2014 apro, con un geometra della zona (che fa anche da direttore lavori con qualche sopralluogo di routine, scrive lui), una pratica di ristrutturazione edilizia sulla casa dei miei nonni, in cui vivo, per trasformare un garage in camera, allargare un bagno, trasformare un garage da 1 posto a 2 abbattendo il muro d'ingresso (lo spazio interno c'era già), e regolarizzare una situazione catastale non allineata. Il geometra mi fa un preventivo per i lavori sia preventivi, sia finali. I lavori durano fino a fine 2016, anche per altre piccole cose, non soggette a permesso di costruire. Per le spese fruiscono del bonus 50%. Quando andiamo a chiudere la pratica, il geometra mi dice che per enne ragione fra cui cambi normativi, i costi si sono alzati, e non di poco. Inoltre rileva tutta una serie di distonie rispetto a progetti precedenti (finestre più piccole, porta di una soffitta girata, ...), per le quali serve una sanatoria, decisamente costosa; lui va a guardare, mi dice, tutto il pregresso per vedere se qualcosa fosse già stato sanato e non trova nulla; io riguardo le pratiche presentate da lui nel 2014 e vedo che aveva già sistemato questi problemi ad inizio progetto con una sorta di sanatoria gratuita. Il problema si risolve in nulla. Viene poi a prendere le misure per chiudere la pratica, e si accorge che una finestra (che è stata senza infisso due mesi) è di 10 cm più stretta di quel che doveva, il muratore si è sbagliato. Riusciamo a ritagliare un pezzo di stanza per rientrare nei rapporti aero illuminanti per non rifare tutto, ma ci vuole la sanatoria. Alla fine comunque presenta la pratica, viene il tecnico del comune per il sopralluogo, io penso che siamo a posto e invece... Salta fuori durante il sopralluogo che il progetto originale della casa del 1967 è diverso da come la casa è (scala e tetto girati) e da come è stata disegnata per una successiva modifica del 1985, su cui si è basato il geometra per i progetti. Fra questi due momenti, c'è un documento del settembre 1970, senza disegni, che rilascia l'abitabilità della casa sulla base del progetto del 1967 e di un sopralluogo del maggio 1970. Per la modifica del 1985 invece non era stata chiesta l'abitabilità a fine lavori. Il geometra dice di non aver avuto il progetto del 1967, e io non lo so: i documenti glieli avevano dati i miei nonni e loro non lo ricordano.

Io sono davvero stanca di spese su spese non previste. A questo punto le mie domande sono: il comune può chiedere la sanatoria per un problema di questo tipo nonostante un'abitabilità pregressa? Il geometra è responsabile per il fatto di non essersi accorto della differenza? Ma soprattutto, dato che probabilmente il comune non farà retromarcia e che il tecnico non farà la pratica a costo zero a prescindere dalla responsabilità: che cosa succede se non faccio la sanatoria? Sicuramente avrei problemi a vendere, potrei aver problemi per eventuali lavori successivi (e quindi dovrei sanare prima di poterli fare). Ma al di là di questo, se non voglio vendere né fare altri lavori né ereditare (i nonni hanno fatto la donazione della casa a me e mio fratello poco prima della fine lavori), rischio conseguenze di qualche genere, e quali?

Grazie in anticipo.

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